La Procura di Reggio sgomina un traffico di opere d’arte: 20 indagati

Quattro persone finiscono ai domiciliari nell’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. Perquisizioni in tutta Italia. Recuperati beni artistici rubati e venduti sul mercato internazionale tra cui un dipinto di scuola napoletana del ‘700. Sequestro da 1,5 milioni di euro – NOMI E VIDEO

REGGIO CALABRIA Sarebbero parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di opere d’arte le 20 persone coinvolte nell’inchiesta diretta dalla Procura di Reggio Calabria guidata da Giovanni Bombardieri e condotta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza, coadiuvati da quelli del Reparto operativo di Roma e dai Nuclei di Napoli, Roma, Bari, Perugia, Firenze, Monza, Torino, Siracusa e dell’Arma territoriale. In quattro sono finiti ai domiciliari con l’accusa di aver trafficato opere d’arte quali dipinti, sculture in bronzo e marmo e oggetti chiesastici provento di furto in territorio nazionale, esportandole illecitamente e commercializzandole in ambito internazionale.
I NOMI Il Gip di Reggio ha emesso cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Mauro Aiello (48) Luigi Benducci (39), Pasquale Iuliano (51), Giuseppe Pedata (36), Raffaele Petti (68). Inoltre sono stati eseguiti 20 decreti di perquisizione tra Reggio, Napoli, Brescia, Catania, Torre del Greco (Na), Arzano (Na), Melito di Napoli (Na), Sant’Antonio Abate (Na), Ischia (Na), Castrezzato (Bs), Isola del Liri (Fr), Grana (At). I provvedimenti scaturiscono dall’indagine denominata “Antiques”, svolta dai carabinieri del Nucleo Tpc di Cosenza supportati dai militari del Nucleo di Napoli e coordinata dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dai sostituti Giovanni Calamita e Alessandro Moffa.
LE INDAGINI L’inchiesta è partita nel novembre del 2015 a seguito di un controllo a un esercizio commerciale d’antiquariato di Reggio Calabria ed è stata corroborata anche da attività tecniche e di riscontro mediante l’utilizzo della Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal Comando carabinieri Tutela patrimonio culturale. Sono stati così acquisiti numerosi elementi investigativi che riguardano i componenti di «un pericoloso sodalizio criminale, con base a Napoli e provincia e con ramificazioni nel Bresciano, dedito – scrive la Procura di Reggio – alla ricettazione di beni antiquariali trafugati sul territorio nazionale e commercializzati anche tramite antiquari calabresi compiacenti ovvero esportati illecitamente per essere venduti presso fiere di settore in Francia, come Avignone e Montpellier». Sono state recuperate diverse opere trafugate, alcune di rilevante importanza, nonché un ingente quantitativo di oggetti d’antiquariato esportati in territorio francese senza la prescritta autorizzazione dei competenti organi del Mibac.
LE OPERE D’ARTE Nello specifico, sono stati recuperati beni di rilevanza storico artistica, provento di furto ai danni di abitazioni private in tutt’Italia, tra i quali emerge, per importanza, un dipinto, olio su tela, del ‘700, raffigurante “Madonna con Bambino”, di scuola napoletana, trafugato nel 2014 da un palazzo nobiliare di Arcevia (An), nonché di sequestrare, al valico di Ventimiglia (Im), al confine con la Francia, centinaia di beni antiquariali, costituiti prevalentemente da elementi di arredo antico e di pregio, quali sculture in marmo e bronzo, consolle, dipinti su tavola e su tela, suppellettili antichi in argento, ceramica e porcellana, trasportati a mezzo di furgoni presi a noleggio per l’occasione dagli appartenenti al sodalizio criminale (visibili nel contributo video trasmesso). Il valore economico di tutti i beni sequestrati è stato stimato in circa 1,5 milioni di euro.





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