Tutto l’incanto del cinema nello start del “Magna Graecia Film Festival”

Al via tra le emozioni la 16edizione della rassegna targata Casadonte: protagonista dell’esordio una splendida Isabella Ferrari. Premiati Moscati e Leonardi. Oggi attesa per Lambert. E parte anche l’inedita sezione letteraria

CATANZARO C’è tutto il fascino e c’è tutta la magia del cinema nella serata di esordio del “Magna Graecia Film Festival”, la rassegna fondata e diretta da Gianvito Casadonte giunta alla 16esima edizione il cui “start”, tra applausi, emozioni e arte, è stato celebrato ieri sera nel suggestivo scenario – un set a cielo aperto, verrebbe da dire – dell’area porto di Catanzaro. Sul red carpet e sul palco del festival risplendono l’incanto e la bellezza di una grande attrice come Isabella Ferrari, la protagonista della prima giornata del “Mgff” con una masterclass molto intensa, della “madrina” della rassegna Euridice Evita Axen, della conduttrice oramai perfetta padrona di casa Carolina Di Domenico, risuonano i nomi di grandi leggendari maestri del cinema come Sergio Leone, al quale il “Magna Graecia Festival” è dedicato nel’anno del suo trentennale da una scomparsa che ha lasciato un vuoto anche a così tanta distanza di tempo, di Ettore Scola che il “Mgff “ha diretto negli anni passati e che sarà ricordato dalla Ferrari in più occasioni, di Ugo Gregoretti anch’egli indimenticato protagonista di trascorse edizioni della rassegna.  Con profonda deferenza li ricorda anche Casadonte, che poi si dice «molto emozionato» pensando alla serata inaugurale dello scorso anno, quando un problema tecnico impedì di portare a termine la kermesse (saltò il gruppo elettrogeno, quest’anno i gruppi elettrogeni sono due…): «Porto nel mio cuore l’attestato di affetto del pubblico catanzarese per quel momento di profonda sofferenza, è stato il segno – ha detto il direttore artistico del “Mgff” – che ho e abbiamo seminato bene». E l’orgoglio di «mantenere la gratuità dell’ingresso al Festival», ha poi evidenziato Casadonte, «è una nostra “mission”, che portiamo avanti nonostante tanti ci dicono, e ci pressano pure, di far pagare il ticket, ma io voglio che tutte le possano assistere a opere prime, anche quelle che non hanno grandi disponibilità economiche». E il pubblico ha ripagato anche quest’anno con una folta presenza all’esordio, nel quale risplendono i giovani talenti del cinema e la Calabria con la sua vivacità culturale, quella che porta Casadonte a dire che «è davvero il momento di una regione che davvero può cambiare passo», una Calabria che nella serata inaugurale ha il volto e l’intensità di Maco Leonardi, tenero sognatore dello straordinario “Nuovo Cinema Paradiso” e poi duro criminale di “Anime Nere”: originario di Locri, Leonardi, che ieri sera ha ricevuto la Colonna d’oro per la promozione del cinema italiano nel mondo, era talmente emozionato di essere a Catanzaro da dire di «non capire davvero nulla». E’ stato, questo, uno dei momenti più emozionante della manifestazione, che ha raggiunto il diapason quando è arrivata, anticipata da un numero incalcolato di flash, una bellissima Isabella Ferrari in abito nero, ospite d’onore del battesimo del “Magna Graecia film Festival”, che ringrazia Casadone, di cui – ha detto – «mi fido ciecamente». Dalla Ferrari, intervista dal giornalsita Fabrizio Corallo, poi, perle di saggezza e lezioni di stile e di arte nella masterclass che ha aperto di fatto la 16esima edizione del Magna Graecia: «I premi – ha spiegato la Ferrari – sono importanti, mi lusingano in qualche modo, ed è importante far conoscere quei territori che hanno una tale bellezza ma vengono sempre riportati sulla cronaca per cose brutte e deleterie, invece qui parliamo di bellezza e di arte e questo festival è importante anche per questo». Davanti a una platea di appassionati e di “piccoli attori che crescono” a Catanzaro e in Calabria, la Ferrari confida e si confida. «Il fatto di essere cresciuta in una famiglia di contadini – ha ricordato l’attrice – mi ha sempre tenuto con i piedi per terra, per questo mi definisco una ragazza di campagna, la ragazza degli esordi. Nella mia vita ho fatto scelte che mi hanno portato dall’altra parte dei soldi, ma non sono stati successi, si tratta sempre di scelte. Non avendo fatto altre scuole, porto le donne dentro di me, so che ci sono ruoli che non posso fare, ma sento che c’è una linea e una contemporaneità con la mia vita», ha concluso la Ferrari rivelando di non avere, almeno per ora, intenzione di dedicarsi alla regione perché «mi piace troppo recitare e non riuscirei a fare le due cose insieme». E sul palco dell’area del porto di Catanzaro la grande attrice si dirà «emozionata», per un’accoglienza caldissima tanto è vero – ha detto la Ferrari scatenando gli applausi della platea – «c’è qui persino un red carpet molto più lungo che a Venezia». Ma le emozioni della serata, alla quale hanno preso parte rappresentati istituzionali come il presidente del Consiglio comunale Marcio Polimeni e l’assessore comunale agli Spettacoli Alessandra Lobello, e il figlio di Michele Affidato, il maestro orafo autore degli stupendi premi del Festival, non si fermano qui. Il vento della storia del cinema si fa sentire quando viene premiato, Italo Moscati, scrittore, giornalista e critico e tra i primi “scopritori” del talento di Casadonte, che racconta – e racconterà ancora nei prossimi giorni – il grande Sergio Leone, da Moscati ritratto in un documentario evocativo, nel quale il regista che ha rivoluzionato il western e con il western, in realtà, tutto il cinema mondiale rileva di aver intrapreso il mestiere «per fame», e meno male visti i capolavori che come pochi altri hanno portato nelle sale tutte le categorie sociali e culturali, dagli intellettuali snob ai “coatti” delle periferie: «Leone – ha sostenuto Moscati – viene spesso associato alla violenza, in realtà era un grande romantico e questa è la cifra più evidente nelle sue opere». Il passato, straordinario, ma anche il presente e il futuro, che nella serata inaugurale del Festival si materializza con la presenza del registra Cristian Anania e delle attrici Cristina Donadio e Marta Gastini, protagonisti del primo film in concorso, l’”Eroe, molto applaudito”. Applausi anche per il presidente della giuria, il regista Alessandro Genovesi, che ha percorso il red carpet saltellando e ha auspicato di «poter valutare i film vedendoli insieme al pubblico, che è cosa migliore che vederli da solo». E’ stato questo solo il primo assaggio di una rassegna che oggi vivrà un altro momento clou con l’attesa partecipazione di Christopher Lambert, arrivato già ieri sera a Catanzaro, la stella più fulgida di un Festival che tra l’altro da oggi si sdoppia nella sua grande scommessa, con il via anche del “Magna Graecia Book Festival”, dedicato ai libri e agli autori sul cinema per la direzione di Andrea Di Consoli. Un sogno, un altro sogno di Gianvito Casadonte (e del fratello Alessandro) che diventa realtà. (cant.a.)





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