«Il porto di Genova nel mirino della ‘ndrangheta»

Relazione del prefetto Spena sulle attività criminali svolte nello scalo ligure: «Per quantità di droga in incremento. Ma non ha superato Gioia Tauro»

GENOVA I traffici che avvengono nel porto di Genova non sono solo quelli che riguardano il traffico di stupefacenti «ma ci sono anche merce contraffatta, rifiuti pericolosi e traffico di esseri umani». Lo ha detto il prefetto di Genova Fiamma Spena che ha convocato in Prefettura un tavolo
«per mettere a fattore comune un patrimonio di conoscenza sul tema del porto e dei traffici illeciti che in questo porto avvengono. Diciamo che il porto di Genova per la sua complessità e per la sua centralità da un punto di vista economico presenta anche delle criticità. Per questo abbiamo inteso accendere un focus sula sicurezza e sulla legalità nell’ambito del porto mettendo a fattor comune iniziative e esperienza».
Di recente, ha aggiunto Spena, una relazione della Direzione centrale dei servizi antidroga ha detto che «dal porto di Genova passa il 30% dell’eroina a livello nazionale e cocaina. Genova è uno scalo importante per i traffici illeciti soprattutto dopo che si sono destabilizzate alcune strutture di ‘ndrangheta che lavoravano a Gioia Tauro».
«Ma non ritengo – ha concluso – che si possa parlare di trasferimento di determinate strategie dallo scalo di Gioia Tauro a Genova perché diversi sono contesto, presenza e controllo del territorio. Ma è comunque un porto che attira gli interessi e l’attenzione della criminalità organizzata».







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto