Regionali, Emilia Romagna (e Calabria) al voto a gennaio?

Dopo la tegola giudiziaria e il de profundis di Zingaretti sulla sua ricandidatura, Oliverio deve stabilire la data delle elezioni. La scadenza naturale è a novembre, ma il governatore ha legato la scelta a quella del “collega” Bonaccini. Che sembra intenzionato a prolungare la legislatura fino all’inizio dell’anno

CATANZARO Lo scorso 15 luglio, alle opposizioni che invocavano il game over della sua esperienza alla guida della Regione, Mario Oliverio rispondeva: «Già prevedo che ci sarà un’estate in cui si discuterà della data delle elezioni». Previsione azzeccata, ma forse il governatore non si aspettava che da lì a un paio di settimane gli sarebbe caduta in testa la nuova tegola giudiziaria dell’accusa di peculato per i soldi destinati alla partecipazione al Festival di Spoleto. Una circostanza che ha fatto accelerare il Pd nazionale nella scelta, evidentemente già maturata, di scaricare Oliverio – che nel frattempo ha pure indetto le primarie per decreto – e puntare su una candidatura «di rinnovamento».
I due Nicola, Zingaretti e Oddati, hanno suonato il de profundis per la ricandidatura del governatore e, ora, oltre alla guerra da combattere dentro al Pd c’è anche la data delle elezioni da stabilire. Già durante il dibattito a Palazzo Campanella Oliverio aveva legato in qualche modo i tempi della Calabria a quelli dell’Emilia Romagna, l’altra Regione che ha votato il 23 novembre del 2014. La scadenza naturale è dunque la stessa ma la questione, sia in Calabria che in Emilia, è tutta politica. Stefano Bonaccini, anche lui del Pd, secondo l’Ansa sarebbe intenzionato a fissare il voto per il 26 gennaio, una scelta che lui giustifica con la necessità di approvare il bilancio entro il 31 dicembre evitando così l’esercizio provvisorio. La finestra possibile per il voto va proprio dall’ultima domenica di ottobre all’ultima domenica di gennaio, e le opposizioni emiliane sospettano che il tentativo di allungare la vita alla legislatura sia legato ai possibili vantaggi che potrebbero arrivare dalla crisi della maggioranza gialloverde.
Intanto l’unica certezza arriva dall’Umbria, la terza Regione chiamata al voto, dove le elezioni si terranno il 27 ottobre. La data è stata ufficializzata con decreto del presidente facente funzioni e in questo caso è invece anticipata rispetto alla naturale scadenza della legislatura, prevista l’anno prossimo, alla luce delle dimissioni della presidente Catiuscia Marini, sempre del Pd, dopo l’indagine sui concorsi (pilotati secondo la Procura) all’ospedale di Perugia. Le opzioni, dunque, per la Calabria sembrano restringersi tra quella naturale di novembre e quella dell’inizio dell’anno. Con l’aggravante, in quest’ultimo caso, di doversi sorbire una campagna elettorale tra Natale, Capodanno e l’Epifania. (spel)







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