Anche Mirabello (e altri 6 sindaci) per le primarie: «Così il Pd calabrese è impotente»

Dopo tre sindaci vicini al governatore prende posizione il consigliere regionale: «Preoccupa il ruolo marginale in cui sono relegati i gruppi dirigenti regionali». Appello al partito anche dai primi cittadini della Presila e da San Giovanni in Fiore. «No ai diktat di Oddati»

«Inutile girarci intorno, messa così rimane un unico metodo in grado di garantire unità e condivisione, le primarie». A parlare è il consigliere regionale del Pd Michele Mirabello, le cui dichiarazioni arrivano dopo quelle di tre sindaci di area dem (qui le loro dichiarazioni) che, proprio come Mirabello, sono vicini alle posizioni del governatore Mario Oliverio, che insegue una ricandidatura che i vertici nazionali del Pd non vedono evidentemente di buon occhio.
«La discussione che si sta sviluppando nel Partito democratico intorno alle prossime elezioni regionali – si legge in una nota di Mirabello – preoccupa per il ruolo marginale in cui sembrerebbero relegati i gruppi dirigenti e l’intero corpo del partito calabrese in tutte le sue articolazioni. Già alla riunione di Lamezia Terme, davanti a Stefano Graziano e Nicola Oddati (commissario regionale e responsabile “Mezzogiorno” del Pd, ndr), ho sentito il dovere di evidenziare che la discussione sulla scelta del candidato alla carica di governatore non potesse e non dovesse essere limitata ad un, seppur autorevole, tavolo degli “eletti” dal sapore verticistico ed autoreferenziale, ma andasse estesa all’ampia platea del partito ed arricchita di contenuti e dibattiti che ponessero in valutazione i trascorsi cinque anni di esperienza del centrosinistra alla guida della regione».
Il dibattito che, secondo Mirabello, sarebbe «animato semplicisticamente da uno scontro devastante fra chi ripropone Oliverio e chi lo vorrebbe superare, senza mettere in campo al momento alternative, rischia di lacerare profondamente il partito rendendo vane proprio quelle ipotesi di ricerca dell’unità di cui si fa tanto parlare». Un quadro in cui «preoccupa lo stato di totale impotenza del partito calabrese, impossibilitato ad autodeterminarsi come lo stesso segretario nazionale Zingaretti aveva inizialmente auspicato». Da qui, dunque, la richiesta delle primarie. «Ci sono in effetti i tempi e le condizioni – conclude Mirabello – per promuovere una fase di leale e costruttivo confronto, che vada al merito delle questioni ed affidi la guida della coalizione del centrosinistra all’uomo ed al progetto politico maggiormente in grado di riscuotere maggiore consenso su idee e programmi per la Calabria».

CINQUE SINDACI DELLA PRESILA: «I CALABRESI HANNO DIRITTO ALL’AUTONOMIA» La levata di scudi a favore delle Primarie (cioè di Oliverio) vede schierarsi anche cinque sindaci della Presila. Si tratta di Antonio Falcone (Celico), Salvatore Monaco (Spezzano Sila), Nuccio Martire (Casali del Manco), Antonio Muto (Pietrafitta) e Alessandro Porco (Aprigliano). «Le ultime dichiarazioni del Responsabile Mezzogiorno Oddati – scrivono in una nota – hanno disorientato iscritti, elettori e cittadini sia per la contraddittorietà delle stesse sia per il percorso indicato nella scelta del prossimo candidato del centrosinistra a Presidente della Regione Calabria. Non si può affermare infatti che la Giunta Oliverio ha lavorato bene e che allo stesso tempo c’è bisogno di un rinnovamento della proposta politica. Così come è incomprensibile la cancellazione di ogni coinvolgimento dei circoli, del territorio e dei calabresi nella scelta del nostro candidato presidente». «Da sindaci – continua la nota – ogni giorno siamo in trincea insieme ai cittadini per dare risposte concrete ai loro problemi e siamo sicuri di interpretare il loro pensiero affermando che operazioni di vertice e di corrente saranno sonoramente respinte dai calabresi. I calabresi hanno diritto all’autonomia e al rispetto delle regole statutarie del PD, solo così si potrà costruire un rapporto sano ed osmotico tra centro e periferia. Siamo sindaci, non ci interessano le liti di corrente del PD e non ci interessa indossare magliette da ultras, quello che ci sta a cuore è semplicemente la nostra terra ed è per questo che chiediamo rispetto e lealtà a cominciare dal nostro Partito. Per realizzare tutto questo occorre convocare immediatamente le primarie per la selezione del nostro candidato Presidente alle prossime elezioni regionali della Calabria».

Pino Belcastro

BELCASTRO: «NO AI DIKTAT DI ODDATI» Dalla Presila alla Sila: anche il sindaco di San Giovanni in Fiore interviene a favore di Oliverio. «Non esiste alcun motivo plausibile per chiedere al presidente Mario Oliverio di non ricandidarsi alle prossime elezioni regionali», scrive in una nota Giuseppe Belcastro. «Dico questo – prosegue il primo cittadino sangiovannese – non solo per l’affetto, la stima e l’antica amicizia che mi legano da sempre a Mario Oliverio, ma soprattutto sulla scorta dei principi che hanno sempre regolato la vita del nostro partito, a cominciare dal garantismo che ha sempre ispirato le nostre azioni di fronte ad amministratori ed esponenti di partito oggetto di inchieste giudiziarie. Rispetto ad un tema così delicato non può esistere una doppia morale, non si possono adottare due pesi e due misure, soprattutto quando ad essere tirati in ballo, a pochi mesi dalle lezioni, sono uomini specchiati come Mario Oliverio che ha sempre improntato il suo lungo impegno politico al massimo rispetto della legalità e al contrasto di ogni forma di criminalità. Occorre essere garantisti sempre, sia quando a essere indagati sono personalità di livello nazionale come Nicola Zingaretti o sindaci importanti come Beppe Sala, sia quando è oggetto di indagini l’ultimo dei nostri amministratori. Ciò per evitare quello che lo stesso Zingaretti ha definito non molto tempo fa “giustizialismo di partito”. Sull’operato di Oliverio e della sua Giunta, peraltro, lo stesso segretario nazionale del Pd ha espresso parole di apprezzamento e giudizi molto positivi riconoscendo il buon lavoro svolto in questi anni e l’impegno contro la ‘ndrangheta e la criminalità».
«Per questo motivo – prosegue il sindaco di San Giovanni in Fiore – non capisco le dichiarazioni palesemente contraddittorie e irrispettose rilasciate negli ultimi giorni dal responsabile nazionale del Pd per il Mezzogiorno Nicola Oddati e dallo stesso segretario Zingaretti che, da un lato apprezzano il buon governo di Oliverio e, dall’altro, contraddicendo il diritto di autodeterminazione delle popolazioni e dei circoli in procinto di affrontare le elezioni regionali, sostengono la necessità di una discontinuità rispetto al passato. Ciò che mi lascia ancor più esterrefatto e incredulo, inoltre, è il “diktat” pronunciato dallo stesso Oddati secondo cui gli eventuali dissenzienti rispetto alle decisioni della direzione nazionale dovranno considerarsi “fuori dal Pd”».
«Non è così – conclude Belcastro – che si contrastano le destre, si vincono le elezioni e si tiene unito il partito. I calabresi meritano rispetto e considerazione. Così come merita rispetto e considerazione il presidente Oliverio che in questi ha lavorato sodo, non senza difficoltà e pugnalate alle spalle, per mettere la Calabria nelle condizioni di cambiare passo. L’autonomia non può essere un valore solo per le altre regioni e non per la Calabria. Per quanto mi riguarda, quindi, dissento fortemente da un’impostazione “centralista” e “romanocentrica” che dovesse mortificare i calabresi e i circoli locali del Pd. Si rispetti lo Statuto e qualora ci dovesse essere un altro candidato pronto a scendere in campo lo si dica, si indicano le elezioni primarie si lasci decidere ai calabresi quale dovrà essere il loro prossimo candidato a presidente della Regione, evitando ingerenze e diktat di apparati e burocrati di partito che servono soltanto a mortificare la partecipazione, l’unità e l’inclusione e conducono il Pd e il centrosinistra calabrese ad una sicura sconfitta».







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