Il Cdu celebra De Gasperi e Sturzo, “giganti” del passato sempre più attuali

Tradizionale iniziativa organizzata da Tassone, che si sofferma sull’attualità politica nazionale: «Noi ad elezioni, servono riforme». A livello regionale confermato il sostegno a Occhiuto

CATANZARO La grandezza di statisti del passato come monito e insegnamento per la confusionaria politica di oggi, piena di slogan ma vuota di contenuti. Su questa direttrice anche quest’anno a Catanzaro il Nuovo Cdu, guidato dal segretario nazionale Mario Tassone e rappresentato tra gli altri dal coordinatore regionale Dionisio Gallo e dal già eurodeputato Nino Gemelli, commemora l’anniversario della scomparsa di De Gasperi (65esimo anniversario) e don Sturzo (60esimo), ma stavolta la celebrazione ha un significato ancora più profondo, alla luce della crisi del governo che sta coinvolgendo un intero paese.
LA LEZIONE DI DUE “GIGANTI” DELLA POLITICA Per questo – rimarca Tassone – ricordare due “giganti” come De Gasperi e Sturzo non è un mero esercizio di stile o un tuffo, per quanto struggente, nel passato, ma è anche un riprendere un cammino. «Sono figure di una grande attualità e rappresentano un mondo che non si è dissolto.  Sono figure che qualcuno vuole consegnare agli archivi ma che invece oggi ritornano nella pienezza della loro attualità, perché espressione di grandi idee e di grandi valori, che non scadono mai. Oggi – spiega il leader del Nuovo Cdu – c’è questo tentativo di recuperare questo grande passato per ritrovare linfa e forza, un patrimonio culturale da spendere e far lievitare anche in questo particolare momento. Oggi ci troviamo davanti alla non politica, al culmine di un processo che nasce da lontano, nel 1994, e oggi arrivava all’epilogo: quando a esempio c’è un ministro dell’Interno che dice e fa quello che è sotto gli occhi di tutti, non siamo nella difesa delle istituzioni ma in un’area di eversione che preoccupa e deve preoccupare. E’ la lotta di sempre tra libertà e non libertà, tra democrazia e non democrazia, è la lotta dell’uomo per recuperare la propria centralità e poter costruire. Per questo oggi il ricordo di De Gasperi e Sturzo è attualissimo, e lo dico con la pena nel cuore di vedere questo Paese disarticolato e frastagliato, nel quale non ci sono leader ma capitani di ventura e c’è un popolo tagliato completamente fuori dalla partecipazione alla vita pubblica, cosa che dal 1994 avviene con la cancellazione delle preferenze e con la nomina dei rappresentanti da parte delle sole segreterie politiche. C’è quindi bisogno di recuperare l’esperienza dei popolari e dei cristiani democratici secondo quella linea feconda della Democrazia cristiana, che certo non si può riproporre com’era ma nei suoi grandi valori, sentimenti e principi ispiratori: è questo l’impegno che dobbiamo portare avanti, con la consapevolezza di dover recuperare l’orgoglio delle identità, se è vero che tanti vanno da una parte all’altra e anche tanti esponenti dell’ex Dc hanno già un posto riservato in qualsiasi modo e latitudine. Forse la vicenda attuale sta facendo risvegliare una dialettica politica, qualcosa si sta muovendo e forse sta sbiadendo l’immagine dei leader carismatici che riempiono le piazze ma non costruiscono il futuro». Sull’insgenamento di De Gssperi e Sturzo si sofferma anche il coordinatore regionale del Nuovo Cdu, Dionisio Gallo: «Abbiamo l’obbligo di partire da queste esperienze per riaffermare la necessità che in Italia ci sia la possibilità di creare una situazione tale per cui si torni a fare il bene comune rispetto al soddisfacimento di pulsioni personali o di piccoli gruppi. Non posso pensare che la “calata dei barbari” finisca senza che nessuno faccia niente: dobbiamo lottare per riaffermare lo spirito di De Gasperi e Sturzo perché l’Italia torni ad essere un Paese civile».
«EVITARE L’AVVENTURA DI ELEZIONI ANTICIPATE» Sulla scorta di queste considerazioni, ancora Tassone ritiene «non opportuno andare alle elezioni. Sono invece per un recupero istituzionale dei un governo che possa riequilibrare la situazione. Ritengo sia il tempo di mettere mano al sistema elettorale, perché questa corsa verso l’annullamento del Parlamento con la riduzione dei parlamentari può anche andare bene ma in un quadro diverso. Il tema è cosa vogliamo fare? Vogliamo fare uno Stato federale, uno Stato presidenziale o cosa? Dobbiamo chiarire alcune cose, in passato anche oggetto di grande attenzione anche con importanti provvedimenti ma che evidentemente non sono state definite, e oggi forse bisogna riprendere. Ma questo – sostiene il segretari nazionale del Nuovo Cdu – è un processo che non accadrà in due o tre anni. In questo momento comunque bisogna salvare il salvabile, conservare i pochi germogli che possano poi essere recuperati e valorizzati nel futuro».
CONFERMATO IL SOSTEGNO A OCCHIUTO Il ricordo di De Gasperi e Occhiuto, che il Nuovo Cdu suggella in due momenti, prima con una santa messa e poi con una riflessione nella sede del partito nel centro di Catanzaro, è anche l’occasione per tirare le fila sull’attualità politica in Calabria e nella città capoluogo. In vista delle Regionali il Nuovo Cdu è già in campo: «Siamo stati alla convention di presentazione della candidatura a governatore di Mario Occhiuto. Noi – dice Tassone – siamo per un candidato che sia alternativo alla sinistra Calabria, per cui se la convergenza dei partiti è su Occhiuto sono felice anche perché Occhiuto viene fuori da un’esperienza comune. In Calabria comunque non basta semplicemente un risultato elettorale, ma bisogna avere la forza e la capacità di immaginare e affrontare una situazione di emergenza, anche sul piano politico. La Calabria deve ritrovarsi su una prospettiva unitaria, per certi versi vedo lo stesso schema di 5 anni fa, sia nello schieramento di centrosinistra sia in quello di centrodestra mentre per me dev’esserci anzitutto un centro. Bisogna rafforzare il centro, un centro che si può alleare con la destra e metta da parte il tentativo fatto da qualche movimento di fare una “destra destra” per riassorbire il centro. Il nostro ruolo di cattolici democratici – rimarca il segretario nazionale del Nuovo Cdu – può essere quello di dare un contributo, creare un’area di raffreddamento nella quale si elaborano idee e capacità propositive che oggi mancano. Anche in Calabria può nascere un ideale: le elezioni regionali sono importanti, guai a perdere anche questo appuntamento.  Non voglio offendere nessuno, ma oggettivamente cinque anni fa non c’erano le condizioni politiche e questo ha prodotto il peggior presidente, e allora ecco perché il miglior presidente può nascere se ci sono lem condizioni politiche e se c’è un fermento politico e una presa di coscienza di quello che resta dei partiti. Per questo è importante la formazione, perché bisogna far rinascere i partiti, e sotto questo aspetto è decisivo recuperare le preferenze, che creano e suggellano il rapporto diretto tra elettore ed eletto, un coinvolgimento che oggi l’eletto, che risponde solo alle segreterie dei partiti, non ha.  E in questo contesto va rilanciato l’associazionismo, e anche il ruolo della Chiesa: è questo l’impegno grande che dobbiamo profondere in questo contesto».  Quanto alla situazione di Catanzaro, Tassone afferma: «Con Abramo abbiamo avuto alterne vicende nei rapporti, ma continuo a dare un giudizio positivo ad Abramo, perché non è facile fare il sindaco. Anche qui spesso manca la politica e tutto è lasciato all’iniziativa di qualche leader locale.  Certo in futuro si dovrà andare in un’altra prospettiva nel rinnovo dell’amministrazione al Comune, ma bisogna capire se questa città, che è indolente, riesce a farsi carico di temi e problemi che non sono di una corporazione ma di tutti. C’è purtroppo chi pensa che l’amministrazione sia una controparte o un bancomat, invece bisogna realizzare il coinvolgimento di tutte le realtà e le energie, di tutti coloro che sentono di far parte di un comune destino. Bisogna spogliarsi di personalismi e fare una vera e propria educazione civica, che metta al centro il senso di responsabilità e il coinvolgimento di tutti: è questa la sfida in questo particolare momento. Batte il cuore in questa città?  Qualche anno fa batteva di più, ora – conclude il leader del Nuovo Cdu – dobbiamo farlo battere come prima, senza inseguire schemi o progetti strani ma ritrovando la nostra identità». (cant.a.)

 







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