Tassa sui rifiuti sempre più cara, «un freno per la crescita delle imprese»

Secondo l’Osservatorio Tasse Locali di Confcommercio, aumenti dovuti a inefficienze di gestione dei Comuni. Ortofrutta, pescherie, fiorai, ristoranti e bar le categorie merceologiche più tassate. Algieri: «Urgente una revisione del sistema»

COSENZA La tassa rifiuti Tari continua a rappresentare un peso insostenibile e spesso ingiustificato, se si considerano le iniquità che la caratterizzano per le imprese del nostro territorio.
Dai dati raccolti dall’Osservatorio Tasse Locali di Confcommercio – strumento permanente dedicato alla raccolta e all’analisi di dati e informazioni sull’intero territorio relative alla tassa rifiuti (Tari) pagata dalle imprese del terziario – si conferma la continua crescita della tassa sui rifiuti, nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti stessi, e i divari di costo tra medesime categorie economiche, sempre a parità di condizioni e nella stessa provincia. Si evidenzia come in Calabria i settori della ristorazione e del commercio siano quelle più sofferenti, in particolare: Ortofrutta, pescherie, piante e fiori, pizza al taglio, ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, mense, pub, birrerie, bar caffè e pasticcerie.

Dall’elaborazione dei dati di OpenCivitas (sito promosso dal Dipartimento delle Finanze e dalla SOSE per determinare i fabbisogni standard delle amministrazioni locali) la gran parte dei Comuni capoluogo di provincia continua a registrare una spesa superiore rispetto ai propri fabbisogni e anche la nostra Regione conferma questo trend.

Un dato ancor più preoccupante, quello registrato nell’ultimo anno, considerando che proprio il 2018 avrebbe dovuto rappresentare una svolta. Dal 1 gennaio 2018, infatti, i Comuni avrebbero dovuto avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard nella determinazione dei costi relativi al servizio di smaltimento dei rifiuti.

«I dati dell’Osservatorio sono la conferma di quanto le nostre imprese siano penalizzate da costi dei servizi pubblici che continuano a crescere in modo ingiustificato. È sempre più urgente una profonda revisione dell’intero sistema che rispetti il principio europeo ‘chi inquina paga’ e tenga conto delle specificità di determinate attività economiche delle imprese del terziario al fine di prevedere esenzioni o agevolazioni. In due parole, meno costi e meno burocrazia per liberare le imprese dal peso delle inefficienze locali di gestione», ha dichiarato Klaus Algieri, presidente di Confcommercio Calabria.







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