Scontro tra Procure, «legittimi i provvedimenti di Murone e Favi»

La Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno. Al centro dello scontro, la revoca del procedimento “Poseidone” e l’avocazione del procedimento “Why Not” all’ex pm de Magistris. Assolti anche Pittelli, Lombardi e Saladino. L’avvocato: «Complotto inesistente»

di Alessia Truzzolillo
ROMA La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno che aveva dichiarato, pur accogliendo l’appello, il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per i reati di abuso d’ufficio contestati all’ex procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone, difeso da Mario Murone, e all’avvocato generale Dolcino Favi (facente funzioni di procuratore generale), difeso da Francesco Favi, i quali avevano adottato provvedimenti atti alla revoca del procedimento “Poseidone” e all’avocazione del procedimento “Why Not” all’ex pm Luigi De Magistris.
L’annullamento senza rinvio comporta la piena efficacia della sentenza di primo grado del Tribunale di Salerno che aveva assolto i magistrati catanzaresi legittimando i provvedimenti adottati. Questa sentenza mette la parola fine a un procedimento iniziato nel 2008 con le perquisizioni e i sequestri effettuati negli uffici giudiziari di Catanzaro. A dirimere quello che venne definito lo scontro tra Procure (quella di Salerno e quella di Catanzaro) dovette intervenire l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La scottante situazione aveva portato alla sospensione, dalle funzioni e dallo stipendio, del procuratore capo di Salerno Luigi Apicella – che poi si dimetterà – e al trasferimento del procuratore aggiunto Verasani e della pm Gabriella Nuzzi per i comportamenti tenuti, non ultimo il modus operandi circa le perquisizioni ai magistrati. Il procedimento che si è concluso oggi ha avuto inizio nel 2007 a seguito di numerose denunce presentate da De Magistris il quale sosteneva che gli fossero state illegittimamente sottratte le indagini. Nel 2016 il tribunale di Salerno aveva assolto i magistrati. A novembre 2018 la Corte di Appello di Salerno aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado, ritenendo i fatti sussumibili nel reato di abuso d’ufficio, per il quale ha dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione.
«Il Tribunale di Salerno – con sentenza resa irrevocabile dalla Corte di Cassazione – ha stabilito la doverosità dei provvedimenti tenuti dai magistrati Murone e Favi in quanto devono ritenersi illegittimi i comportamenti tenuti da De Magistris che hanno portato all’adozione dei provvedimenti di revoca e di avocazione», ha commentato, subito dopo il pronunciamento degli ermellini, l’avvocato Mario Murone.
ASSOLTI ANCHE PITTELLI, LOMBARDI E SALADINO La decisione della Corte di Cassazione sul caso dello “scontro tra Procure” ha riguardato, oltre all’ex procuratore aggiunto di Catanzaro Salvatore Murone e all’avvocato generale Dolcino Favi, anche l’ex senatore e avvocato Giancarlo Pittelli, il procuratore Mariano Lombardi (nel frattempo deceduto) e l’imprenditore Antonio Saladino, «assolti – si legge in una nota- per insussistenza del fatto, così come avvenuto in primo grado».
La Corte d’appello di Salerno, accogliendo il ricorso della parte civile de Magistris, aveva modificato la sentenza del Tribunale sostenendo che vi era stato un abuso d’ufficio ormai prescritto. «Decidendo sul ricorso di Pittelli, Favi e Murone – prosegue la nota – la Cassazione ha annullato senza rinvio la decisione di appello confermando l’insussistenza dei fatti denunciati da de Magistris».
«Dunque – afferma Giancarlo Pittelli – un complotto inesistente che ha provocato un terremoto giudiziario fondato sul nulla, che ha provocato dolore e diffamazione e sul quale è stata costruita un’inimmaginabile carriera politica». (a.truzzolillo@corrierecal.it)







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