Ex discarica di Bagni a Lamezia, no alla riapertura. Ma il futuro è ancora incerto – VIDEO

Si attendono gli sviluppi della politica comunale, ma bisognerà capire cosa fare del sito per sfruttarne appieno le potenzialità

LAMEZIA TERME Una lunga e deserta distesa, tra erbacce alte mosse dal vento e il mare che si staglia in lontananza. Un paesaggio quasi romantico e poetico se non fosse che i nostri piedi stiano calpestando quella che è ormai l’ex discarica Bagni, nata e sepolta (è il caso di dire) alle porte di Lamezia Terme, tra il quartiere di Sambiase e quello di Sant’Eufemia, a due passi dall’aeroporto e dai luoghi archeologici più simbolici. Qui, da circa 20 anni, e dopo una lunga battaglia tra delibere comunali e regionali, finanziamenti e riaperture straordinarie mai avvenute, resta ben poco della discarica, neanche il telone di contenimento visibilmente distrutto probabilmente da un incendio. Appare dunque impensabile – così come paventato negli ultimi giorni – una possibile riapertura straordinaria, vista la nuova (l’ennesima) emergenza rifiuti che preoccupa e non poco la città di Lamezia. La risoluzione del problema, dunque, è da ricercare altrove e da trovare al più presto attraverso altre e soluzioni, a partire dal potenziamento della raccolta differenziata porta a porta (avviata a singhiozzi da poco tempo) e maggiori investimenti in politiche green. Già, la politica. Lamezia è ormai commissariata da tempo e si tornerà al voto solo a novembre ma prima bisognerà attendere l’udienza del Consiglio di Stato del 19 settembre in cui si discuterà nel merito dello scioglimento del consiglio comunale lametino per infiltrazioni mafiose. Dal giudizio amministrativo di secondo grado potrebbe venire fuori la sentenza definitiva sul commissariamento del Comune e, se l’esito dovesse essere favorevole all’ex sindaco Paolo Mascaro, quest’ultimo sarebbe reintegrato e il suo mandato avrebbe scadenza naturale nella primavera del 2020. Ma intanto dell’ex discarica Bagni di Lamezia bisognerà capire cosa farne per poterne sfruttare appieno le enormi potenzialità e rilanciare lo sviluppo dell’intero territorio.







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