Renzi dà l’addio al Pd e in Calabria lo segue (per ora) solo Magorno

L’annuncio dell’ex premier scuote la politica nazionale. Ma il suo nuovo partito non si presenterà alle Regionali. Il sostegno «totale» del senatore dem calabrese: «Scelgo di stare con Matteo senza indugi»

ROMA La scissione era stata ampiamente anticipata nei giorni scorsi e, oggi, l’annuncio è arrivato direttamente da Matteo Renzi in un’intervista a Repubblica. L’ex premier non ha rivelato come si chiamerà il suo nuovo partito – lo farà probabilmente alla Leopolda il 20 ottobre – ma ha detto che i gruppi autonomi in Parlamento «nasceranno già questa settimana» e saranno, a suo dire, «un bene per tutti». Ma questa è solo «la punta dell’iceberg» e il percorso che Renzi vuole intraprendere con la sua nuova formazione politica «è più ampio e sarà nel Paese, non solo nei palazzi». L’ex premier ed ex segretario del Pd ha assicurato che il nuovo partito non si presenterà alle imminenti elezioni amministrative, in particolare alle Regionali che si terranno nei prossimi mesi anche in Calabria (oltre che in Umbria ed Emilia-Romagna) e che l’obiettivo sono le prossime elezioni politiche (che Renzi si augura si terranno nel 2023).
«È L’UNICO IN GRADO DI CAPIRE IL FUTURO» «In Calabria per ora a ufficializzare l’adesione alla nuova formazione renziana è solo il senatore Ernesto Magorno, da sempre fedelissimo dell’ex premier. «Matteo Renzi – ha dichiarato Magorno – è un politico con la P maiuscola, un leader, una grande risorsa per l’Italia e per l’Europa. In questi anni ho sempre garantito il sostegno totale alle sue proposte che, come testimoniano i fatti, sono state fondamentali per portare l’Italia fuori dalla peggiore crisi della storia repubblicana. Questa vicinanza mi è costata, spesso, tanti attacchi. Ma sono convinto di aver fatto la scelta giusta e anche oggi, come otto anni fa, senza indugi, scelgo di stare con Matteo. L’unico – conclude Magorno – con una visione, l’unico con idee moderne, l’unico in grado di capire il futuro. Ci aspettano settimane intense, ma noi ci siamo. Come prima, più forti di prima!».







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