La «dama bianca» della Cittadella e l’ossessione per il Corriere

Ecco le intercettazioni confluite nell’inchiesta sui fondi per il teatro che coinvolge la compagna di Oliverio. Secondo la Gdf Adriana Toman partecipava «attivamente» alla «stesura del nuovo bando» della Regione, che circolava «ancora prima che venisse pubblicato». E i dirigenti commentavano tra loro: «Sono stati proprio senza ritegno»

di Sergio Pelaia
CATANZARO Per il cerchio magico che si è insediato al decimo piano della Cittadella il Corriere della Calabria è quasi un’ossessione, più del «maresciallo in ascolto» a cui più volte si riferiscono, ironicamente, la compagna del governatore Mario Oliverio, Adriana Toman, e i suoi fedelissimi. In effetti, dopo che il Corriere, il 30 settembre del 2016, ha rivelato in esclusiva cosa stesse accadendo attorno ai finanziamenti della Regione destinati ai circuiti teatrali, la Procura di Catanzaro, sulla scorta di un esposto di alcune compagnie escluse, ha dato delega al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza del capoluogo di indagare sulla vicenda e intercettare i possibili protagonisti. Si scopre così che l’articolo pubblicato dalla nostra testata e i successivi editoriali scritti dall’allora direttore Paolo Pollichieni erano al centro delle preoccupazioni di molti, ai piani alti della sede della Regione. Dove qualcuno si spingeva addirittura ad addebitare al compianto fondatore del Corriere della Calabria di aver pilotato la troupe de Le Iene perché andasse a caccia di Mario Oliverio e gli chiedesse conto della storia dei fondi al teatro.
IL «GRUPPO DI LAVORO» DEL PRESIDENTE Una storiaccia, indipendentemente da quale sarà lo sbocco dell’iter giudiziario approdato di recente alla richiesta di rinvio a giudizio per nove persone tra cui la stessa Toman, perché rivela il modo di agire della varia umanità che nella sede della Regione fa il bello e il cattivo tempo da qualche anno, quasi mai avendone un titolo istituzionalmente riconosciuto. I fatti, riassunti brutalmente, sono chiari fin da quando furono rivelati dal Corriere: alcune persone vicine alla compagna del governatore, che si autodefinivano componenti di un «gruppo di lavoro» di Oliverio per le questioni inerenti al teatro, sarebbero poi risultate beneficiarie – direttamente o indirettamente – del bando per il finanziamento ai circuiti teatrali del 2016 e si sarebbero interessate anche a quello dell’anno successivo nonché alla formulazione della legge regionale sul settore. Insomma: il sedicente “staff” del governatore alla fine ha vinto il bando della Regione. Se in ciò ci siano stati dei reati o meno lo stabiliranno i giudici, ma sull’opportunità o meno di un’ingerenza della compagna del governatore – autrice e regista teatrale – in certe questioni non c’è molto da discutere. Specie alla luce delle conversazioni intercettate dagli inquirenti e depositate a disposizione delle parti coinvolte nel procedimento.
«C’È ADRIANA, QUINDI DOBBIAMO PARLARE CON LEI» A confermare involontariamente l’interessamento di Toman sul bando del 2017 è direttamente la dirigente generale del dipartimento Turismo e Cultura, Sonia Tallarico, anche lei tra gli indagati per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. I finanzieri la stanno intercettando mentre, ad aprile 2017, parlando con altri burocrati della Regione dice: «Non so se devo parlare con lui o con Adriana, perché si sta interessando lei…». E ancora: «C’è Adriana, quindi secondo me dobbiamo parlare con lei». Sullo stesso argomento, in una conversazione successiva, un altro dirigente le fa notare: «Ehhh, questo, hai capito qual è il problema?!… secondo me uno dovrebbe mandarglielo e farglielo vedere ma non per email, ci l’havi portare a mano (…)!». Agli inquirenti appare dunque «evidente» come Adriana Toman «partecipi attivamente, dettando non solo le linee guida sull’impianto costitutivo, alla stesura del nuovo bando sugli eventi culturali, venendo indicata dalla dirigente Tallarico come punto di riferimento per la revisione della bozza finale».
«SONO STATI PROPRIO SENZA RITEGNO» La Gdf cita ampi stralci dell’articolo del Corriere della Calabria annotando come la circostanza che ci fosse un «gruppo di lavoro» del governatore per leggi e bandi in ambito teatrale sia stata poi «acclarata dalle indagini svolte». Del gruppo di lavoro farebbero parte due persone che si occupano di teatro e sono vicine a Toman e Oliverio, Marco Silani e Dante de Rose (la Procura ha chiesto il processo solo per il primo, mentre per il secondo ha avanzato richiesta di archiviazione). Di loro la dirigente del dipartimento discute con un’altra persona che lavora in Cittadella e nella trascrizione della conversazione si legge: «(…) effettivamente lei si è affidata a chillu da’ Ginestra… De Rose, Dante De Rose». E ancora: «Hanno mandato email a destra e a sinistra dicendo che loro erano i referenti di Adriana». Tallarico poi aggiunge che lei «è sparita» e, magari, che «doveva sparire da prima». E anche mentre la dirigente discute con il Rup dell’azione 2 del bando – quella riguardante appunto i circuiti teatrali finita al centro dell’inchiesta – si parla delle mail rivelate dal Corriere e inviate dallo “staff” di Oliverio a una mailing list di operatori del settore: «Sono stati proprio veramente senza ritegno», «hanno combinato sto pasticcio». Tallarico chiarisce che «lui gli aveva detto di guardarlo, di vederlo, però non di …inc… queste mail… hanno sbagliato proprio alla grande».
«IL BANDO HA GIRATO PRIMA CHE VENISSE PUBBLICATO» Quando poi, a fine maggio, alla Cittadella si presentano le fiamme gialle per acquisire dei documenti proprio sui fondi ai circuiti teatrali, la situazione prende una brutta piega e i commenti dei burocrati si fanno più espliciti. Lo stesso giorno la dirigente Tallarico parla con un collega e dice: «Questi (…) della Ginestra facevano girare questo bando tra di loro dicendo che loro erano i referenti della… referenti per il bando… questo è stato il problema… questo vogliono capire…». Poi i due burocrati fanno riferimento ai possibili profili penali della vicenda e l’interlocutore di Tallarico aggiunge: «C’è il fatto che il bando ha girato prima ancora che venisse pubblicato».
LA CACCIA ALLE STREGHE DI «MARITU E MUGGHIERI» I due parlano anche di un altro dirigente che avrebbe raccontato di essere «andato col pen drive a farsi dare gli aggiornamenti dell’avviso», aggiornamenti che secondo la Gdf sono stati «evidentemente predisposti da altri». Secondo gli inquirenti a proporre gli “aggiustamenti” sarebbe stato proprio il «gruppo di lavoro» o la stessa Toman. Che però sulla vicenda si mostrava tranquilla, tanto da mettersi a ridere quando lo stesso dirigente gliene aveva parlato. Il burocrate racconta di aver avuto una conversazione con «maritu e mugghieri» – Oliverio e Toman, secondo la Gdf – a margine di un evento nel Crotonese e che «cercando di capire» chi potesse esserci dietro il servizio giornalistico della nota trasmissione di Mediaset avevano «individuato» proprio il direttore Pollichieni. Che all’epoca, in tempi non sospetti e mentre altri ne cantavano le gesta, aveva già scritto più volte delle dinamiche che si erano instaurate attorno alla «dama bianca» della Cittadella. (s.pelaia@corrierecal.it)

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