Catanzaro, in Prefettura la riunione con Invitalia per i contratti istituzionali di sviluppo

Doppia riunione con l’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri. Si valutano i progetti che dovranno essere finanziati attraverso la misura ideata per rilanciare il sud. Soddisfatto Sergio Abramo: «La discussione si è sviluppata bene perché ci ha chiarito cosa dobbiamo fare per questo progetto di sviluppo»

CATANZARO  “Ma voi desiderate lo sviluppo?” La domanda è di quelle da un milione di dollari e la rivolge l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, agli amministratori, ai rappresentanti del partenariato sociale ed economico, ai sindacati, alle associazioni di categoria, chiamati a raccolta nella Sala Tricolore della Prefettura di Catanzaro, ospiti del prefetto Francesca Ferrandino, per fare il punto sull’avvio dei Contratti istituzionali di sviluppo, dopo la visita dell’allora ministro per il Sud Barbara Lezzi. Alla riunione ha partecipato anche Sergio Abramo che già la scorsa settimana, nel corso di una riunione, aveva presentato la bozza del progetto: “Catanzaro Capitale della Calabria. Realtà metropolitana tra i Due Mari. Già avviato l’iter burocratico per il piano di lavoro proposto congiuntamente dalla Provincia e dal comune di Catanzaro con il coinvolgimento degli altri municipi interessati dalla strategia territoriale che si caratterizza come un investimento articolato in singoli interventi tra di loro interconnessi, impiegando fondi europei e nazionali aprendo la strada alla realizzazione dei Cis in Calabria dove sono pronti per essere spesi circa 3 milioni di euro.

UN PROGETTO PER OGNI COMUNE, LAUSPICIO DI ARCURI «L’auspicio è che ogni comune di queste due province presenti almeno un progetto», ha affermato l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, nel corso dei due incontri sui Cis Calabria Nord e Calabria Sud che si sono tenuti lunedì 23 settembre  a Catanzaro, nella mattinata e a Vibo Valentia nel pomeriggio. Gli incontri sono serviti per illustrare ai presidenti delle due province e ai sindaci dei comuni coinvolti le opportunità di crescita e sviluppo che i due contratti di sviluppo possono rappresentare per la Calabria, nonché le possibilità e le modalità per accedervi. «Immaginiamo di finanziare interventi pubblici e privati che siano inseriti in un ragionevole modello di sviluppo coerente con le caratteristiche di quest’area – ha detto ancora Arcuri -. Nella provincia di Catanzaro, il presidente ha fatto un lavoro preparatorio in cui ha condiviso alcune traiettorie strategiche che hanno a che fare con la logistica, con la valorizzazione del capoluogo di provincia e di regione, con il turismo e questo ci conforta rispetto al fatto che non si dica genericamente che si voglia lo sviluppo». «Negli ultimi mesi, grazie all’azione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lo strumento del Cis è stato utilizzato in diverse aree del sud. In Molise e nella Capitanata sono già in fase operativa – ha spiegato Arcuri -. In Sardegna meridionale e in Basilicata i rispettivi Cis non sono ancora nella fase di valutazione, ma Invitalia sta raccogliendo le proposte». InvItalia è il soggetto attuatore dei Cis che raccoglierà e, con i componenti del Tavolo Istituzionale costituito ad hoc e presieduto dal Presidente del Consiglio, valuterà le proposte di sviluppo che verranno presentate e poi, se selezionate, inserite nel gruppo di proposte finanziabili a valere sul Cis Calabria Nord, per Catanzaro e sul Cis Calabria Sud, per Vibo Valentia. «Le proposte che verranno dal territorio – ha aggiunto l’ad di Invitalia – dovranno essere: strategiche, cioè collegate allo sviluppo possibile del territorio e avere ricadute occupazionali; cantierabili nel breve periodo; addizionali, ovvero non inserite in nessun altro contenitore programmatico. Non, ad esempio, nel Patto per la Calabria». Arcuri ha infine sottolineato che i progetti dovranno essere proposti dagli «attori locali» e non vi sarà «ingerenza esterna al territorio, come è invece accaduto in passato, ma con risultati prossimi allo zero».

LA SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE ABRAMO Soddisfatto dell’incontro il presidente della della provincia di Catanzaro, Abramo, che ha voluto ringraziare tutti i presenti al tavolo, dai sindacati a Confindustria passando per le associazioni di categoria. Catanzaro è pronta: il 15 ottobre dovrebbero essere presentate le linee guida. «La discussione si è sviluppata bene perché ci ha chiarito cosa dobbiamo fare per questo progetto di sviluppo – ha dichiarato Abramo – ci ha chiarito alcuni punti, come il fatto che vanno bene anche i singoli progetti per ogni comune ma nell’ambito di un progetto e di una idea unica di sviluppo». Abramo ha ricordato che la Provincia di Catanzaro per lo sviluppo territoriale urbano della città di Catanzaro ha scelto tre direttrici di sviluppo ritenendo fondamentale l’integrazione con l’asse Jonio/Tirreno, motivo per cui si prevede all’interno del Cis un complesso articolato di interventi che vanno nella direzione turistica per lo Jonio, l’area centrale Catanzaro-Lamezia per lo sviluppo della logistica e poi quella montana guardando ad un’area che va da Taverna alla Sila. «Bisogna fare subito, ci sono molte risorse – ha aggiunto- e dobbiamo essere pronti con un parco progetti. Dal Ministero abbiamo avuto 327 mila euro per la progettazione». I finanziamenti possono essere utilizzati anche per completare opere incompiute, tanto che Abramo pensa ad esempio al completamento del Palazzetto a Lamezia per cui mancano due milioni di euro, e lo stadio vicino che Abramo punta a trasformare  in un impianto sportivo a misura di disabili nel centro della Calabria. «Invitalia potrebbe essere interessata ad investire se crede un progetto per sviluppare business interessanti – conclude Abramo – l’appetibilità del progetto si crea intensificando il rapporto con altri Enti, intrecciando i progetti come quelli finanziati dalla Regione che interessano piste ciclabili e borghi. Sulla città abbiamo, invece, condiviso di far diventare forte il centro direzionale di Germaneto e il centro storico: le risorse del Cis si potranno sommare ai 32milioni di euro per i parcheggi e ai fondi previsti da Agenda urbana per cui potremo valorizzare definitivamente il centro storico e riusciremmo a finanziare tutte infrastrutture che non saremmo riusciti a completare».

I COMMENTI DI SINDACATI E ASSOCIAZIONI «Catanzaro è il capoluogo di Regione, ma la prospettiva di sviluppo deve essere territoriale». Il segretario generale dell’Area Vasta Cgil Catanzaro-Crotone-Vibo, Raffaele Mammoliti, al termine dell’incontro con Invitalia ha ribadito che per il sindacato: «I progetti debbano avere una certa organicità, rappresentare una idea dello sviluppo produttivo con una fortissima caduta occupazionale, per cui abbiamo chiesto a Invitalia che nella valutazione dei progetti utilizzi un punteggio di vantaggio per quei progetti che prevedano questi requisiti». «I contratti di sviluppo – aggiunge Francesco Mingrone,  segretario generale della Cisl Magna Graecia –  se applicati in modo strategico nell’area centrale potranno essere uno strumento di crescita, sviluppo e lavoro. Chiaramente perché ciò avvenga sarà necessario sfruttare le peculiarità e le potenzialità del territorio quali, ad esempio, il turismo e l’ambiente. Passando, inevitabilmente, per la cultura e il ricco patrimonio artistico della nostra regione». Tra i presenti, il presidente provinciale di Confartigianato, Enzo Bifano, e il presidente di Confcommercio Calabria Centrale, Pietro Falbo. «Oggi c’è una grande necessità di rimettere al centro delle dinamiche socio-politico-economico e commerciali dei territori – afferma Falbo – e i corpi intermedi che le associazioni datoriali, rappresentano anche rispetto alla crisi che stanno vivendo i partiti nel Paese, hanno il compito di spingere e promuovere l’attuazione di percorsi virtuosi per mettere le varie parti nelle condizioni di concertare progetti di sviluppo comune». «Abbiamo gli strumenti di carattere operativo per produrre davvero sviluppo con i contratti istituzionali – aggiunge il presidente di Confindustria Catanzaro, Aldo Ferrara – perché questi contratti funzionano come acceleratore di spesa e ci costringe quindi a sederci ad un tavolo, sono cantierabili e addizionali rispetto al patto per la Calabria, e al fondo di coesione. Ci sono tutti i presupposti per fare bene tocca a noi». (mariga)

 

 

 

 







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