Rifiuti, i Comuni hanno 22 milioni di debiti: ultimatum della Regione

La Cittadella ha diffidato gli enti inadempienti a pagare entro fine settembre, altrimenti verranno commissariati per saldare le cifre dovute per il servizio. Dei 25 milioni di euro previsti, a fine agosto ne sono stati versati solo 3. Reggio maglia nera con 2,5 milioni. Ecco l’elenco dei morosi e le somme che devono versare

di Sergio Pelaia
CATANZARO Dopo il blocco di agosto, con il sequestro parziale di una discarica – che era stata riaperta appena dieci giorni prima – a Lamezia Terme, la crisi non si può certo dare per rientrata. A testimoniarlo, più di ogni altra cosa, sono i cumuli di rifiuti che campeggiano per strada soprattutto nei grossi centri della Calabria. Con le Regionali alle porte, non c’è dubbio che l’argomento sia tra quelli che verrano più usati per la propaganda elettorale, ma la questione, al di là delle strumentalizzazioni politiche, non è semplice. È un fatto che, nonostante il notevole aumento della percentuale della raccolta differenziata registrato negli ultimi anni – merito, evidentemente, dei Comuni e dei singoli cittadini –, il settore continui ad essere in preda a una crisi ormai cronica e subordinato alla totale dipendenza dagli imprenditori privati con un grosso esborso di denaro pubblico. In più degli impianti («ecodistretti») previsti dal Piano regionale dei rifiuti del 2016 non c’è ancora traccia e gli Ato, le Comunità d’ambito (in Calabria corrispondono alle cinque province) che per legge dovrebbero gestire i rifiuti, non sono ancora operativi, tanto che la Regione ha deciso di affiancarli ancora per tutto il 2019.
L’ULTIMATUM Il rimpallo tra i Comuni e la Regione è, insomma, il refrain di un’emergenza mai finita nonostante il miliardo di euro andato in fumo in 13 anni di commissariamento del settore. E il problema ovviamente sono sempre i soldi. Tanti, quelli che i Comuni devono dare alla Regione: solo nei primi sei mesi del 2019, la Cittadella avrebbe dovuto incassare 25 milioni di euro, mentre i Comuni ne hanno versato solo 3. Appena l’11% rispetto all’80% previsto dagli Uffici del dipartimento Ambiente che, ora, a corredo dei freddi numeri mette anche dei punti esclamativi a sottolineare la perentorietà di una comunicazione inviata ai sindaci dei Comuni morosi. Un vero e proprio ultimatum vergato, a inizio settembre, dal dirigente del settore e dalla dg del dipartimento Ambiente, che hanno allegato anche l’elenco completo degli enti debitori (potete scaricarlo cliccando qui), diffidati a saldare le spettanze entro fine settembre.
I DEBITI Le cifre sono aggiornate al 28 agosto e, nel mese successivo, per quanto siamo riusciti ad apprendere diversi enti, soprattutto piccoli Comuni con debiti irrisori, hanno pagato il dovuto, mentre per quelli più grossi le cifre sono assai consistenti: Reggio poco meno di 2,5 milioni (7,6 milioni il totale della provincia), quasi 1,5 milioni Catanzaro (4,3 milioni il totale della provincia), Cosenza 1 milione di euro (9 milioni il totale della provincia), Crotone 780mila euro (1,9 milioni il totale della provincia), Vibo 500mila euro (1,8 milioni il totale della provincia).
LE CONSEGUENZE PER I COMUNI MOROSI Già in una riunione dello scorso 12 settembre l’assessore regionale all’Ambiente Antonella Rizzo ha sostanzialmente detto ai sindaci che si sarebbe arrivati allo stop dei conferimenti in discarica se gli enti non avessero pagato. Un’eventualità che non viene neanche menzionata nella circolare emanata il 5 settembre dal dipartimento Ambiente in cui, invece, si mettono nero su bianco altre due conseguenze: il ritiro della delega per il servizio di trattamento dei rifiuti che passerà agli Ato e, soprattutto, la nomina di un funzionario della Regione come commissario ad acta che, in questo caso, provvederà direttamente a saldare il debito e a cui i Comuni dovranno pagare anche gli oneri per l’incarico. (s.pelaia@corrierecal.it)







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