STIGE | Stangata per la holding dei clan di Cirò: 66 condanne

In abbreviato erano 104 gli imputati tra politici, imprenditori, boss e affiliati. Condannati per concorso esterno i fratelli Siciliani; 20 anni a Vittorio Farao e a Cataldo Marincola; 14 a Mario Lavorato, braccio estero della ‘ndrina a Stoccarda; 17 a Vincenzo Santoro, ritenuto il tramite con gli imprenditori boschivi. Assolto Nicola Flotta, il “boss delle cerimonie” nostrano

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO Regge il quadro accusatorio per “holding criminale” legata alla cosca Farao-Marincola di Cirò. Il processo che vede imputate – nella sola sede di giudizio abbreviato – 104 persone tra politici, imprenditori, elementi di vertice, intranei o affiliati alla consorteria conta 66 condanne dai 20 anni agli 8 mesi di reclusione.
L’accusa – rappresentata mercoledì in aula dal pm della Dda di Catanzaro Domenico Guarascio e dall’aggiunto Vincenzo Luberto – ha registrato una rete di controllo mafioso che aveva messo le mani su diversi settori economici, per un giro d’affari di parecchi milioni di euro, dai rifiuti, agli appalti pubblici, dal commercio alimentare e vinicolo, fino ai servizi funebri, schiacciando la libera imprenditoria.
Ad otto anni di reclusione sono stati condannati i fratelli Siciliani (difesi dagli avvocati Giancarlo Pittelli, Giovanni Merante, Armando Veneto e Antonio Lomonaco): Roberto Siciliani, ex sindaco di Cirò Marina, e Nevio Siciliani (10 anni), ex assessore con deleghe importanti. Non doversi procedere nei confronti di Mario Siciliani, defunto nelle more del processo. Il reato nei loro confronti è stato derubricato da associazione mafiosa in concorso esterno.
Secondo l’accusa rappresentano uno dei collanti tra il malaffare e l’amministrazione comunale di Cirò e provinciale di Crotone. «In particolare Nevio – secondo l’accusa – ha goduto dell’appoggio della cosca, che ha profuso a di lui vantaggio, proselitismo ‘ndranghetistico in occasione della competizione amministrativa comunale del 2006, di tal ché ha ricoperto incarico assessorile con deleghe importanti, cosi frustrando l’agire amministrativo-comunale per l’interesse della consorteria. Roberto Siciliani ha goduto del proselitismo ‘ndranghetistico della cosca onde essere eletto sindaco di Cirò Marina nella tornata elettorale del 2011, così piegando l’operato della Giunta al perseguimento degli interessi della cosca». Assolto dal capo di imputazione di abuso d’ufficio Roberto Siciliani. Assolto Giancarlo Fuscaldo (difeso dagli avvocati Pino Pitaro, Vittorio Ranieri e Antonio Anania), ex presidente del Consiglio comunale di Cirò Marina, considerato il tramite tra i plenipotenziari della cosca e il resto dell’amministrazione.
LA COSCA E L’ECONOMIA DEVIATA Condanne pesanti per gli esponenti di vertice della cosca: come Vittorio Farao di Silvio, Cataldo Marincola, Giuseppe Spagnolo, Giuseppe Sestito, condannati a 20 anni di reclusione. Condannati entrambi a 3 anni e 8 mesi Bruno Tucci e Vincenzo Zampelli, titolari e materiali gerenti la società “La Quercia Srl”, accusati di turbata libertà degli incanti aggravata dalle modalità mafiose perché (in concorso con pubblici funzionari e imprenditori che seguono il rito ordinario e con Adolfo D’Ambrosio, esponente della cosca Lanzino, condannato a 4 anni) avrebbero turbato il regolare svolgimento della gara per pubblici incanti bandita dal comune di Colosimi (Cosenza), svoltasi nel maggio del 2015, avente ad oggetto la vendita del materiale legnoso. Tucci e Zampaelli sono due degli imprenditori accusati di far parte di un cartello di imprese capaci di monopolizzare il settore del taglio boschivo settore che controllato per conto della cosca da  Vincenzo Santoro, condannato a 17 anni e 8 mesi, tramite con un cartello di imprenditori del taglio boschivo, settore fortemente controllato nella Sila cosentina. Condannato a 10 anni di reclusione anche Eugenio Quattromani, accusato di gestire per conto della cosca la società “Tre Q s.r.l” che monopolizza l’offerta di bibite in tutta la Calabria mediana, utilizzando la carica di intimidazione degli accoscati per recuperare i crediti e sbaragliare la concorrenza. Dodici anni di reclusione per Giovanni Spadafora considerato legato alla cosca Giglio di Strongoli, articolazione del più ampio locale di ‘ndrangheta cirotano, egemone sul territorio di Strongoli e Strongoli Marina. Dura condanna anche per Franco Gigliotti, indicato dalla Dda quale «facoltoso imprenditore di riferimento della cosca» originario di Crucoli e residente a Parma dove controlla imprese e offre capitali e «calibra i suoi investimenti secondo le esigenze della cosca, badando a incrementare il fatturato delle imprese di ‘ndrangheta». Condannato a 14 anni Mario Lavorato, braccio estero della cosca a Stoccarda, dove avrebbe compiuto atti di concorrenza sleale al fine di imporre i prodotti vinicoli ed alimentari della cosca Farao-Marincola. Assolto invece Nicola Flotta, il “boss delle cerimonie” nostrano. Assolto Francesco Zito, imprenditore nel settore vinicolo, accusato di prodotto una vera e propria linea di prodotti vinicoli, che venivano imposti sia in Calabria che in Germania dai plenipotenziari della cosca.
LE CONDANNE
1)Francesco Aloe, 10 anni di reclusione
2) Gateano Aloe, 13 anni e 4 mesi di reclusione
3) Giuseppina Aloe, 3 anni e 4 mesi
4) Antonio Anania, 9 anni e 8 mesi
5) Ercole Anania, 13 anni e 2 mesi
6) Antonio Bartucca, 10 anni e 8 mesi
7) Francesco Basta, 9 anni e 6 mesi
8) Moncef Blaich, 5 anni
9) Martino Cariati, 15 anni e 4 mesi
10) Giovanni Caruso, 3 anni
11) Vito Castellano, 16 anni
12) Dino Celano, 5 anni
13) Aldo Chimenti, 8 mesi
14) Angelo Cofone, 3 anni
15) Morena Cola, 10 mesi
16) Francesco Crugliano, 1 anno e 6 mesi
17) Gennaro Crugliano, 8 anni e 4 mesi
18) Leonardo Crugliano, 20 anni
19) Mirco Crugliano, 8 anni e 8 mesi
20) Adolfo D’Ambrosio, 4 anni
21) Antonio De Luca, 5 anni e 4 mesi
22) Francesco Farao, 4 anni e 8 mesi
23) Vittorio Farao di Giuseppe, 8 anni
24) Vittorio Farao di Silvio, 20 anni
25) Alessandro Gabin, 5 anni
26) Donato Gangale, 9 anni e 4 mesi
27) Giuseppe Giglio, 18 anni e 12mila euro di multa
28) Salvatore Giglio, 20 anni
29) Franco Gigliotti, 10 anni
30) Nino Greco, 5 anni e 8 mesi
31) Giuseppe Guarino, un anno e 6 mesi
32) Mario Lavorato, 10 anni e 8 mesi
33) Aldo Marincola, 8 anni
34) Cataldo Marincola, 20 anni
35) Vincenzo Marino, 2 anni
36) Salvatore Murrone, 20 anni
37) Carmine Muto, 7 anni
38) Luigi Muto, 19 anni e 4 mesi
39) Santino Muto, 7 anni e 8 mesi
40) Basilio Paletta, 12 anni e 10 mesi
41) Domenico Palmieri, 8 anni
42) Rosario Placido, un anno e 4 mesi
43) Fabio Potenza, 9 anni e 4 mesi
44) Carmela Roberta Putrino, 15 anni e 4 mesi
45) Eugenio Quattromani, 10 anni
46) Luigi Rizzo, 9 anni e 4 mesi
47) Salvatore Rizzo, 13 anni e 4 mesi
48) Domenico Rocca, 8 anni
49) Francesco Russo, 8 anni
50) Francesco Salvato, 15 anni e 6 mesi
51) Vincenzo Santoro, 17 anni e 8 mesi
52) Giuseppe Sestito, 20 anni
53) Nevio Siciliani, 8 anni
54) Roberto Siciliani, 8 anni
55) Salvatore Palmiro Siena, 11 anni e 4 mesi
56) Carmine Siena, 8 anni
57) Giovanni Spadafora, 12 anni
58) Giuseppe Spagnolo, 20 anni
59) Antonio Squillace, un anno e 4 mesi
60) Francesco Tallarico, 20 anni
61) Ludovico Tallarico, 8 anni
62) Luigi Tasso, 3 anni, 4 mesi e 3.400 euro di multa
63) Carolina Terlizzi, un anno, 9 mesi, 10 giorni
64) Bruno Tucci, 3 anni, 8 mesi
65) Annamaria Veltri, un anno 4 mesi
66) Vincenzo Zampelli, 3 anni e 8 mesi
ASSOLUZIONI Assolti: Maria Aiello, Alessandro Albano, Domenico Alessio detto Frank, Domenico Bonifazio, Lucia Aloe, Domenico Bonifazio, Agostino Canino, Amodio Caputo, Luigi Caputo, Gilda Cardamone, Domenica Cerrelli, Domenico Cerrelli, Teresa Clarà, Roberto Corbo, Giuseppe Cusato, Angelo Donnici, Antonio Esposito, Nicola Flotta, Giancarlo Fuscaldo, Vincenzo Gangale, Maria Francesca Gigliotti, Domenico Nicola Guarino, Fedele Longobucco, Giuseppe Maggio, Elena Malena, Maria Mastroianni, Federico Menotti, Angelina Novello, Francesca Perri, Giuseppe Pizzimenti, Antonella Rocca, Francesco Rocca, Annibale Russo, Giuseppe Sprovieri, Domenico Squillacioti, Andrea Villirillo, Rocco Villirillo, Francesco Zito.
RISARCIMENTI Il gup Giacinta Santaniello ha inoltre disposto il risarcimento per i Comuni di Cirò Marina, Cariati e Strongoli, calcolato in 50mila euro ciascuno. Risarcimento per i Comune di Colosimi, Cutro, Mandatoriccio, Scigliano: 20mila euro. Risarcite anche la Cgil Emilia Romagna e Calabria: 50mila euro.
CONFISCHE E DISSEQUESTRI Il gup ha ordinato la confisca di tutti i beni mobili, immobili, quote societarie, aziende e società in sequestro. Ha disposto altresì il dissequestro delle società Ecologia di Albano srl, Fa Italia srl, Cuordifarina srls, Molino Caputo, Sc Petroli spa, Sds Carburanti, International Innovation srls, Global food service srls, Tourist service Atrr srl, Cirò, Ve.Be.Ca sas.
Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Gianni Russano, Sergio Rotundo, Gregorio Viscomi, Armando Veneto, Tiziano Saporito, Enzo Ioppoli, Luigi Falcone, Giuseppe Bruno, Giusy Caliò, Francesco Laratta. (a.truzzolillo@corrierecal.it)







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