Welfare, l’ok in Commissione sblocca una situazione ferma da 15 anni

La soddisfazione di Mirabello: «Per questa legislatura è uno dei risultati più importanti». Guccione: «Servono 20 milioni in più»

REGGIO CALABRIA C’è il via libera della terza commissione regionale sanità, attività sociali, culturali e formative al parere per l’attuazione della riforma sul welfare calabrese. A darne notizia è il consigliere regionale Michele Mirabello, presidente della commissione, che in una nota esalta il lavoro svolto fino a questo momento da tutti i membri, ringraziando anche l’assessore al ramo Angela Robbbe. «È una riforma attesa nella nostra regione dal 2003 – spiega Mirabello-. Adesso si potranno attivare servizi di straordinaria importanza verso cui c’è una grande aspettativa da parte degli operatori e degli utenti del settore». Nei scorsi giorni, lo scontro politico relativo al welfare nella regione era stato molto aspro. Per questo, Mirabello, rivendica con particolare vigore il risultato ottenuto nella seduta che si è svolta nella mattinata di giovedì 10 ottobre. «Per questa legislatura regionale –continua il presidente dei commissione – la riforma del welfare è uno dei risultati più importanti, in quanto da risposte concrete alle fasce sociali più deboli del territorio e mette la Calabria al passo con le altre regioni del paese. Mi tocca evidenziare che il percorso alla fine del quale si è avuta l’emissione del parere, è stato particolarmente intenso e ricco di contenuti grazie al contributo importante dell’assessore Angela Robbe e di tutti i membri della commissione, i quali hanno consentito di rendere la norma più corrispondente alle effettive istanze che provengono dal mondo del terzo settore».

I DUBBI DI GUCCIONE  «Una vera riforma del welfare deve essere accompagnata da un aumento consistente delle risorse. Servono ulteriori venti milioni all’anno da inserire nel prossimo bilancio regionale. È questo l’impegno che ho preteso oggi nel corso della Terza commissione Sanità, attività sociali, culturali e formative – spiega Guccione -. D’accordo all’emendamento da concordare e presentare quando sarà avviato l’iter di approvazione del Bilancio regionale anche i colleghi Michelangelo Mirabello, Giuseppe Giudiceandrea, Giuseppe Pedà, Gianluca Gallo». Ma per il consigliere regionale, superato lo scoglio del parere, resta da definire il problema più importante: quello legato alla copertura finanziaria. «Non dimentichiamo che la Calabria parte da un forte handicap: si attesta all’ultimo posto con la spesa sociale pro capite più bassa d’Italia – aggiunge Guccione -. Dunque, come si fa a varare una riforma con una spesa storica già insufficiente in questo settore, prevedendo poi, come è giusto che sia, l’aumento delle rette, ferme al palo ormai da diversi anni, e l’autorizzazione e accreditamento di nuove strutture entro il 31 ottobre 2019 e 31-dicembre 2019 ? Ecco perché è necessario che le somme stanziate per i servizi sociali passino da 43 milioni ad almeno 63 milioni annui. Solo così si può avviare un reale processo di riforma del Welfare che possa incidere concretamente, sia per quantità che per qualità, nell’erogazione dei servizi socio assistenziali».





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