Regionali, nel fronte Pd anti-Oliverio è l’ora dei mugugni

L’incertezza sull’alleanza con il Movimento 5 Stelle frena l’azione dei democrat contrari alla ricandidatura del governatore. Che rischiano di trovarsi in mezzo al guado. Tra poche ore a Roma si riunisce la direzione nazionale del Pd. Intanto le sirene renziane si fanno sentire anche in Calabria

di Antonio Cantisani
CATANZARO
 «Siamo in mezzo al guado, con un’iniziativa politica che non parte». Fioccano i mugugni nel fronte anti-oliveriano del Pd calabrese. I segnali che arrivano da Roma, soprattutto dai vertici nazionali del Nazareno, sono contraddittori, in ogni caso non definitivi, tali da lasciare in un’indeterminatezza gli alti dirigenti del Pd calabrese che non vogliono la ricandidatura del governatore uscente. Sono passate ormai più di due settimane dal documento di “abiura” di Oliverio sottoscritto da big democrat come il parlamentare Antonio Viscomi, il presidente del consiglio regionale Nicola Irto, il capogruppo a Palazzo Campanella Mimmo Battaglia, consiglieri regionali come Carlo Guccione, il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà e il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, ma sostanziali passi avanti non ne sono stati fatti nel percorso delineato dalla segreteria nazionale targata Zingaretti: anche l’ultima sortita in Calabria del commissario del Pd, Stefano Graziano, a Catanzaro nei giorni scorsi, non ha aggiunto dati inediti rispetto allo “status quo”. Da Roma, piuttosto, si continua a trasmettere nella periferia calabra il messaggio che l’accordo con il Movimento 5 Stelle in realtà è cosa già fatta e che si aspetta solo di limare gli ultimi dettagli, ma sul piano politico tutto questo non si sta traducendo in nulla di davvero concreto e sostanziale in Calabria: giusto per essere chiari, non c’è neanche il nome di un candidato governatore ufficialmente in lizza, anzi tra i democrat serpeggia anche un po’ di malumore all’ipotesi che a esprimere il leader della (molto ipotetica) alleanza con il M5S saranno proprio i pentastellati. Emblematica la confidenza di un “colonnello” dell’esercito dem anti-Oliverio: «Tutti noi stiamo pensando di organizzare qualcosa, ma la gente ci chiede chi sarebbe il nostro candidato alla Presidenza della Regione, e davanti a questa domanda senza risposta ovviamente ci fermiamo».
Lo stallo insomma è evidente così come l’incertezza, che è sicuramente molto capitolina, e infatti la storia del Pd nazionale insegna che al Nazareno la “balcanizzazione” è di casa, fino a essere praticamente elevata a sistema, ma a questo si deve aggiungere anche una difficoltà dei dirigenti territoriali del Pd a trovare un punto di sintesi, al di là del no a Oliverio che ormai è scontato e che però, evidentemente, non basta a dar vita a una proposta politica da offrire ai calabresi. La verità è che anche nel Pd calabrese domina il “correntismo”, e questo è un ulteriore fattore di freno, per non parlare poi delle sirene che “Italia Viva” di Matteo Renzi sta facendo suonare anche a livello regionale e che sembra inizino a fare presa anche tra i dem al momento rimasti al di qua del fosso. In più, il fronte Pd anti-Oliverio deve fare i conti con le dinamiche a loro volta contraddittorie che stanno agitando il Movimento 5 Stelle, con i militanti e i parlamentari calabresi in gran parte schierati, e in termini anche piuttosto crudi e brutali, contro l’eventuale accordo con il Pd alle Regionali: per quanto si dica che Luigi Di Maio alla fine imporrà la linea, se la linea sarà quella dell’alleanza con i dem, è evidente che il capo politico pentastellato non può non tenere conto di queste strenue “resistenze” locali.
Messi insieme tutti questi elementi, è quasi scontato che in queste ore tra i dem anti-Oliverio cresca un po’ di frustrazione, ulteriormente acuita poi dal messaggio che anche il Nazareno veicola, quello di attendere l’esito delle Regionali in Umbria per accelerare il passo per la Calabria, un appuntamento che in realtà potrebbe aggiungere incertezza a incertezza. Per uscire da questo cortocircuito alcuni dirigenti del Pd stanno valutando se ripetere quanto fatto nelle scorse settimane, ottenere udienza dai vertici del Nazareno nel corso o a margine della direzione nazionale del Pd in programma tra qualche ora a Roma. I punti all’ordine del giorno della direzione democrat sono: analisi situazione politica, proposta di lavoro sulla riforma dello statuto, varie ed eventuali. Chissà se il “caso Calabria” rientri tra le “varie ed eventuali”… (redazione@corrierecal.it)







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