I primi cento giorni di Pappaterra all’Arpacal: «La nostra forza è il capitale umano»

Il direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria traccia un primo bilancio: «Sono ottimista, ci sono tutti i presupposti per far bene»

CATANZARO A 100 giorni dall’insediamento alla guida dell’Arpacal, Domenico Pappaterra ha tracciato un primissimo bilancio sul sito del Sistema Nazionale la Protezione dell’Ambiente che riunisce le Arpa italiane e l’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
«Sono stati cento giorni veramente intensi – ha raccontato – quelli che sono da poco passati da quando mi sono insediato alla Direzione generale dell’Arpa Calabria. Al di là dell’eredità della passata gestione che ho dovuto conoscere, studiare ed approfondire, prima di dare una nuova impronta alla gestione dell’ente, non ho fatto in tempo a concludere il mio giro di “reciproca conoscenza” con i dipartimenti e le strutture speciali dell’Agenzia, che subito mi è stato posto un problema veramente difficile da affrontare. Nella notte del 31 luglio, ormai è noto, l’incendio che ha letteralmente distrutto un’area del laboratorio chimico del dipartimento provinciale di Catanzaro, ha sensibilmente cambiato quelle che erano le mie idee sul da farsi nelle prime settimane di attività. Pioggia di attestati di solidarietà, certamente, ma ora è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti e, come ho già fatto formalmente i primi giorni di settembre, chiedo alla Regione Calabria di sostenere la ricostruzione di ciò che abbiamo perso, altrimenti il sistema laboratoristico della Calabria continuerà a camminare con difficoltà, con una gamba zoppa».
In questo lasso di tempo, il direttore di Arpacal, ha «capito che la forza della nostra Agenzia sta nel capitale umano. Professionisti, donne e uomini, ciascuno con un proprio compito in Agenzia ma soprattutto con un proprio background umano e professionale di grande spessore, che non può e non deve essere svilito o, cosa ancora più pericolosa, sacrificato sull’altare delle economie di bilancio. La nostra Agenzia – queste ancora le considerazioni di Domenico Pappaterra – è sempre pronta a supportare il sistema degli enti territoriali calabresi, le forze dell’ordine e l’Autorità giudiziaria, come fanno le nostre consorelle Arpa nelle altre regioni, non solo per mero adempimento istituzionale, ma mettendo a disposizione fior di professionisti, spesso decisivi nelle attività di indagine o nella risoluzione di problematiche complesse.
Facciamo egregiamente il nostro mestiere e, proprio per questo, chiediamo la giusta attenzione da parte delle Istituzioni, riconoscendoci il giusto apporto finanziario, ed anche la dignità di non essere subalterni ad alcunché».
Pappaterra sottolinea anche come di Arpacal sia un ente strumentale della Regione «ma non siamo “strumento” di nessuno, se non delle politiche di protezione e prevenzione dell’ambiente in Calabria e, posso anche dirlo con una punta di orgoglio, in altri scenari nazionali».
Su scala nazionale, il direttore di Arpacal ha poi frequentato sin da subito le assemblee del Sistema Nazionale la Protezione dell’Ambiente: «Ho trovato persone che già conoscevo, come il Direttore generale di ISPRA, Alessandro Bratti, per la comune esperienza parlamentare e di militanza. Ho avuto modo di apprezzare lo spessore umano di Alessandro, la sua carica con la quale fa il suo lavoro, e ritrovarlo in SNPA mi ha dato una grossa mano ad ambientarmi velocemente. È stato facile, perché gli altri colleghi direttori, in primis il Presidente di SNPA e ISPRA, Stefano Laporta, si sono mostrati subito entusiasti nell’accogliermi. Aspetti di relazioni umane, prima che lo svolgimento del ruolo istituzionale, che mi hanno fatto capire come questo sia un gruppo di donne e uomini che sono fermamente convinti del progetto straordinario che hanno per l’Italia: un’occasione per tutti noi, che non possiamo farci sfuggire. Ho già avuto modo di invitare in Calabria sia Bratti e sia Laporta, in occasione del nostro Ventennale, per fare conoscere il lavoro che l’Agenzia ha svolto nei suoi venti anni di attività e, nel contempo, confrontarsi con loro sulle criticità emerse per il cui superamento chiedo sin d’ora la loro disponibilità e collaborazione».
Sul piano operativo ha potuto notare che «SNPA è una rete diseguale tra Agenzie, ma non si intenda in senso dispregiativo o riduttivo. Ciascuna Agenzia ha le sue peculiarità, territoriali e di background complessivo, che portano in dote al Sistema. Far finta che non vi siano queste differenze è una pia illusione. Un’agenzia piccola come la nostra ha delle esigenze, nel suo rapportarsi con la rete nazionale, che evidentemente altre, rappresentative di territori più ampi e socio-economicamente importanti, non può avere. Ma se nel piatto della bilancia non si considerano tutte le esigenze, il viaggio di questa nostra locomotiva che è SNPA sarà a scartamento ridotto. Penso a tutto il regime convenzionale tra Arpa deficitarie di tecnologie ed esperienze ed Arpa leader di settore: se non si accelera il percorso verso una regolamentazione di dettaglio di questi rapporti, anche nelle cose spicciole come il rapporto contrattuale / convenzionale economico tra le due Arpa, è chiaro che non saremo Sistema in maniera compiuta. E la discussione molto forte che abbiamo avuto in seno al Consiglio di SNPA per la definizione dei LEPTA, e che proseguirà nel percorso del nostro lavoro, rappresenta senza dubbio il paradigma di questa situazione. Parafrasando Nenni, che diceva che le idee camminano sulle gambe degli uomini, non si può negare che SNPA camminerà bene sulle sue “gambe”, che sono le Arpa e ISPRA, se il movimento delle stesse sarà sincrono, coordinato e fluido; altrimenti il cammino di questa grande progettualità per l’ambiente italiano, che è SNPA, non potrà che essere zoppicante. Personalmente – ha concluso Domenico Pappaterra – sono molto fiducioso ed ottimista. Le condizioni ci sono tutte per realizzare questa nostra grande progettualità».







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