Oliverio alla Corte dei Conti: «Regione penalizzata dai ritardi dei Comuni»

Il governatore di fronte alla dura analisi della magistratura contabile ha osservato che «alcune problematiche non sempre sono addebitabili a disfunzioni dell’amministrazione regionale»

CATANZARO «L’analisi della corrispondenza tra i residui attivi della Regione e i residui passivi di quattro capoluoghi effettuata dalla Corte dei Conti ha fatto emergere un comportamento illegittimo da parte di alcuni Comuni». È quanto ha rilevato il presidente della Regione, Mario Oliverio, nel corso del suo intervento durante il giudizio di parificazione del Rendiconto 2018 dell’ente da parte della Corte dei Conti (qui i dettagli). «In questo anno – ha spiegato Oliverio – la Regione ha continuato, con notevoli sforzi e sacrifici richiesti dal governo nazionale, a concorrere agli equilibri di finanza pubblica e a dare attuazione alle misure correttive richieste dalla Corte dei Conti l’anno scorso. È stato rispettato il limite dell’indebitamento, tra i più bassi in Italia, così come è stata portata avanti una politica di rigore che ha consentito di ridurre il disavanzo di amministrazione e realizzare un miglioramento del risultato economico rispetto al 2017. Per quanto concerne la spesa comunitaria, a testimonianza del raggiungimento dei target intermedi, la Commissione europea – ha ricordato il presidente della Regione – ha assegnato, per la prima volta della storia della Calabria, la riserva di efficacia al Por, per un valore complessivo di 143 milioni, e sono state poste in essere tutte le misure richieste dalla Commissione europea: si è quindi in attesa della formalizzazione della decisione dello sblocco dei pagamenti, informalmente anticipatoci nei giorni scorsi». Oliverio ha osservato che «alcune problematiche non sempre sono addebitabili a disfunzioni della Regione. A esempio, dobbiamo fare fronte a pretese di creditori il cui credito risulta poi insussistente o di debitori terzi che instaurano contenziosi separando di rivalersi sulla Regione, confidando sul fatto che l’amministrazione spesso soccombe in giudizio. Queste distorsioni, capziose, non sono indolori, gonfiano il dato del contenzioso e drenano importanti risorse destinate ad altre emergenze: per evitarle la Regione sta mettendo in campo misure adeguate».
Altro tema affrontato da Oliverio è stata la sanità, che – ha aggiunto – «continua a presentare criticità gravi, sia nella capacità di offrire un servizio di qualità sia nell’utilizzo rigoroso delle risorse. Per oltre 4 anni, com’è noto, ho rappresentato in tutte le sedi istituzionali la drammaticità della situazione del servizio sanitario regionale e la necessità di lavorare per il superamento della gestione commissariale che dura dal luglio 2010: il mio grido d’allarme è rimasto inascoltato, anzi alla fine la risposta del governo è stata il “Decreto Calabria”, che, come ampiamente e facilmente previsto, a distanza di sei mesi dalla sua entrata in vigore, ha solo moltiplicato i problemi, causando in molte aree una paralisi e un’ulteriore caduta della qualità dei servizi. In quasi dieci anni di commissariamento – ha spiegato il presidente della Regione – non è stato invertito il trend negativo, non è stato ridotto il debito pregresso e sono stati ulteriormente aggravati i conti pubblici, con un ulteriore deficit di 70 milioni e la conseguente applicazione degli automatismi fiscali e del blocco del turn over. In sostanza, i cittadini calabresi pagano, per un servizio che ha subito un ulteriore scadimento, più dei cittadini lombardi e toscani».
Oliverio ha poi posto l’attenzione soprattutto sul problema della riscossione dei crediti della Regione verso i Comuni calabresi «già segnalato – ha ricordato il governatore – dalla Corte dei Conti in quanto causa della minore disponibilità della cassa regionale registrata nel 2017. Nel 2019, tenendo conto di questa criticità, abbiamo messo in campo misure per allentare la tensione sulla cassa della regione, imponendo ai Dipartimenti azioni per il recupero delle somme e approvando una legge, la numero 5 del 2019, che ha determinato il definitivo passaggio della gestione dei rifiuti agli Ato: con questa legge sono stati introdotti meccanismi di responsabilizzazione dei Comuni, e la decisa, per niente facile e per niente scontata, presa di posizione della Regione ha indotto gli Ato di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia a mettersi in regola con i pagamenti relativi al 2019, mentre gli altri due Ato di Cosenza e Reggio Calabria stanno cercando comunque di garantire il target di pagamento anche attraverso compensazioni di cassa».
«Questo difficile contesto – ha rimarcato Oliverio – ha condizionato la Regione nell’azione di recupero dei crediti per la fornitura idropotabile del periodo 1981-2004: stiamo parlando dei tempi della Cassa del Mezzogiorno, dell’altro secolo, riferito a stagioni, anche politiche, ormai lontane nel tempo». Il presidente della Regione ha quindi aggiunto: «L’amministrazione è stata combattuta tra l’esigenza di incassare a ogni costo i crediti 2019 riferiti alla gestione dei rifiuti e il dovere di riscuotere coattivamente i crediti più vetusti riferiti al servizio idropotabile, con il conseguente rischio di aggravare ulteriormente la situazione finanziaria degli enti locali, al punto da concorrere al formarsi delle condizioni per il dissesto. Tuttavia, l’analisi della corrispondenza tra i residui attivi della Regione e i residui passivi di quattro capoluoghi effettuata dalla Corte dei Conti ha fatto emergere un comportamento illegittimo, oltre che irriconoscente, da parte di alcuni Comuni, che non solo non hanno dato corso ai pagamenti dovuti ma hanno anche eliminato dalle proprie scritture contabili l’impegno necessario a liquidare tali spese. Quindi, la situazione che è emersa – ha osservato Oliverio – è ancora più complessa di quanto si immaginava, poiché l’impatto di questo comportamento scorretto rischia di minare gli equilibri di cassa e di competenza della Regione. Al fine di evitare l’applicazione della misura correttiva paventata dalla Corte, ovvero l’accantonamento nel fondo crediti di dubbia esigibilità di tutti i residui attivi a fronte dei quali non esistono residui passivi nei documenti contabili comunali, l’amministrazione regionale ha prontamente posto in essere numerose misure finalizzate a garantire la certezza dei crediti in questione: a seguito di queste azioni, a esempio, il Comune di Reggio Calabria ha assunto la delibera di riconoscimento del debito fuori bilancio di 64 milioni, la gestione straordinaria del Comune di Vibo Valentia si e’ messa in contatto con gli uffici regionali, il Comune di Catanzaro ha specificato che il suo debito è stato riconosciuto tempo addietro e il commissario ad acta ha riconosciuto il debito per il Comune di Cosenza».
«Grazie all’azione della magistratura contabile, alcuni risultati – ha spiegato il presidente della Regione – sono stati raggiunti, anche se non possono ritenersi sufficienti tant’è che, nonostante il non favorevole clima economico e, aggiungo, politico, l’attuale governo regionale ha dettato precise linee di indirizzo agli uffici e a un’unità di coordinamento appositamente istituita, tese a garantire l’immediato recupero coattivo dei crediti vantati per il servizio idropotabile dal 1981 al 2004». Oliverio, infine, ha definito «evidente il fatto che la situazione valutata nel suo complesso determinerebbe l’incremento del disavanzo di amministrazione, con la conseguente necessità di adottare politiche restrittive di bilancio. La Regione sarebbe costretta a effettuare tagli rilevanti alla spesa, con effetti dirompenti non solo sulla tenuta della fragile economia regionale ma anche sui livelli essenziali di assistenza e di welfare, che puntiamo a tutelare e di cui i Comuni sono il tramite. Ritengo quindi senz’altro corretto riscuotere i crediti della Regione, provando comunque a evitare il corto circuito che investirebbe tutte le amministrazioni territoriali, con impatto negativo sui cittadini. In questa complessa attività, il governo regionale – ha concluso il presidente della Regione – ha bisogno dell’apporto di tutti gli attori istituzionali, dai Comuni – nei prossimi giorni convocheremo un’assemblea proprio su questi temi – alla burocrazia e al costante supporto della Corte dei Conti».







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