Nuovo terremoto all’Asp di Catanzaro: si dimette uno dei tre commissari

“Giallo” all’azienda sanitaria sciolta per infiltrazioni della ‘ndrangheta: il prefetto Bagnato lascia l’incarico. I parlamentari M5S chiedono «chiarezza» ricordando di aver presentato di recente un’interrogazione per sapere se il funzionario «sia iscritto a logge massoniche». Gli interrogativi del Codacons

CATANZARO Un “giallo” all’Asp di Catanzaro, commissariata dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose disposte dal governo a settembre. Uno dei tre componenti della commissione straordinaria nominata dopo lo scioglimento per guidare l’azienda, il prefetto Domenico Bagnato, avrebbe rassegnato le sue dimissioni per ragioni che al momento non sarebbero state chiarite.
I 5 STELLE: «CHIARIRE SE BAGNATO SIA MASSONE» Sulla vicenda intervengono i parlamentari del Movimento 5 Stelle Paolo Parentela, Bianca Laura Granato, Giuseppe D’Ippolito e Francesco Sapia, per i quali «occorre immediata chiarezza sulle dimissioni, per ora soltanto verbali, del prefetto a riposo Domenico Bagnato dalla commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro, azienda sciolta per infiltrazioni mafiose». Parentela, Granato, D’Ippolito e Sapia, di recente, avevano presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e della Salute «per sapere se Bagnato sia iscritto a logge massoniche o ne abbia fatto parte». «La rinuncia all’incarico da parte dell’ex prefetto – proseguono i parlamentari 5 Stelle – deve essere motivata senza indugi. Chiaramente la vicenda è molto delicata in quanto caratterizzata da un dubbio persistente, che va sciolto al più presto. Sarebbe infatti inammissibile, e nel caso andrebbero individuati e puniti tutti i responsabili, che un appartenente alla massoneria possa guidare un’azienda sanitaria, peraltro commissariata per ‘ndrangheta e con risaputi problemi di legalità e notorie incrostazioni di potere». «Proprio per assoluta trasparenza e nel rispetto che meritano i cittadini e le istituzioni calabresi, chiediamo a Bagnato – concludono i parlamentari del Movimento 5 Stelle Parentela, Granato, D’Ippolito e Sapia – di spiegare pubblicamente le ragioni della scelta di dimettersi, non ancora formalizzata. In ogni caso, attenderemo risposta dai ministri interrogati, che a riguardo sollecitiamo, perché le amministrazioni pubbliche della Calabria devono essere libere da ogni opacità e possibile condizionamento, altrimenti è del tutto inutile e addirittura farsesco che vengano commissariate».
IL CODACONS: «CHI HA “SUGGERITO” IL NOME DI BAGNATO?» Anche il Codacons interviene sulla vicenda, ricordando di aver già chiesto «due mesi addietro l’intervento del Ministro della Salute denunciando la presenza di “un massone tra i commissari nominati dopo lo scioglimento Asp di Catanzaro. Il nominativo sul quale si invocava chiarezza era quello del prefetto Domenico Bagnato. Oggi si ha notizia delle dimissioni rassegnate da Bagnato. Alla luce di quanto denunciato e per la dovuta insistiamo – prosegue il Codacons – nel chiedere se risponda al vero che uno dei componenti, cui sono state affidati tutti i poteri per ristabilire la legalità nell’Asp di Catanzaro, non abbia dichiarato la propria appartenenza ad una loggia massonica e, nel caso lo abbia fatto, per quale motivo si è proceduto ugualmente alla sua nomina». Secondo il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco DiLieto, «Le indagini giudiziarie ci consegnano, soprattutto in Calabria, tutta una serie di ingerenze illecite da parte di settori della massoneria nell’attività politica e delle amministrazioni locali, fino a accertare legami criminali tra alcune logge con le organizzazioni mafiose. A questo punto – conclude Di Lieto – le dimissioni non bastano e riteniamo doveroso conoscere chi abbia “suggerito” il nome dell’ex prefetto».







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