Il mondo di mezzo dell’Aterp: un ente rifugio per il cerchio magico di Oliverio

La moglie del prof di ginnastica arrivata dall’Accademia di Belle Arti, l’avvocatessa “comandata” per tre anni, il dirigente “salvato” poco prima del default del Corap. Ecco come l’Azienda regionale per le case popolari, dopo il caso dei concorsi a ridosso delle elezioni, sta diventando un “ricovero” per i fedelissimi del governatore e della sua area politica

di Sergio Pelaia
CATANZARO C’è il mondo di sopra, che è quello delle trattative sulle candidature, dei retroscena e dei tatticismi politici, e c’è poi il mondo di mezzo, un sottobosco in cui la burocrazia si muove con circospezione per cercare di assecondare i diktat della politica. I due mondi, quando si avvicinano le elezioni, vanno in subbuglio, ma è in quello per definizione meno visibile che spesso accadono cose troppo interessanti per restare nel limbo delle carte infarcite di richiami a norme e regolamenti. Nel mondo di mezzo ci sono, per esempio, tutti quegli enti che dipendono dalla Cittadella e che dalla Cittadella ricevono quello che, con formula abusata, si definisce indirizzo politico. Ma dove stia il confine, il punto di demarcazione tra l’attuazione della linea politica e l’uso delle risorse pubbliche per scopi diversi dal bene della collettività è sempre difficile stabilirlo. Per questo, per raccontare cosa stia succedendo all’Aterp, l’Azienda regionale che gestisce l’edilizia residenziale pubblica, è sufficiente limitarsi a mettere in fila i fatti.
IL COMANDO ELETTORALE Di recente il Corriere della Calabria ha rivelato come siano spuntati 12 concorsi, per procedere a 56 nuove assunzioni, proprio a ridosso delle ormai imminenti elezioni regionali. Su questo c’è un aggiornamento: l’Aterp ha comunicato che i bandi di concorso verranno pubblicati sul sito aziendale il prossimo 8 novembre, un dato temporale certamente casuale che però conferma la pericolosa vicinanza con il voto. Ma le coincidenze, spulciando le carte dell’ente che si dovrebbe occupare di case popolari, non si limitano a quello. I vertici dell’Aterp infatti di recente hanno preso dimestichezza con il “comando”, lo strumento attraverso cui un dipendente di un ente pubblico viene trasferito a un altro ente pubblico. Dovrebbe avvenire, secondo la legge e la giurisprudenza in materia, solo in determinati casi, in situazioni eccezionali, ma non è un mistero che se ne abusi spesso per ragioni più politiche che di esigenza della pubblica amministrazione. Così accade che, in attesa di espletare il concorso che vede la luce ben un anno e mezzo dopo l’approvazione del Fabbisogno del personale su cui è basato, l’Aterp si sia dotata di alcune figure che erano evidentemente indispensabili. E subito, anche. Ovviamente prima delle elezioni.
BELLE ARTI E CERCHI MAGICI Il primo dei casi che salta agli occhi guardando l’albo pretorio dell’Aterp è quello di una dipendente dell’Accademia delle Belle Arti di Reggio di cui l’edilizia residenziale pubblica ha evidentemente estrema necessità. Il nesso tra i due ambiti (arte e case popolari) non è proprio immediato, anche se il settore è sempre quello della Ragioneria, ma tant’è: la professionista, Cinzia Valeria Barcello, dall’1 novembre 2019 al 30 ottobre 2020, salvo ulteriori proroghe, sarà in forza all’Aterp di Reggio, che ovviamente le pagherà lo stipendio con conseguente sollievo delle casse dell’Accademia. Nell’atto che la riguarda si richiama il Fabbisogno del personale del 2018 e del triennio 2018-2020, cioè lo stesso atto alla base dei nuovi concorsi, ma andandolo a consultare si può notare come in realtà in pianta organica, per il distretto di Reggio, siano previsti 15 posti di categoria D, mentre nel 2017 ce n’erano già 17, quindi due in più del previsto. Al netto di eventuali pensionamenti avvenuti nel frattempo, nel Fabbisogno non è esplicitata la necessità di coprire nuovi posti di categoria D a Reggio. Ed è certamente una coincidenza che la “comandata” sia moglie di un fedelissimo di Oliverio, il docente di educazione fisica Simone Veronese, a sua volta già “comandato” in passato nella struttura del governatore e nel Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici della Regione.
UN ANNO, ANZI TRE. PAGA L’ATERP C’è poi un altro “comando” interessante per il quale, proprio come nel caso della moglie del prof di ginnastica, non si specifica se ci sia la copertura finanziaria e se venga rispettato il limite del fabbisogno di circa 1,3 milioni di euro previsto dal collegio dei revisori dei conti. Stavolta la “comandata” arriva dal Cosentino, per la precisione dal Comune di Montalto Uffugo il cui sindaco, sempre per una coincidenza, è vicino a Oliverio. Il passaggio all’Aterp riguarda un’avvocatessa, Carmelina Pugliese, che con un atto del 30 settembre il dg dell’Aterp Ambrogio Mascherpa – dirigente, neanche a dirlo, del cerchio magico del governatore – porta nella sua Azienda per un anno. Ma subito dopo, appena 17 giorni dopo, il dg deve essersi reso conto che un anno era troppo poco, allora con un nuovo decreto ha esteso il “comando” a tre anni, senza nemmeno specificarne il motivo.
IL SALVATAGGIO DAL CORAP Il terzo caso, infine, è l’unico per il quale viene indicata la copertura finanziaria, ma è interessante per un altro motivo. Non è recentissimo, risale a qualche mese fa, ma è proprio la tempistica a renderlo singolare. Perché il “comandato” arriva dal Corap, Consorzio regionale che è poi imploso in un default finanziario di cui ancora non sono ben chiari i contorni. Il “comando” riguarda un dirigente amministrativo, Pasqualino Filella, e nell’atto viene specificato che sarà pagato direttamente dall’Aterp e non, come spesso succede in questi casi, dall’ente di appartenenza che poi riceve il rimborso dall’ente utilizzatore. Sarà anche questa, senza dubbio, una coincidenza, ma nonostante Aterp e Corap abbiano natura giuridica diversa e siano regolati da legislazioni sul personale diverse, Filella oggi ha una posizione un po’ più comoda, diciamo, rispetto ai suoi colleghi, costretti a stazionare in sit-in davanti a Palazzo Campanella e a protestare perché ormai da 4 mesi non ricevono lo stipendio. (s.pelaia@corrierecal.it)





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto