«Su welfare e disabili serve confronto e apertura al cambiamento»

di Nunzia Coppedé*

Mi rivolgo alle 155 famiglie di persone con disabilità autrici del “Manifesto della disperazione”, pubblicato alcuni giorni fa sul Corriere della Calabria.
Sono Nunzia Coppedé, presidente della FISH Calabria (Federazione Italiana Superamento Handicap), a cui sono federate associazioni e reti di organizzazioni di persone con disabilità e di familiari e ho deciso di scrivervi dopo avere letto con attenzione il “manifesto” che esprime il vostro disagio e la pesantezza di un quotidiano complicato.
Sono consapevole delle difficoltà che incontrano ogni giorno le persone con disabilità e i loro familiari soprattutto in Calabria ma se restiamo chiusi ad ogni opportunità che può avviare un processo di cambiamento, essere indisponibili ad un confronto costruttivo, cancelliamo ogni possibilità di migliorare la qualità della nostra vita e automaticamente anche quella dei nostri cari.
Nella scarsa attenzione generale, ho sinceramente apprezzato la proposta dell’assessore regionale alle Politiche sociali Angela Robbe di volervi incontrare insieme ai presidenti della Conferenza permanente dei sindaci e del terzo settore.
Il vostro rifiuto al confronto sui contenuti della nuova riforma l’ho interpretato come una chiusura al cambiamento perché il testo approvato non riguarda solo le persone con disabilità ma tutte le buone prassi del welfare regionale e la richiesta di ritirare il regolamento in toto non mi sembra né corretta né praticabile. Mi corre l’obbligo di ricordare che la riforma del welfare la stiamo aspettando da 19 anni e che la mancanza di un regolamento idoneo è tra le cause che hanno impedito alla Regione Calabria l’erogazione di servizi più idonei proprio perché sono mancati il recepimento e l’applicazione piena della Legge 328/2000, diversamente da tutte le altre regioni e che ha permesso di realizzare attraverso i Piani di Zona una migliore qualità dei servizi alla persona. Sappiamo tutti che mantenere distinti il sistema sanitario dal sistema sociale non è il massimo ma sappiamo anche che da troppi anni la sanità in Calabria è commissariata.
Questo ultimo testo del regolamento del welfare della Calabria di cui chiedete il ritiro, è il risultato di un lavoro collegiale tra l’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Calabria, l’Anci, rappresentanti di reti che gestiscono servizi e strutture e il Forum Terzo Settore e pur essendo senz’altro migliorabile anche in corso d’opera, è senza alcun dubbio una conquista importante.
Le due federazioni di rappresentanza delle persone con disabilità della Calabria FISH e FAND hanno seguito i lavori e contribuito cercando di far inserire anche i contenuti previsti dalla Convenzione Internazionale delle Persone con Disabilità, soprattutto cercando di introdurre elementi che favoriscano l’inclusione sociale e il superamento dell’assistenzialismo e dell’istituzione totale. La logica che abbiamo cercato di mantenere è quella che in ogni servizio la persona con disabilità arrivi con un suo progetto individuale, che la persona con disabilità non sia considerata un’ammalata a vita e che abbia l’opportunità di vivere una vita di qualità anche se ha bisogno di assistenza continua. Che le loro famiglie non siano lasciate sole e che abbiano un supporto adeguato, che i servizi siano il più possibile anche luoghi di relazione, di rispetto dei diritti umani e della privacy.
Considerato che voi non dite nel Manifesto quali sono i contenuti e i metodi che non condividete non riesco a darvi maggiori chiarimenti.
Per concludere esprimo la mia solidarietà alle vostre fatiche e disagi, ma soprattutto vorrei esprimere vicinanza ai vostri congiunti con disabilità che nel vostro manifesto tacciono ma che sicuramente assorbiranno anche tutta la vostra disperazione. Vi consiglio di firmare il manifesto con tutte le 155 famiglie, sono convinta che ogni tipo di reazione sia importante e faccia riflettere.
Se volete possiamo incontrarci voi, noi della FISH Calabria e la FAND Calabria per trovare una unità d’intenti e un agire comune.
*Presidente della FISH Calabria Onlus





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