Rotazione dei dirigenti regionali, la denuncia del sindacato: «Ancora nel caos»

Secondo i rappresentanti di Csa-Cisal, l’amministrazione non avrebbe ottemperato alle disposizioni dell’autorità anticorruzione, lasciando il capi dipartimento in una situazione di «incertezza»

CATANZARO Rotazione dei dirigenti e delibere dell’Anac sono diventati i tormentoni degli ultimi mesi nella Cittadella regionale. Una girandola di atti (e di pasticci) che l’Anac ha recentemente fermato ordinando all’Amministrazione di procedere alla rotazione come da Piano triennale dell’Anticorruzione (che doveva essere effettuata entro il 30 settembre), «nonostante il maldestro tentativo della Giunta – sostiene il sindacato Csa-Cisal – di differire il termine al prossimo anno. Non è ancora chiaro come l’organo politico abbia deciso di ottemperare alla delibera Anac». «Pare – rivela il sindacato – che prima del ponte festivo ci siano state due sessioni dell’esecutivo in cui si è discusso, anche fino a tarda ora, dell’argomento. Nonostante la rilevanza della materia, ad oggi, non risulta essere stata data alcuna comunicazione ufficiale delle determinazioni assunte. Eppure, il disciplinare dei lavori della Giunta prevede, all’articolo 14, che il presidente o un suo delegato indichi «al responsabile dell’Ufficio Stampa le notizie che ritiene di rendere pubbliche per opportuna informazione sull’attività della Giunta regionale».
 IL SILENZIO SULLA ROTAZIONE «Possibile – prosegue la nota dell’organizzazione sindacale – che non sia stato ritenuto “opportuno” dare conto di come l’amministrazione abbia recepito l’ordine dell’Anac su un tema così avvertito in Regione? Non fosse altro che, come più volte ha spiegato il sindacato, alla misura della rotazione da Piano triennale dell’Anticorruzione, la Giunta ha voluto “incrociare” la rotazione legata alla scadenza degli incarichi dei dirigenti di settore». «Dunque la delibera di rotazione Anac – sostiene il sindacato – è strettamente legata al conferimento dei nuovi incarichi agli stessi dirigenti, anche per superare un regime di “reggenze” e relative proroghe che va avanti ormai da quest’estate. Un continuo procrastinare che ha ingenerato una situazione di precarietà e confusione. Stiamo parlando, è bene ricordare le proporzioni all’interno della macchina burocratica regionale della procedura, di circa cento unità. Una vera e propria rivoluzione, se fatta per bene. I dirigenti non apicali, che l’Anac ha ribadito non essere sottoposti allo spoil system (come invece la Giunta regionale aveva lasciato intendere nella richiesta di “differimento”), sono lasciati nel limbo dell’incertezza. Domani, lunedì 4 novembre, al rientro dopo il fine settimana non sanno ancora se sono stati assegnati ad un altro settore e a quale. L’assenza di informazioni ufficiali denota la totale mancanza di rispetto nei confronti dei dirigenti e a cascata nei confronti dei dipendenti che non sanno a quale figura amministrativa debbano fare riferimento. La politica decide a scatola chiusa il destino dell’apparato amministrativo regionale e non si degna nemmeno di farlo sapere».
I DIRIGENTI DI SETTORE LASCIATI NEL LIMBO DALLA POLITICA Purtroppo – sottolinea ancora Csa-Cisal – non è la prima volta che ai dirigenti di settore viene riservato questo trattamento poco decoroso. Si ricorderà come alla scadenza degli incarichi fosse stata loro conferita la “reggenza”. Dopodiché si è proceduto alle proroghe. L’ultima delle quali è stata attivata un mese addietro (il 2 ottobre), peraltro a termini ampiamente scaduti poiché l’incarico era spirato il 30 settembre. Ora ci risiamo, almeno fino a lunedì 4 novembre (quattro giorni dopo la scadenza del 31 ottobre) i dirigenti di settore non sanno a chi rivolgersi e nemmeno in quale scrivania doversi accomodare per svolgere il proprio lavoro. Non sanno se la rotazione è stata applicata a tutti o una parte ne è stata dispensata. E questo è l’esempio di buona programmazione che si vuole dare della Regione Calabria? L’esecutivo, ed in particolare l’assessore al Personale non ha avuto nemmeno l’accortezza di domandarsi se questo silenzio avrebbe provocato disagi tra i dirigenti. E il direttore generale del dipartimento “Organizzazione, Risorse Umane” – che dovrebbe aver istruito la pratica – perché non ha richiesto di inoltrare informazioni ufficiali ai suoi colleghi? Come si sentirebbe se per giorni restasse all’oscuro del suo destino lavorativo in Regione Calabria come sta accadendo ai dirigenti di settore? Uno dei punti fermi dell’operato dell’Ente regionale dovrebbe essere quello di mantenere una stabilità amministrativa concreta e responsabile, cosa che viene fortemente minacciata da tali condotte elusive. I dirigenti sono dei lavoratori che sicuramente hanno dei doveri da rispettare ma vantano anche diritti verso l’Amministrazione (la chiarezza, ad esempio) che, invece, ancora una volta tradisce lasciando gli stessi in una nebulosa. Chiediamo – conclude il sindacato Csa-Cisal – che sia immediatamente levato il velo posato sopra queste decisioni che tanto importanti sono per la continuità amministrativa dell’Ente. Non è ammissibile che atti che dovrebbero essere pubblici (se non addirittura pubblicizzati) siano a conoscenza di pochi eletti che non si capisce bene per quale motivo preferiscono il silenzio».







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