Movimento 5 Stelle, prove di leadership per Nicola Morra

Il senatore calabrese e presidente dell’Antimafia promuove una campagna di riflessione/ascolto: «Non è atto sovversivo, è ragionare di identità». Al primo incontro partecipano 30 parlamentari pentastellati, tra cui la Nesci e Misiti

In un contesto particolarmente frastagliato e travagliato, anche con riferimento alle elezioni regionali in Calabria, fioccano le iniziative politiche che confermano l’esistenza di tensioni all’interno del Movimento 5 Stelle, con la leadership del capo politico Luigi Di Maio sempre più sotto attacco. In questo senso molti analisti politici hanno interpretato un lungo post del senatore eletto in Calabria, Nicol Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia e tra i big del M5S a livello nazionale. Sulla sua pagina facebook Morra ha infatti scritto così. «Qualcuno pensa che ragionare d’identità del MoVimento, di visione con cui accompagnare le prossime scelte politiche, di contenuti grazie a cui dar sostanza al concetto di “qualità della vita”, equivalga ad un atto di sovversione del MoVimento stesso. Tranquilli coloro che pensano questo. Ho il dovere-diritto di offrire un contributo, prima ancora che di idee, di metodo, di sensibilità, di entusiasmo all’unica forza politica che può, ancora oggi, rappresentare l’alternativa a uno scenario di lento declino del nostro paese. E sarei un pavido se non facessi ciò che agli occhi di tanti, miopi, sembra esser un anatema: politica è cultura, è sogno per cui ci si batte affinché divenga realtà, è impegno a convincere con la forza razionale delle argomentazioni, accettando anche di esser corretto qualora la razionalità espressa dagli altri si dimostri più rigorosa della propria». Morra ha poi rilevato: «L’iniziativa da me promossa di avviare un percorso di incontri di riflessione/ascolto perché il MoVimento sia capace di sollecitare curiosità, di riscuotere attenzione, di contagiare entusiasmo, costruirà un senso di appartenenza, di comunità, che sarà percepibile e percepito da chi antepone il “Nos” all’ego, da chi pensa che si sia persone perché capaci di costruire relazioni d’amicizia e rispetto, e non ipocrite e segnate da invidia e gelosia, da chi vuole la cooperazione rifiutando la distruttività della competizione. Da chi insomma – ha concluso il senatore MS5 e presidente dell’Antimafia – crede che la comunità si costruisca superando l’individualismo competitivo che vede nell’altro, nel diverso, un problema sempre e comunque. Un pensiero politico che sia veramente tale non accetta le angustie delle contingenze presenti, quali esse siano, e si libera ad esplorare l’ignoto, ad immaginare il possibile. Sursum corda». E secondo quanto riportava ieri sera il sito di “Repubblica” (qui il pezzo) Morra ha anche riunito una trentina di parlamentari a Palazzo San Macuto – tra cui Piera Aiello, Luigi Di Marzio, Carmelo Misiti, Ugo Grassi, Giovanni Endrizzi, Cristian Romaniello, Mauro Coltorti, Dalila Nesci, Yana Ehm – per condividere le sue riflessioni.







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