Regionali, il Pd guarda oltre il M5S e prepara altri “assi nella manica”

Il Nazareno intenzionato ad accelerare il passo e a chiudere al più presto sul nome del candidato senza aspettare i pentastellati: si va verso la scelta di un profilo civico, mentre spuntano altri autorevoli nomi

ROMA Pressato dall’irritazione dei dirigenti calabresi, rimasti “in mezzo al guado” dopo aver voltato le spalle a Oliverio, e anche dai mugugni di potenziali alleati a sinistra, il Pd nazionale prova ad accelerare il passo in vista delle Regionali. Dal Nazareno trapela insistentemente il messaggio di una segreteria zingarettiana che non vuole più perdere tempo. Il primo “step” è la presa d’atto dell’impraticabilità dell’intesa con il Movimento 5 Stelle anche in Calabria: per quanto i democrat ancora non la escludono, dai contatti di queste ore dei “colonnelli” calabresi con i vertici del partito emerge la linea di un Pd che adesso guarda “oltre” il M5S, nel senso di ragionare ormai “senza” il M5S e di fare le proprie scelte senza farsi portare più a spasso dai grillino, poi eventualmente si vedrà. Una consapevolezza, questa del Pd, che nascerebbe dall’inafferrabilità, ai limiti dell’inaffidabilità, dei pentastellati, e anche dalla interpretazione delle ultime dichiarazioni del capo politico Gigi Di Maio che virano sempre di più verso il no all’accordo con i democrat in Calabria, che poi è il sentimento più diffuso nel M5S calabrese. «E’ incredibile il livello di balcanizzazione che il Movimento 5 Stelle ha raggiunto, sembra il Pd dei tempi peggiori», confessa una fonte vicina alla segreteria nazionale democrat. E altre fonti del Nazareno parlano, in queste ore, di una maggiore speditezza impressa alla ricerca di un candidato governatore, per come chiesto e auspicato dai dirigenti calabresi una volta archiviata e seppellita l’ipotesi Oliverio. «Il profilo resta quello civico», fanno presente dal Nazareno, che sta raccogliendo anche una valanga di messaggi, tra il preoccupato e lo speranzoso, inviati dalla Calabria. E la lista di “papabili” candidati governatori è un continuo mettere e togliere, a seconda delle disponibilità più o meno accennate dagli aspiranti e del gradimento della base. Secondo quanto si è appreso, “in pole” resterebbe l’editore Florindo Rubbettino, a seguire il superpoliziotto catanzarese che catturò Bernardo Provenzano, Giuseppe Gualtieri, e poi due “new entry”, i cui nomi in queste ore stanno rimbalzando parecchio tra la Calabria e la capitale: Luigino Filice, docente Unical, e la dg di Confindustria nazionale Marcella Panucci, originaria di Vibo Valentia. Questi sarebbero gli “assi nella manica” del Pd. In ogni caso – garantiscano fonti del Nazarenoi – «stiamo lavorando a un profilo civico e di alto spessore». Ma nelle chat democrat sono tante le sollecitazioni che in queste ore stanno arrivando all’indirizzo di Nicola Oddati, il componente della segreteria nazionale del Pd che si sta occupando della “pratica Calabria” insieme al commissario regionale Stefano Graziano: a loro parecchi dirigenti del Pd calabrese starebbero chiedendo perché il partito non abbia ancora smentito l’indiscrezione di una candidatura di Maurizio Talarico, il “re delle cravatte” originario di Catanzaro e conosciutissimo in tutto il mondo, perché questa indiscrezione starebbe creando più di un imbarazzo ai democrat locali. «Siamo già stanchi di sfottò tipo “più cravatte per tutti”, per non dire di peggio», starebbero scrivendo nelle chat alcuni “colonnelli” del Pd calabrese. E’ questo un aspetto di colore che però la dice lunga sulla situazione in casa Pd, anche se sempre fonti del Nazareno annunciano nella prossima settimana la convocazione della rappresentanza istituzionale del partito regionale per l’ultimo e definitivo punto, quello della adozione e della ratifica delle scelte, un punto al quale – non è escluso da fonti del Nazareno – potrebbero essere invitati anche il governatore Mario Oliverio e gli altri “non allineati”, in modo da suggellare, in una sede a ciò deputata, cioè nel partito, la loro fuoriuscita dal partito nel caso il fronte “dissidente” non volesse rientrare nei ranghi. (a.cant.)







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