Sanità, le nomine e quell’intesa che resta un “miraggio” impossibile

Anche questa volta le indicazioni dei manager nelle Asp e nelle Ao da parte della struttura commissariale non avranno l’avallo del governatore Oliverio. Sconcerto e disappunto ai “piani alti” della Cittadella per il metodo e anche il merito delle scelte

Sconcerto, e anche stupore. Sono state queste le reazioni che si sono registrate ai “piani alti” della Cittadella all’arrivo della lista dei manager “mancanti” delle Asp e delle aziende ospedaliere stilata alcuni giorni fa dalla struttura commissariale. E’ un dato scontato il fatto che anche stavolta l’intesa, “consigliata” ma non imposta dal “Decreto Calabria”, non ci sarà, vista la ben nota posizione del governatore Mario Oliverio, critica (eufemismo) nei confronti dell’istituto del commissariamento e critica (eufemismo) nei confronti del provvedimento “straordinario” assunto dal governo la scorsa primavera. Meno scontate tuttavia sono le motivazioni che saranno alla base del “no” in questa che è la terza occasione nella quale la struttura commissariale guidata dal generale Saverio Cotticelli ha inviato i nominativi dei nuovi manager al presidente della Giunta. Secondo quanto filtra da fonti della Regione, infatti, questa volta il governatore Oliverio e i suoi più stretti collaboratori si aspettavano un cambio di metodologia da parte della struttura commissurale, che nei mesi scorsi avrebbe lanciato più di un segnale nell’ottica di una maggiore condivisione delle scelte, ma dal decimo piano della Cittadella si fa presentate, con disappunto, che questo non è avvenuto nemmeno in questa occasione. Insomma, le indicazioni di Daniela Saitta all’Asp di Cosenza, Iole Fantozzi al Gom di Reggio Calabria, Giuseppe Giuliano all’Asp di Vibo Valentia e Giuseppe Zuccatelli alle due aziende ospedaliere di Catanzaro, il “Pugliese Ciaccio” e il policlinico universitario “Mater Domini” sarebbero state fatte dalla struttura commissariale composta da Cotticelli e Maria Crocco – a parere della Regione – senza la benché minima consultazione. E oltre a questo aspetto, di carattere metodologico, la parte “politica” della Regione starebbe contestando anche il “merito” delle scelte dei manager di Asp e aziende ospedaliere, ritenute non adeguatamente preparate a gestire macchine così complesse come quelle della sanità calabrese, e inoltre non tutte presenti nell’albo nazionale dei dg. Ovviamente, a queste condizioni l’intesa della Regione non arriverà mai, destinata a restare un miraggio impossibile e quindi, come è già avvenuto in passato, alla fine la lista della struttura commissariale viaggerà senza il visto di Oliverio verso Roma per le nomine ufficiali di competenza governativa. Ma sulla “Cittadella” e sulla sanità calabrese continuerà a soffiare un vento di burrasca. (a. cant.)







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