Il voto su Rousseau fa esplodere il M5S. Parentela si dimette, parlamentari in rivolta

Il deputato lascia il ruolo di coordinatore della campagna elettorale dopo l’annuncio di affidare alla piattaforma online la scelta sulla partecipazione alle Regionali. Forciniti: «Scorrettezza allucinante». Sapia: «Mi sento tradito». Misiti: «Rischiamo di passare per codardi». Granato: «Il Paese non va in pausa». Orrico: «La Calabria merita una lista 5S»

CATANZARO È capitato già diverse volte che in momenti di difficoltà il Movimento 5 Stelle abbia affidato al voto sulla piattaforma Rousseau le decisioni più importanti. Ma la scelta di decidere attraverso a consultazione online se partecipare o meno alle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria (qui la notizia) stavolta sta scatenando una rivolta dei parlamentari M5S contro il capo politico Luigi Di Maio. La decisione è stata ufficializzata con un post sul Blog delle Stelle solo qualche ora prima dell’apertura delle urne virtuali, prevista per oggi dalle 12 alle 20. E la scelta – a quanto pare suggerita a Di Maio dalla sua compagna, Virginia Saba – di incontrare alcuni parlamentari in un ristorante romano non è servita a placare gli animi.

POLEMICHE (ANCHE) SUL QUESITO Al solito, il quesito proposto agli iscritti è quantomeno farraginoso: «Vuoi che il Movimento 5 Stelle osservi una pausa elettorale fino a marzo per preparare gli Stati Generali evitando di partecipare alle elezioni di gennaio in Emilia Romagna e Calabria?». In sostanza, chi vuole dire “sì” alla partecipazione alla competizione elettorale dovrà votare “no”. Alcuni parlamentari calabresi parlano di «quesito cervellotico» e notano che la pausa proposta scade proprio in corrispondenza al voto regionale in Campania, «al quale evidentemente il Movimento tiene di più».

L’ADDIO DI PARENTELA: «SCELTA INCOMPRENSIBILE» Lo scontro deflagra definitivamente in mattinata, quando il coordinatore della campagna elettorale Paolo Parentela annuncia le proprie dimissioni dal ruolo che gli era stato affidato dai vertici del Movimento. «Non c’è alcun nesso tra l’annunciata riorganizzazione del Movimento 5 Stelle, l’ennesima da circa un anno, e la scelta di chiedere agli iscritti di ogni parte d’Italia se partecipare o meno alle imminenti Regionali della Calabria e dell’Emilia Romagna». Il deputato M5S Paolo Parentela spiega che si tratta di questioni diverse: «A chiunque è chiaro, infatti, che si tratta – prosegue il parlamentare – di questioni diverse: una è ristrutturare il Movimento, ampliare la partecipazione, immaginare e costruire insieme il futuro del Paese; altra è dare il nostro contributo concreto per i prossimi 5 anni in Calabria e in Emilia Romagna, così evitando la pericolosa deriva verso l’estrema destra indotta da un accecato Matteo Salvini, artefice della caduta del primo governo Conte, decisa e prodotta sotto Ferragosto per pura brama elettorale. Anche il semplice buon senso indica che il Movimento si rinnoverebbe se ottenesse propri rappresentanti nei due Consigli regionali che usciranno dalle riferite consultazioni, previste il 26 gennaio 2020, cioè tra poco. Perciò – rimarca Parentela – non capiamo né condividiamo la decisione di indire questo voto su Rousseau, peraltro giustificato con una forzata e vaga responsabilizzazione degli eletti 5 Stelle, che non regge né tiene conto delle emergenze ed esigenze specifiche del territorio calabrese e di quello emiliano-romagnolo. Finora, come parlamentari del Movimento 5 Stelle espressi dalla Calabria abbiamo lavorato per elaborare un programma, un progetto solido da proporre agli elettori della nostra regione, dalla quale emigrano giovani e intere famiglie per causa dell’affarismo di Palazzo, degli appetiti e ricatti della vecchia politica, della ‘ndrangheta e di altri potentati ben noti, non soltanto burocratici. Come coordinatore ho profuso ogni sforzo possibile, creando unità, serenità e condivisione tra i colleghi e coinvolgendo i nostri attivisti e la società civile operosa e pulita della Calabria».
«La sanità calabrese – ricorda Parentela – è a terra: gli ospedali sono pieni di pazienti ammassati, mancano posti letto, personale medico e paramedico, il disavanzo è cresciuto e illegalità e favoritismi aumentano a dismisura come i viaggi della speranza per cure fuori regione. Da 7 anni denunciamo alle Procure e alla Corte dei conti questo stato delle cose: facciamo i nomi, raccontiamo le storture, alleghiamo le prove. Non solo: abbiamo agito da tempo per la ripartizione del Fondo sanitario sulla base dei fabbisogni delle singole regioni e non con l’attuale criterio, che toglie circa 130 milioni all’anno al diritto alla salute dei calabresi». «Siamo stati riferimento vero – rammenta il parlamentare M5S – per tantissimi concittadini, che abbiamo sempre ascoltato e per i quali ci siamo impegnati senza sosta: dal Pollino allo Stretto. Lo hanno dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, le elezioni politiche del 2018: dalla Calabria è arrivato un consenso enorme rispetto alla nostra proposta di cambiamento, che negli anni precedenti avevamo rivolto al territorio con iniziative limpide e coraggiose; dal disegno di legge popolare per ridurre le aziende del Servizio sanitario alle manifestazioni di piazza, su tutte quella per additare la “cupola” di ‘ndrangheta a Reggio Calabria, contro cui si espose in prima persona il nostro capo politico, Luigi Di Maio». «Inoltre – aggiunge il deputato – siamo intervenuti con atti, fatti e toni potenti; per esempio sul mercato del lavoro condizionato dallo sfruttamento del bisogno diffuso, sul caso dell’imprenditore Antonino De Masi, simbolo della resistenza all’usura bancaria, sulla tutela dell’ambiente, sugli incassi dell’Enel a proposito della centrale del Mercure all’interno del Parco nazionale del Pollino, sul traffico di biomasse da parte delle cosche, sugli scandalosi abusi negli uffici pubblici, sugli sprechi a cielo aperto e sull’inadeguatezza assoluta delle politiche sociali della Regione Calabria, così come sulla spesa dei fondi comunitari, sulla gestione dissennata del ciclo dei rifiuti, sulle carenze croniche del sistema dei trasporti e anzitutto sulla continua sovversione delle regole ad opera di personaggi finiti nel mirino del procuratore Nicola Gratteri».

«IL M5S SCEGLIE DI NON SCEGLIERE» «Con il voto di oggi su Rousseau, i vertici del Movimento 5 Stelle – accusa Parentela – scelgono di non scegliere, deludono le migliaia di attivisti calabresi che con sacrifici e rischi hanno sempre lavorato sul territorio, ignorano il percorso che abbiamo già avviato e scaricano su tutti gli iscritti la responsabilità di una scelta inquadrata in termini profondamente sbagliati. Gli stessi vertici hanno messo in gioco, cioè, il futuro del Movimento piuttosto che quello dei cittadini della Calabria e dell’Emilia Romagna, ai quali essi dovranno spiegare – conclude il coordinatore – il perché della rinuncia a presentarci alle rispettive Regionali, nel caso in cui dovesse prevalere questo orientamento, legittimato da una consultazione democratica incomprensibilmente estesa a tanti che, vivendo altrove, non hanno le informazioni e gli strumenti valutativi per pronunciarsi con piena coscienza. Per coerenza, annuncio le dimissioni immediate dall’incarico di coordinatore del Movimento 5 Stelle per la campagna elettorale relativa alle Regionali della Calabria».

LA RIVOLTA DEI PARLAMENTARI Nel quadro delle proteste, tra i calabresi il più duro è Francesco Forciniti, che definisce «umiliante» la votazione online indetta «con un preavviso a dir poco ridicolo». Il deputato di Corigliano Rossano è esplicito: «Se ci sarà impedito di partecipare alle prossime elezioni regionali calabresi si sarà consumato un subdolo gioco di palazzo per lasciare al Pd qualche possibilità in più di salvare le proprie poltrone emiliane, con l’illusione da parte di qualche stratega romano che questo possa rafforzare il governo giallorosso». Il post sul Blog delle Stelle è poi secondo Forciniti «di una scorrettezza allucinante, perché indirizza l’esito del voto in maniera palese». Cedere il passo insomma sarebbe «una svendita inaccettabile della nostra Regione in nome di interessi altri che non sono certo i nostri, un tradimento che non possiamo e non dobbiamo riservare a tanta gente libera e onesta che ripone fiducia e speranze in noi, in una terra difficile come la Calabria».
Sulla stessa linea Francesco Sapia: «Non si può far decidere sulla piattaforma Rousseau se il M5S in Calabria debba partecipare o meno alle prossime competizioni regionali. Ho sputato sangue per il Movimento adesso mi sento tradito».
Interviene anche Massimo Misiti: «Il voto on line di domani che Luigi Di Maio ha chiesto agli iscritti sulla piattaforma Rousseau per decidere se presentare liste in Calabria alle prossime elezioni regionali mortifica noi parlamentari ed il lavoro che abbiamo fatto nell’affannosa ricerca di un candidato autorevole da candidare alla presidenza». E ancora: «È inammissibile pensare che chi non abita in Calabria, chi non conosce la nostra realtà possa decidere, con un voto on line, se si possa o meno partecipare alle consultazioni amministrative. Abbiamo il dovere di partecipare alla competizione elettorale calabrese, anche se questo significa rischiare qualcosa. Le battaglie vanno combattute, se si crede in quello per cui si combatte. Altrimenti si rischia di passare per codardi. E noi non lo siamo».
Bianca Laura Granato invita a votare su Rousseau per scegliere di partecipare alle elezioni: «Non avere un consigliere 5 Stelle in due regioni perché il Movimento avrebbe bisogno di una “pausa” non è una risposta che si possa responsabilmente dare a cittadini a cui abbiamo fatto credere che avremmo cambiato il mondo. Una forza politica di governo non rinuncia a presentarsi in una tornata elettorale per riorganizzarsi all’interno. Si lavora di pari passo. Il Paese non va in pausa, perché noi avremmo bisogno di una pausa! Il Pd appena uscito da una scissione presenta la sua lista in Calabria. E noi? Noi che abbiamo obbedito e lavorato per il Movimento 5 Stelle anche quando non condividevamo appieno posizioni che sembravano lontane dai nostri programmi e dalla nostra linea originaria, noi che faticosamente abbiamo compiuto un percorso ad ostacoli superandoli tutti, adesso dobbiamo rinunciare ad essere rappresentati all’interno dell’ente più corrotto e inefficiente d’Italia perché avremmo bisogno di una pausa?». Anche la sottosegretaria ai Beni culturali Anna Laura Orrico crede che la Calabria abbia «bisogno di avere un rappresentante del Movimento 5 stelle all’interno del Consiglio regionale, così come avrebbe bisogno di avere un presidente e una giunta regionale a 5 stelle. Se dicessi di essere d’accordo con la decisione presa dal capo politico – e da chi oggi ricopre ruoli nel gruppo dirigente all’interno del Movimento -, di ricorrere alla votazione su Rousseau per decidere del destino di due regioni profondamente diverse, mentirei».
«Sappiamo tutti – continua – quanto sia difficile una campagna elettorale in Calabria dove il voto segue per lo più logiche clientelari e pericolose. Questo però non deve scoraggiare chi crede che le cose possano cambiare. Questa è la chance che vorrei dessimo ai calabresi perché, nonostante qualche errore, il Movimento continua ad essere la forza politica che, più di ogni altra, è in grado di intercettare le energie positive che desiderano mettersi al servizio del bene comune lasciando all’angolo i soliti maneggioni e i dinosauri della malapolitica». Orrico spiega di non aver votato «quando su Rousseau si decideva se realizzare o meno il patto civico in Umbria, non ritenevo giusto che a decidere per gli umbri fossi io che non vivo quel territorio. Oggi, invece, voterò su Rousseau, per riaffermare il mio sacrosanto diritto da cittadina e calabrese di lottare fino in fondo per liberare dalle catene la mia regione».







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto