Il Nazareno pronto ad azzerare le federazioni Pd (pro Oliverio) di Cosenza e Crotone

Si avvicina il commissariamento per i due organismi dem che sostengono la ricandidatura del governatore uscente. Guglielmelli contrattacca: «Non c’è stata alcuna violazione dello Statuto del partito». Mazzuca: «Se vuole candidarsi con Oliverio, lo faccia. Ma deve dimettersi»

CATANZARO La commissione nazionale di garanzia del Pd avrebbe avviato l’iter per il commissariamento delle federazioni provinciali del partito di Cosenza e di Crotone. Lo riferiscono fonti del Nazareno, secondo le quali l’imminente commissariamento delle due federazioni democrat avverrebbe, a termini di Statuto, per il loro appoggio alla ricandidatura del governatore uscente, Mario Oliverio, mentre il Pd ha deciso di sostenere la corsa alla Cittadella di Pippo Callipo. In un post su Facebook, il segretario provinciale del Pd di Cosenza, Luigi Guglielmelli, ha così commentato l’indiscrezione: «Sinceramente non comprendo quali motivazioni possano esserci alla base di tale provvedimento dal momento che a Cosenza non vi è stata alcuna violazione dello Statuto. Ho la coscienza a posto e sono tranquillo: da 6 anni – ha ricordato Guglielmelli – la Federazione di Cosenza, in piena crisi dei partiti, non è mai incorsa in alcuna violazione dello statuto del partito. Quali le motivazioni dunque? Aver preso atto della volontà della direzione provinciale di voler ricandidare il presidente uscente del Pd Mario Oliverio? Sarebbe assai singolare commissariare una Federazione perché ricandida un proprio iscritto, ancor più perché uscente. Aver proposto le elezioni primarie insieme a 5000 iscritti al Pd? Aver detto di no alla candidatura di Pippo Callipo? È vero l’ho detto, ho detto che non avrei appoggiato chi solo un anno fa ha votato per la coalizione di Salvini e precisamente per come da lui stesso ammesso, per il nipote (“per me è come un figlio”) Mangialavori. Ho espresso inoltre – ha concluso il segretario del Pd provinciale di Cosenza – le ragioni per cui il rinnovamento non si costruisce con la vecchia Confindustria ma con i tanti giovani appassionati di politica, sindacato, associazionismo e cultura. Callipo è la negazione di tutto questo, una figura intrisa di conservatorismo sui temi dei diritti civili come le unioni di fatto e lo ius culturae».
Anche i componenti della segreteria provinciale dem di Cosenza si dicono «convinti che gli organi nazionali del partito non possano commettere un errore così grossolano in violazione di ogni regola sancita dal nostro statuto». «Il segretario provinciale Luigi Guglielmelli – aggiungono – si è sempre mosso in questa ottica ed ha sempre cercato il dialogo ed il confronto per trovare quella sintesi necessaria a superare cristallizzazioni contrapposte».
Di segno opposto Giuseppe Mazzuca, componente dell’Assemblea nazionale del Pd. «È paradossale – dice – che un segretario di federazione del Partito democratico, quale Guglielmelli, vada contro la linea politica dettata dal segretario e dalla segreteria nazionale del partito. Lui e chi con lui grida oggi allo scandalo delle scelte politiche effettuate dal gruppo dirigente nazionale, sono gli stessi soggetti che tanto hanno avuto dal Pd e che tanta perdita di credibilità hanno dato». Secondo Mazzuca «sono le stesse facce che hanno imposto i candidati alle passate parlamentari ottenendo il peggior risultato in tutta Italia». Per questo l’esponente dem chiarisce. «Se Guglielmelli si vuole candidare a sostegno di Oliverio – afferma Mazzuca – faccia pure, ma nello stesso tempo dovrebbe dimettersi da solo e non aspettare un provvedimento di sfiducia da parte del partito nazionale. Ma si sa la dignità è un optional e per certe persone esiste solo il tornaconto personale».
Lunedì, in una conferenza stampa nella sede del Pd a Lamezia Terme, il commissario democrat regionale Stefano Graziano aveva invece ribadito che «il candidato del Pd è uno, Callipo. Chi ovviamente fa un’altra cosa – ha sostenuto Graziano – si posiziona fuori dal Pd, mi sembra un’ovvietà: lo Statuto del Pd lo dice chiaramente, chi si posiziona in condizioni opposte è fuori dal partito». (acant)







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