Sanità, il ministro ai sindaci: «Più fondi alla Calabria, ma resta il commissariamento»

La delegazione romana dei primi cittadini ha chiesto tra l’altro lo sblocco (urgente) del turnover e l’accelerata sui nuovi ospedali. Calabrese: «Rischiamo il baratro». Sull’ipotesi di chiusura degli ospedali di Corigliano e Paola, Stasi: «Fantascienza».

di Luca Latella
LAMEZIA TERME
La sensazione non sembra essere delle migliori: la sanità calabrese non subirà scossoni in positivo, a breve giro di posta. Ed il piano di rientro rimarrà tale nonostante la buona volontà ministeriale di esaurire la fase commissariale.
Nessuna bacchetta magica, insomma, o colpo si spugna dall’incontro programmato a Roma, questa mattina, fra un gruppo di sindaci calabresi ed il ministro della Salute, Roberto Speranza.
Al tavolo, i primi cittadini di Catanzaro, Sergio Abramo, di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, di Vibo Valentia, Maria Limardo, di Acri, Pino Capalbo, di Paola, Roberto Perrotta, di San Giovanni in Fiore, Giuseppe Belcastro, di Trebisacce, Franco Mundo, di Castrovillari Domenico Lo Polito, di Rosarno, Giuseppe Idà, di Locri, Giovanni Calabrese, il vice sindaco di Cutro, Anna Battaglia ed il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo.
A fare il punto della situazione fuori dal ministero, il sindaco di Corigliano Rossano, nelle sue vesti di presidente della Consulta dei sindaci della provincia di Cosenza.
«Speranza – ha riferito Flavio Stasi al Corriere della Calabria – conosce perfettamente lo stato della sanità calabrese. Il ministro provvederà a far inserire in Finanziaria, quindi entro il 31 dicembre, alcuni interventi che, a nostro avviso, non sono sufficienti. In primis la deroga alla normativa sullo sblocco delle graduatorie ed il rinnovo contrattuale ai precari della sanità, medici e infermieri. Azioni che comunque non riteniamo adeguate certamente a colmare i gap calabresi e per questo abbiamo chiesto al ministro lo sblocco immediato del turnover e, soprattutto, l’eventualità di programmare i concorsi attraverso un ufficio centrale che possa accelerare gli iter, che sia più veloce e trasparente».
Il ministro si è impegnato a rivedere, nell’immediato, l’algoritmo sulla ripartizione dei fondi destinati alle singole regioni e che vede la Calabria estremamente svantaggiata ed ha riferito ai sindaci calabresi presenti di voler dotare le aziende sanitarie di un direttore generale effettivo.
«Abbiamo anche affrontato la questione relativa ai nuovi ospedali (della Sibaritide, di Vibo e della Piana di Gioia Tauro, ndr) e chiesto a Speranza il superamento della fase commissariale della sanità calabrese, che rientra nei suoi programmi seppur ci abbia spiegato che, ad oggi, è una partita che non si può chiudere, poiché in sostanza il piano di rientro non solo non ha affatto ripianato il debito, ma ha contribuito addirittura ad aumentare il deficit. Abbiamo, infine, chiesto al ministro un tavolo periodico sul patto della salute».
«Il ministro Speranza – ha aggiunto Giovanni Calabrese – è attento e disponibile ma non ci sono concrete e immediate soluzioni, la sanità calabrese rischia il baratro». Il sindaco di Locri ha rammentato al capo del dicastero alla Salute «la situazione gravissima dell’ospedale cittadino, di tutte le iniziative di difesa portate avanti e per ultimo le 21.000 firme raccolte dai cittadini.
Abbiamo chiesto prioritariamente lo sblocco delle assunzioni con procedure straordinarie quale soluzione necessarie e improcrastinabile per evitare la chiusura definitiva del presidio sanitario della Locride e degli altri presidi della Calabria. Il ministro, in carica da poco più di due mesi e quindi certamente non responsabile del disastro della sanità calabrese, va certamente apprezzato per garbo e disponibilità, ha evidenziato che l’abolizione del super ticket consentirà un risparmio per i cittadini calabresi, che verranno proposti degli emendamenti in finanziara per favorire la stabilizzazione dei precari e lo scorrimento delle graduatorie e che in Calabria sta operando una qualificata taskforce ministeriale che dovrà in tempi brevi descrivere la reale situazione del sistema sanità e programmare le relative e necessarie soluzioni. Il ministro ci ha congedati garentendo “massima attenzione per costruire soluzioni possibili”. Continuamo a lottare – ha concluso Calabrese – per rispetto dei nostri cittadini che meritano adeguate e urgenti soluzioni».
«Abbiamo illustrato al ministro il livello di allarme sociale che la drammatica situazione della sanità calabrese genera nei cittadini – ha quindi spiegato Gianluca Callipo, presidente dell’Anci calabrese –. Una situazione che Speranza ovviamente conosce bene, anche se probabilmente a Roma non si percepiscono fino in fondo i timori e le angosce che serpeggiano nelle nostre comunità, costrette a fare i conti quotidianamente con servizi e strutture molto al di sotto degli standard richiesti dalla legislazione nazionale. Il ministro, dal canto suo, ha preso atto che da molto tempo i Livelli minimi di assistenza, i Lea, non sono garantiti, uno scenario che con il commissariamento è peggiorato invece di migliorare come avrebbe dovuto».

CORIGLIANO E PAOLA Flavio Stasi, a margine, ha chiuso ogni polemica montata ieri attorno alle fantomatiche chiusure dei presidi ospedalieri di Corigliano e di Paola, riferendo di aver chiesto lumi anche al direttore generale del ministero della Salute, Andrea Urbani.
«Non ci sarà alcuna chiusura degli ospedali di Corigliano e di Paola – ha concluso in merito il presidente della Conferenza dei sindaci della provincia di Cosenza – anche perché la task force commissariale semmai rileva le criticità che poi vengono riferite al ministero. La relazione dei commissari di per sé, come ho letto, non indica alcuna chiusura. E comunque, già ieri sera Urbani ha chiuso a queste fantascientifiche ipotesi».
Stasi non lo ha detto direttamente ma è ciò che pensa e che, per certi versi, ha fatto trapelare alludendo ad un «terrorismo psicologico» innescato da parte di chi potrebbe essere parte in (mala) causa nei futuri traslochi dei reparti che, nello specifico dello spoke di Corigliano Rossano, prima o poi saranno suddivisi – come previsto dall’atto aziendale e come auspicato al più presto dal commissario ad acta Cotticelli – in area chirurgica (a Rossano) e area medica (a Corigliano).
Anche il deputato del Movimento Cinque Stelle, già nella serata di ieri, aveva stoppato sul nascere ogni polemica. «Assolutamente prima di fondamento – aveva scritto sul suo profilo Facebook – la notizia dell’immediata chiusura del presidio ospedaliero “Guido Compagna” che assieme al “Nicola Giannetasio” costituiscono lo Spoke Corigliano-Rossano.
Si sta lavorando anche per scongiurare la chiusura notturna del Pronto soccorso di Corigliano». (l.latella@corrierecal.it)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto