Robbe si dimette dalla giunta Oliverio. Aieta, Mirabello e D’Acri si allontanano dal governatore?

Arrivano i primi effetti della visita di Zingaretti. L’ormai ex assessore lascia l’esecutivo perché contraria alla scelta del governatore di seguire alle Regionali una linea diversa da quella indicata dai dem, che sostengono Callipo. E anche altri consiglieri regionali potrebbero adeguarsi alla linea. Aieta: «Lavoro per l’unità», e Mirabello smentisce: «Mai detto di voler abbandonare Oliverio»

CATANZARO Con una lettera al governatore Mario Oliverio Angela Robbe ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di assessore regionale al Lavoro e alle Politiche sociali. Lo riferiscono fonti della Regione secondo le quali la decisione di Robbe sarebbe motivata dalla scelta di Oliverio di seguire, alle Regionali, una linea diversa da quella del Pd al quale appartiene anche l’ormai ex assessore: secondo quanto trapela, nella lettera a Oliverio Robbe ringrazia il governatore per la stima accordatale e per l’opportunità di servire la Calabria esprimendo parole di affetto per il presidente. Già presidente di Legacoop Calabria, Robbe era stata nominata nell’aprile 2018 nell’esecutivo regionale. Ieri l’ex assessore era presente alla convention organizzata a Lamezia Terme per il lancio della candidatura a governatore di Pippo Callipo con il sostegno del segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti. «Con la stessa lealtà con cui ho operato – è il passaggio più significativo della lettera che Robbe ha indirizzato a Oliverio – ritengo opportuno e doveroso dimettermi dall’incarico poiché, per come pare chiaramente dopo la tua conferenza stampa e l’iniziativa di ieri del Pd, le tue scelte dividono la tua strada da quella del partito a cui sono iscritta ed in virtù della cui appartenenza politica, a suo tempo, ho accettato l’incarico».
EFFETTI DELLA VISTA DI ZINGARETTI Le dimissioni di Angela Robbe hanno un’indubbia valenza politica, perché arrivano all’indomani della tappa calabrese del segretario del Pd Zingaretti a sostegno della candidatura di Pippo Callipo. Una visita, quella del leader democrat, che potrebbe innescare anche altri effetti: secondo quanto riferiscono fonti del Nazareno, infatti, anche due consiglieri regionali del Pd finora rimasti al fianco di Oliverio, Giuseppe Aieta e Michele Mirabello, starebbero seriamente pensando di rientrare nell’alveo della linea ufficiale della segreteria zingarettiana. Il primo affida a Facebook una parziale smentita dell’indiscrezione: «Non sono abituato a rinnegare la mia storia tanto più a “mollare” Mario Oliverio con cui ho trascorso i migliori anni della mia vita politica. Continuo a lavorare per l’unità di tutti i riformisti calabresi per vincere la sfida e battere le destre».
A stretto giro anche Mirabello chiarisce: «Vivo con profondo disagio questo tentativo di tirarmi dalla giacchetta e di utilizzare il mio nome e la mia persona per tentare di destabilizzare l’area del dissenso rispetto alle modalità ed ai termini attraverso i quali si è arrivati, da parte della dirigenza del mio partito, il Partito democratico, all’archiviazione dell’esperienza politica dei 5 anni di governo Oliverio. Continuo a ritenere che la fase politica che stiamo vivendo necessiti di un grande sforzo unitario, e che il tempo ancora a nostra disposizione possa essere utile a recuperare il confronto con un pezzo di centrosinistra, cui sento di appartenere, che esprime passioni, personalità, sindaci, dirigenti ed amministratori su tutto il territorio regionale. E continuo ancor di più ad osservare, stupito, come la politica si sia ridotta ad un dentro o fuori, a traditori e traditi, a salti e rifiuti. Tanti anni di militanza nel mio partito e nella sinistra mi avevano insegnato invece che la politica sia dialogo, costruzione di percorsi e scelte condivise, costruzione di ponti e non di muri. Chi scambia maliziosamente equilibrio, impegno e serietà, oltre che senso di responsabilità, per ambiguità non finga dunque di essere tratto in errore. Continuo a muovermi dunque all’interno di un’area politica progressista e riformista che vive, come dichiarato più volte, con profondo disagio, il prodursi in Calabria di una lacerazione così drammatica».
LA LETTERA DI ANGELA ROBBE «Sono entrata in Giunta su richiesta del Presidente Oliverio, con delega al lavoro e al welfare, ho accettato tale incarico con la consapevolezza di svolgere il mio lavoro in una fase ormai avviata alla chiusura della legislatura ed in un contesto oggettivamente critico. Ringrazio il Presidente Oliverio – scrive Robbe – per l’opportunità che mi ha offerto consentendomi di dare il mio contributo alla Regione Calabria mettendo a disposizione la mia esperienza di Presidente di Legacoop Calabria; ringrazio i colleghi della Giunta, tutti i dipendenti del Dipartimento Lavoro e Politiche sociali della Regione Calabria ed i dipendenti e collaboratori di altri dipartimenti con i quali ho avuto l’opportunità e l’onore di collaborare e, con essi, la struttura che mi ha affiancata. Ringrazio tutti coloro che ho avuto occasione di incontrare, persone singole, rappresentanti di organizzazioni e associazioni, con cui mi sono confrontata, a volte anche aspramente, sempre con l’obiettivo di coglierne al meglio le esigenze per costruire risposte e proposte, con loro ho avuto la riprova della ricchezza di idee e proposte che bisogna avere la capacità di cogliere, della voglia di riscatto della Calabria, e mi hanno convinta che possiamo smettere di essere la terra da cui si va via, possiamo cambiare. Oggi, con la stessa lealtà con cui ho operato, ritengo opportuno e doveroso – aggiunge l’ormai ex assessore – dimettermi dall’incarico poiché, per come pare chiaramente dopo la conferenza stampa del Presidente Oliverio e l’iniziativa di ieri del Pd, le scelte del Presidente Oliverio dividono la sua strada da quella del partito a cui sono iscritta ed in virtù della cui appartenenza politica, a suo tempo, ho accettato l’incarico. La scelta di separare il mio percorso da quello intrapreso dal Presidente Oliverio nulla toglie alla stima per la sua persona e al suo operato, è dovuta alla convinzione che, in una fase tanto complicata della vita politica del nostro Paese e della nostra Regione, sia importante stare in un partito e discutere perché l’interesse generale prevalga, ed è un modo per riaffermare il valore del pluralismo, del collettivo, rispetto alle singole personalità. In questa fase ritengo si debbano valorizzare tutte le energie che si rendono disponibili ed accogliere le spinte che vengono dai movimenti, avendo cura di fare sintesi positiva delle istanze sociali. A tal fine – conclude Robbe – occorre utilizzare, rivitalizzare e promuovere quei soggetti collettivi che hanno la capacità di condurre battaglie nel nome dell’interesse comune, per consentire a tutti, ai giovani, alle donne e in particolare ai più deboli, di sollevare questioni, formulare proposte e trovare solidarietà, ma soprattutto risposte. Proprio nella convinzione che occorra unire e non dividere, confrontarsi e non scontrarsi nelle scorse settimane ho sollecitato alla sintesi che ancora oggi auspico e ritengo possibile e fruttuosa».
«MAI DETTO DI VOLER ABBANDONARE OLIVERIO» Michele Mirabello smentisce le voci che vorrebbero più distante: «Leggo ricostruzioni giornalistiche intorno alle mie scelte rispetto alla vicenda delle elezioni regionali che sarebbe perfino superfluo smentire. Vivo con profondo disagio questo tentativo di tirarmi dalla giacchetta e di utilizzare il mio nome e la mia persona per tentare di destabilizzare l’area del dissenso rispetto alle modalità ed ai termini attraverso i quali si è arrivati, da parte della dirigenza del mio partito, il Partito Democratico, all’archiviazione dell’esperienza politica dei 5 anni di governo Oliverio. Continuo a ritenere che la fase politica che stiamo vivendo necessiti di un grande sforzo unitario, e che il tempo ancora a nostra disposizione possa essere utile a recuperare il confronto con un pezzo di centrosinistra, cui sento di appartenere, che esprime passioni, personalità, sindaci, dirigenti ed amministratori su tutto il territorio regionale. E continuo ancor di più ad osservare, stupito, come la politica si sia ridotta ad un dentro o fuori, a traditori e traditi, a salti e rifiuti. Tanti anni di militanza nel mio partito e nella sinistra mi avevano insegnato invece che la politica sia dialogo, costruzione di percorsi e scelte condivise, costruzione di ponti e non di muri. Chi scambia maliziosamente equilibrio, impegno e serietà, oltre che senso di responsabilità, per ambiguità non finga dunque di essere tratto in errore. Continuo a muovermi pertanto all’interno di un’area politica progressista e riformista che vive, come dichiarato più volte, con profondo disagio, il prodursi in Calabria di una lacerazione così drammatica».
LA POSIZIONE DI D’ACRI «Ho già letto su Facebook la smentita da parte dei colleghi Aieta e Mirabello della notizia, pubblicata stamani su alcune testate giornalistiche on line, in relazione ad un presunto loro abbandono della coalizione di centrosinistra che sostiene Mario Oliverio a candidato presidente della Regione. Allo stesso modo trovo imprecise le parole espresse nei miei riguardi. Ho condiviso un percorso di governo che ha attivato una difficile ma evidente azione riformatrice. Tuttavia, in questa fase, il mio impegno va nella direzione e nella ricerca continua dell’unità delle forze di centrosinistra. È un dialogo complesso e i tempi sono stretti. Ma tutti, dico tutti, dobbiamo fare uno sforzo perché si arrivi a una sintesi».







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