Sanità business, il “mercato” dei bonus che aumentano la migrazione dei pazienti

Incentivi intorno al 10% (in media) per i medici che mandano al Nord malati dalla Calabria. Con un singolo intervento si possono guadagnare anche 2mila euro. Ma la “torta” complessiva vale milioni. Il medico che ha detto “no”: «Non sono un eroe, ho solo fatto una scelta di coscienza»

di Pablo Petrasso
GIOIA TAURO «Non sono un eroe e nemmeno quello che si direbbe un buonista. Sono soltanto un professionista che ha rifiutato una proposta che ha ritenuto, in coscienza, inadeguata». Giuseppe Minutolo sceglie il basso profilo. Non per convenienza ma per convinzione. Nella bacheca del “suo” Centro cuore, a Gioia Tauro, è apparsa una comunicazione che – dopo la pubblicazione di un servizio del Corriere della Calabria (potete leggerlo qui) – ha fatto molto discutere. Il medico ha detto “no” al contratto che gli è stato proposto da una grande struttura sanitaria lombarda e che prevedeva una percentuale per ogni paziente che Minutolo avesse portato da fuori regione. «Non me la sono sentita di prendermi una simile responsabilità. Una scelta diversa da quella che ho fatto avrebbe messo in crisi il rapporto di fiducia che si instaura con i pazienti. Ovviamente da parte mia non c’è acredine nei confronti della struttura che mi ha proposto l’accordo. Sono sicuro che sia una opzione legittima, rispetto le decisioni di chi la pensa in maniera diversa, ma io non me la sono sentita».

Il dottore Giuseppe Minutolo

IL SISTEMA Questione di scelte, dunque. Che, nel caso di contratti come quelli proposti da alcune strutture, possono tradursi in bonus significativi per i medici. Il Corriere della Calabria è riuscito a ricavare un quadro d’insieme che non può essere preciso, per via delle clausole di riservatezza, ma restituisce l’immagine di un sistema che vale diversi milioni di euro. Un professionista che accetti un accordo del genere può curare i propri pazienti (cioè quelli che gli si rivolgono abitualmente) nella struttura con la quale chiude il contratto. Continueranno ad avere lui come punto di riferimento ma, sul piano della fatturazione, diventeranno un costo per la sanità calabrese e un guadagno per quella della Regione in cui avvengono le cure. Numeri, oltre che persone. Forse più numeri che persone, almeno dal punto di vista della sanità business. E nel caso di interventi complessi, i rimborsi legati al Drg diventano sempre più elevati. Parentesi: ospedali e cliniche che utilizzano questo genere di incentivi, di solito rappresentano eccellenze nel settore, che scelgono di farsi concorrenza anche in questo modo. Ciò non toglie che il sistema di reclutamento dei medici calabresi per aumentare la migrazione sanitaria possa porre qualche questione di carattere etico. L’incentivo, infatti, è previsto solo per i pazienti “reclutati” in Calabria; per l’eventuale cura di malati residenti nella regione in cui si trova la struttura per la quale si presta la consulenza non c’è alcun bonus. Questo perché la stessa prestazione, se resa a un paziente che arriva da fuori regione, diventa molto più redditizia (i ricarichi sugli extraregionali sono per tutte le specialità e anche per ricoveri che non richiedono interventi chirurgici, complessi o meno). Una parte del surplus (la differenza tra il Drg pagato come extraregionale e quello standard) destinato alle cure dal Sistema sanitario nazionale si trasforma nella percentuale per lo specialista che ha trovato il nuovo “cliente”.

LE CIFRE Le percentuali offerte ai professionisti per ogni paziente “trasportato” da fuori regione variano a seconda della prestazione sanitaria prevista e del numero di “clienti” trovati per conto dell’ospedale di riferimento. In media si offre il 10%. Se il sistema fosse esteso a tutto il flusso della migrazione sanitaria, che vale circa 300 milioni di euro, il giro d’affari si aggirerebbe intorno ai 30 milioni. Ovviamente non è così, ma per alcuni questo genere di contratti porta a un aumento significativo dei guadagni. Il fatturato per certe operazioni nel ramo della Cardiochirurgia (ma vale anche per gli interventi complessi di Ortopedia) supera, nel caso di Drg (cioè prestazioni) extraregionali, i 20mila euro. Con un singolo caso, dunque, un medico assunto “a percentuale”, potrebbe guadagnare più di 2mila euro. In un anno, magari aumentando il numero di pazienti trasferiti fuori regione, un professionista può guadagnare diverse decine di migliaia di euro. Ce n’è abbastanza per sollevare qualche problema di opportunità. E di coscienza. (p.petrasso@corrierecal.it)





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