Voto di scambio, chiesto il processo per Orlandino Greco. Che si difende: «Atto dovuto»

Il procuratore Bruni ha invocato il rinvio a giudizio per il consigliere regionale e pene dai sei ai tre anni per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. L’esponente politico leader di Idm: «Anche il sottoscritto si augura che adesso si arrivi prima possibile alla fase dibattimentale»

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO Chiesto il rinvio a giudizio per il consigliere regionale di centrosinistra Orlandino Greco, ex sindaco di Castrolibero, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale e voto di scambio. Nel corso dell’udienza di lunedì, l’accusa – rappresentata dall’ex pm della Dda Pierpaolo Bruni, attuale procuratore capo della Procura di Paola – ha invocato il rinvio a giudizio per Greco e le condanne per coloro che hanno scelto il rito abbreviato: Fabio Bruni, 6 anni e 2 mesi di reclusione; Violetta Calabrese, un anno e 6 mesi; Alessandro Esposito, 6 anni e 4 mesi di reclusione e 5.400 euro di multa; Mario Esposito, 6 anni 4 mesi; Adolfo Foggetti, 3 anni e 6 mesi; Ernesto Foggetti, 3 anni e 6 mesi; Marco Foggetti, 4 anni e 8 mesi; Marco Massaro, 3 anni e 8 mesi; Giuseppe Prosperoso, 5 anni e 10 mesi.
Insieme a Greco nel procedimento è imputato anche Aldo Figliuzzi, ex assessore di Castrolibero la cui posizione, vista l’assenza durante l’udienza, è stata stralciata e sarà riunita al procedimento nella prossima udienza del 17 febbraio 2020. Gli illeciti contestati agli imputati si riferiscono al periodo che va dal 2008 al 2013. I successi elettorali di Greco a Castrolibero nel 2008 e nel 2013 sarebbero stati ottenuti grazie al sostegno elettorale ricevuto, in cambio di denaro e assunzioni, dal gruppo criminale guidato da Michele Bruni, alias “Bella bella”, e dal clan “Rango-Zingari”. Il prossimo 17 febbraio l’accusa si pronuncerà nei confronti di Figliuzzi e la parola passerà poi alle difese il cui collegio è costituito dagli avvocati Luca Acciardi, Giorgia Medaglia, Nicola Rendace, Franco Sammarco, Enzo Belvedere, Pasquale Naccarato, Antonio Gerace.
Lunedì hanno discusso le parti civili costituite in giudizio, la Regione Calabria e il ministero dell’Interno tramite l’Avvocatura dello Stato.
GRECO: «ATTO DOVUTO» «Solo un atto dovuto. Una Procura che sta trascinando una vicenda da 5 anni non può sconfessare se stessa ed è logico che chieda il dibattimento». Così Orlandino Greco, consigliere regionale e leader del movimento politico “L’Italia del Meridione” (Idm) commenta sul suo profilo facebook la richiesta di rinvio a giudizio. «Anche il sottoscritto, d’altra parte – si legge nel post – si augura che adesso si arrivi prima possibile alla fase dibattimentale perché è un diritto innegabile di ogni cittadino difendersi nelle sedi preposte, confutare accuse che sa essere infondate e ristabilire la verità dei fatti». (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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