Palmi, poliziotti assolti dall’accusa di truffa all’assicurazione

Pardo, segretario del sindacato Fsp Calabria: «Siamo soddisfatti, ma resta l’indignazione per l’incredibile lasso di tempo che gli agenti hanno dovuto sopportare per avere giustizia»

«Accogliamo con la più grande soddisfazione, insieme all’avvocato Concetto Pirrottina del Foro di Palmi che ha magistralmente patrocinato la difesa, la notizia della piena e totale assoluzione dei colleghi Gerardo Landolfi e Danilo De Luca, ingiustamente accusati di un’inesistente truffa all’assicurazione a seguito di un incidente di servizio. Non avevamo alcun dubbio sulla trasparenza assoluta del loro operato, sulla loro professionalità e sulla loro onestà, e dunque nessuna sorpresa che ogni accusa sia caduta nel nulla. Anzi, purtroppo ciò accresce ancor di più la frustrazione e l’indignazione anzitutto per l’incredibile lasso di tempo occorso per vedere spazzato via anche in sede giudiziaria ogni dubbio addensatosi sulle loro vite e sulle divise che indossano con onore». Lo afferma Rocco Pardo, segretario generale regionale della Calabria del Sindacato di Polizia Fsp – la Federazione sindacale di Polizia, commentando la notizia della piena assoluzione sentenziata dal Tribunale di Palmi nei confronti dei due poliziotti in servizio alla locale Polstrada, Gerardo Landolfi e Danilo De Luca, inizialmente accusati di aver sfruttato un incidente stradale avvenuto nel lontano 2010 per chiedere ingiusti risarcimenti all’assicurazione per i danni subiti e il riconoscimento della causa di servizio. Accuse che già avevano perso concretezza in fase dibattimentale, tanto che lo stesso Pubblico Ministero ha concluso chiedendo l’assoluzione, e rispetto alle quali, nonostante l’intervenuta prescrizione, il giudice si è pronunciato nel merito sentenziando che “il fatto non sussiste”. «Tutto questo, però – aggiunge Pardo – riporta con prepotenza alla ribalta il problema della fragilità della figura del poliziotto che, proprio a causa della delicatezza e della specificità del proprio lavoro, incorre troppo spesso e troppo facilmente in contestazioni che gli costano, sul piano umano, familiare, economico e professionale. E questo, ovviamente, senza che esistano meccanismi di tutela adeguati a situazioni che disgraziatamente non sono affatto rare e, quasi sempre, sono infondate, ma che vanno purtroppo di pari passo con l’espletamento del nostro servizio. Puntare il dito contro un poliziotto è troppo facile, che lui possa difendersi adeguatamente e ottenere ragione è troppo difficile, faticoso, sacrificato. Non è possibile che un poliziotto debba aspettare nove anni per uscire da un inferno fatto di sospetti e accuse che coinvolgono anche e soprattutto la funzione stessa che egli riveste, l’immagine dell’Istituzione che rappresenta, oltre che l’uomo che indossa la divisa. Oggi condividiamo la gioia per la fine di un incubo vissuto da Landolfi e De Luca, ai quali l’Fsp Polizia è stato e continuerà a stargli sempre accanto».







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