Lavoro “green” ed “ecosostenibile”, gli incentivi di Costa per il lavoro in montagna

Il ministro all’Ambiente ha presentato le Zea a Camigliatello Silano. «Si tratta di una legge rivoluzionaria che ha come obiettivo quello di combattere lo spopolamento. Tutti i progetti passeranno il varco dei Parchi Nazionali»

Camigliatello Costa

di Michele Presta
CAMIGLIATELLO L’acronimo è Zea, ma nella sostanza la Zona Economica Ambientale rappresenta l’investimento del governo a trazione pentastellata nelle aree che rientrano nei parchi nazionali. E i finanziamenti per chi presenterà progetti ecosostenibili, ad impatto zero sull’ambiente e con delle vocazioni totalmente naturali arriveranno anche in Calabria nel parco nazionale della Sila, così come in quelli del Pollino e dell’Aspromonte. La misura per l’imprenditoria green è stata presentata dal Ministro all’Ambiente, Sergio Costa, che a Camigliatello Silano ha incontrato amministratori locali, associazioni e imprenditori montani. «Abbiamo finanziato le Zea ad una condizione – spiega Costa – ossia che l’attività sia certificata dall’Ente Parco». Saranno i funzionari dei parchi a dare il visto di attività eco-ambientale e per il vertice del ministero all’ambiente, cedere potere «è una decisione che responsabilizza i territori». Per l’ex Generale dell’arma dei carabinieri la Zea rappresenta «lo sviluppo economico del territorio che non va in contrasto con l’ambiente. Nella legge di stabilità le Zea sono finanziate per 20 milioni di euro in forma sperimentale, ma la novità è che con la nuova riorganizzazione verranno aggiunti altri 120 milioni di euro e questo per il solo 2020». Lavoro e sviluppo dunque, in montagna, passeranno da quanto le comunità presenti nei parchi nazionali sapranno fare. «Ai sindaci dico di superare le divisioni e diventare centro di riferimento per tutti. Si tratta di una grande misura di sviluppo per superare anche il fenomeno dello spopolamento. Il 19 dicembre il nuovo commissario per l’ambiente per l’Ue l’ha voluta leggere per proporla in tutta Europa». Una sfida che accoglie con entusiasmo il commissario del parco della Sila, Franco Curcio. «Chiedo di porre attenzione su alcuni progetti che abbiamo intenzione di sottoporre al ministero. Si tratta di iniziative che possano riguardare la fruizione dell’area protetta del parco a tutti coloro che sono portatori di disabilità – spiega Curcio -. Ci piacerebbe ospitare le famiglie che hanno in cura bambini ammalati di tumore affinché il verde della Sila possa aiutarli in quel difficile percorso. Vorremmo fare l’inventario forestale del parco perché solo conoscendo si può programmare e poi concentrarci su attività legate alla transumanza, così come la realizzazione dei muretti a secco che rappresentano la vera entità del territorio». Accanto a Curcio, anche il presidente del Parco del Pollino, Mimmo Pappaterra. Il direttore del Parco della Sila, Giuseppe Liuzzi e anche Nicola Belcastro, presidente della comunità del parco e sindaco di Cotronei.
I 5 STELLE PRESENTI, TRA TENSIONI ELETTORALI Sergio Costa è reduce dal Conte giallo-verde e ha mantenuto le sue funzioni anche nella legislatura che vede alleati M5s e Pd «mi hanno chiesto loro di fare il ministro, penso sia una cosa più unica che rara», scherza con la platea. A dargli il benvenuto oltre ai colleghi dell’arma e al prefetto di Cosenza, Paola Galeone, anche l’eurodeputata Laura Ferrara, il senatore Nicola Morra il deputato Giuseppe D’Ippolito e il candidato alla regione Calabria, Francesco Aiello. I quattro però nell’ora di attesa per il ministro (che arrivava dal parco del Cilento) non hanno mai incrociato i loro percorsi né tanto meno i loro sguardi. Giusto qualche saluto di cortesia. Solo ad incontro concluso, il ministro si è intrattenuto con il candidato alla carica di presidente, Giuseppe D’Ippolito e Laura Ferrara. (m.presta@corrierecal.it)







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