Banca Popolare di Bari, il Codacons chiama a raccolta i risparmiatori

Solo in Calabria sono oltre 1700 gli azionisti. Venerdì a Catanzaro assemblea pubblica su come ottenere il rimborso

CATANZARO Il Codacons si schiera dalla parte dei risparmiatori calabresi nella vicenda che ha coinvolto la Banca Popolare di Bari.
«Sono oltre 70mila piccoli investitori tra Puglia, Calabria e Abruzzo rischiano di perdere i propri risparmi. Solo in Calabria – spiega il Codacons – sono oltre 1.700 gli azionisti della Banca Popolare delle Province Calabre interessati dal crack della Popolare di Bari. La banca calabrese, infatti, è balzata agli onori delle cronache internazionali per essere stata protagonista del primo “salvataggio” bancario nell’era del bail-in, quando veniva acquisita proprio dalla Banca popolare di Bari. A Bari, per l’assunzione della Popolare delle Province Calabre, sono andati 1,37 milioni di euro da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi mentre ai risparmiatori. Evidentemente – sostiene ancora il Codacons – qualcuno era molto distratto, se ha finito per gettare in un pozzo senza fondo un mare di soldi».
L’associazione ha organizzato per venerdì 10 gennaio una assemblea pubblica che si terrà a Catanzaro, alle ore 16 presso il Complesso Monumentale San Giovanni. L’obiettivo è quello di chiamare a raccolta tutti i risparmiatori della banca interessati a tutelare i propri diritti e ottenere il rimborso dei risparmi andati in fumo.
«Tutti gli azionisti e gli obbligazionisti che hanno subito in questi mesi dei danni di natura patrimoniale e non patrimoniale devono attivarsi subito – prosegue il Codacons – per entrare nel procedimento penale quali persone offese e, in futuro, quali parti civili richiedenti il dovuto risarcimento, nei confronti di tutti quei soggetti che risulteranno responsabili di comportamenti illeciti nella gestione della banca. Per avviare l’iter risarcitorio – spiega ancora il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti dei consumatori  – è necessario che tutti i danneggiati chiedano subito alla banca una serie di documenti necessari ai legali per analizzare la loro posizione individuale al fine di valutare quali vie perseguire per ottenere il risarcimento del danno subito, vie che non necessariamente si possono limitare alla sola partecipazione come parti offese oggi e parti civili un domani all’interno del procedimento penale,  in quanto i soggetti tenuti al risarcimento del danno oltre alla banca in caso di condanna dei sui ex dirigenti, sono anche altri che potrebbero avere avuto responsabilità civilistiche nella vicenda della Banca Popolare di Bari».
«La stessa Banca Popolare di Bari – conclude il Codacons – per come ha venduto le azioni e/o obbligazioni, potrebbe essere tenuta a risarcire il danno procurato ai propri clienti. L’intervento del Governo anche se utile non è certo risolutivo del rispetto al diritto risarcitorio in capo agli azionisti e/o obbligazionisti della Banca Popolare di Bari (e così indirettamente degli ex azionisti Banca Tercas, Banca Caripe e Banca Popolare delle Province Calabre) e non può dare alcuna garanzia effettiva sul futuro della società».





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