Fondi europei, timidi passi avanti della Calabria

Annuale relazione della sezione Affari comunitari della Corte dei Conti: l’utilizzo delle risorse presenta un avanzamento che tuttavia non raggiunge ancora livelli soddisfacenti

Passi avanti, visibili ma timidi e comunque non tali da far parlare di svolta. Le Regioni del Mezzogiorno come la Calabria stanno migliorando le performance nella gestione dei fondi comunitari ma ancora non sono al top. Lo evidenzia la Corte dei Conti (sezione affari comunitari e internazionali) nell’annuale relazione, elaborata a fine anno e consultabile sul sito della magistratura contabile. Inlinea generale la Coret dei Conti spiega che «si evidenziano pagamenti complessivi sul Fesr (Fondo sviluppo regionale) per circa 0,31 miliardi, pari al 23,65% del programmato, mentre il Fse (fondo sociale europeo) presenta pagamenti per 0,14 miliardi (21,67% rispetto al programmato)». Inoltre- rileva –la magistratura contabile – «al 30 giugno 2019 tutti i Por presentano un certo incremento, anche se il livello di attuazione, sia per il Fesr che per il Fse, rimane su una percentuale piuttosto modesta, inferiore al 30%». Con specifico riguardo alla Calabria,dalle tabelle allegate alla relazione emerge che al 31 dicembre 2018 per quanto riguarda il Fesr (dotazione complessiva di oltre 2 miliardi) il programmato degli impegni era pari al 23,6% e dei pagamenti al 9,87%, mentre al 30 giugno 2019 il primo target avanza al 37,2 e il secondo al 19,2. Quanto al Fse, in Calabria le tabelle spiegano che al 31 dicembre 2018 il programmato degli impegni era al 13% e quello dei pagamenti al 4,52%, rispettivamente saliti nella rilevazione al 30 giugno 2019 al 20,10 e al 17,8. Come notazione conclusiva, riferita a tutti i programmi, si evidenzia – rileva comunque la Corte dei Conti – che si registrano sicuramente dei progressi, alla data del 30 giugno 2019 rispetto al dato ufficiale del 31 dicembre 2018; tuttavia, il dato complessivo mostra dei livelli attuativi che non possono ancora definirsi soddisfacenti, considerato che ci si sta apprestando a concludere il sesto anno del Periodo di programmazione 2014-2020». Un altro aspetto che la magistratura contabile ha messo sotto i riflettori è quello delle irregolarità nell’utiulizzo dei fondi comunitari: «Riguardo alle Autorità di gestione maggiormente interessate da irregolarità ancora aperte nell’ambito di Fondi strutturali, si osserva – si legge nella relazione – che il fenomeno è riscontrabile quasi esclusivamente nella Regione Calabria e nel Ministero dell’università e della ricerca per procedimenti giudiziari pendenti». In particolare – prosegue la relazione della Corte dei Conti – «Nell’ambito dei Programmi regionali Fesr , la Regione Calabria ha un importo ancora da recuperare pari a 32,7 milioni di euro relativo ad irregolarità per le quali si è riscontrata la medesima modalità operativa: alcune ditte, facenti parte di un’organizzazione di stampo mafioso, avrebbero presentato offerte fittizie per appalti di loro interesse, Nell’ambito della Politica agricola il più elevato volume di spesa irregolare ancora da recuperare è individuabile nell’Organismo pagatore della Regione Calabria (Arcea) con 4,6 milioni di euro importo dimezzato rispetto a quanto riportato nella precedente Relazione per successive chiusure, avendo l’Op recuperato, attraverso la procedura della compensazione, gli importi irregolari. Su 78 casi di irregolarità sono presenti 4 segnalazioni qualificate come sospetta frode per un importo poco rilevante (54.646 mila euro) rispetto al totale da recuperare». (redazione@corrierecal.it)

 

 







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