Ronzulli: «Santelli è il riscatto dopo anni di centrosinistra»

Lo ha dichiarato il vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, nel corso di una manifestazione elettorale a Vibo Valentia. Sulla tutela dei diritti dei bambini: «Non possono esistere bambini di serie A e bambini di serie B, figli del nord e figli del sud»

ROMA «La Calabria ha la possibilità di tornare grande nel Mezzogiorno e in Italia. È una regione ricca di capitale umano, turisticamente molto attrattiva e con un potenziale economico, specialmente nel settore agroalimentare, invidiabile non solo nel resto della Penisola ma in tutta Europa. È stata purtroppo amministrata troppo male per troppo tempo. La candidatura di Jole Santelli rappresenta innanzitutto una possibilità di riscatto per questa terra bellissima che dopo anni di centrosinistra si è trovata, suo malgrado, abbandonata a se stessa. Con il centrodestra alla guida della Regione la Calabria potrà tornare a sognare, sperare, ma soprattutto a crescere al pari delle altre realtà governate dalla nostra coalizione». Lo ha detto il vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzullim nel corso di una manifestazione elettorale, a Vibo Valentia, a sostegno della candidatura di Jole Santelli alla presidenza della Regione.
«La tutela dei diritti dei bambini – ha poi aggiunto – parte dalle offerte formative e dalla possibilità all’accesso alle strutture scolastiche, a partire dagli asili nido. Tra le tante ragioni per cui scegliere Jole Santelli c’è anche il fatto che è una donna e in quanto tale ha una sensibilità particolare rispetto a un tema a me molto caro, in quanto presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ovvero quello dei minori. Ho infatti chiesto a Jole la promessa di occuparsi con particolare attenzione dei bambini e dei ragazzi calabresi, perché possano avere a disposizione gli stessi servizi di quelli delle altre regioni, perché un bambino che nasce qui non deve avere meno possibilità di uno che nasce in Lombardia».
«Non possono esistere bambini di serie A e bambini di serie B, figli del nord e figli del sud. Un bambino che va a scuola in Calabria non deve essere meno formato di uno che studia in Piemonte – ha aggiunto – e infine, un bambino che va in un ospedale calabrese non deve avere meno tutele, meno attenzioni e meno cure di di un coetaneo che va a curarsi in una struttura del Veneto. Bisogna invertire questo trend e la politica deve impegnarsi per colmare questo divario, è un impegno che dobbiamo prendere con noi stessi e che dovrebbero portare avanti tutti i parlamentari e gli amministratori”.







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