Fabio Guerriero (PD): «Lavoro, infrastrutture e sanità. Per la Calabria normalità, non piani straordinari»

Il candidato consigliere regionale: «Chi ci ha proceduto ha sulla coscienza, oltre che ritardi economici e sociali atavici, un deficit di credibilità»

CATANZARO «Quando l’aggettivo “normale” scalzerà “straordinario” nel precedere o seguire la descrizione di scenari e impegni per la Calabria, la classe politica che avrà assunto l’onore e l’onere di governare questa regione potrà dirsi in parte riabilitata dei disastri accumulati negli anni». Questo quanto afferma Fabio Guerriero, candidato al Consiglio regionale per il Partito democratico, nel collegio dell’Area centrale della Calabria, con Pippo Callipo Presidente. «Chi ci ha preceduto – afferma ancora Guerriero – ha sulla coscienza, oltre che ritardi economici e sociali atavici, un deficit di credibilità che si trasforma in furto di speranza. Un piano straordinario per il lavoro, soprattutto giovanile; un piano straordinario di investimenti per le infrastrutture materiali e immateriali, nuove politiche industriali: lo chiedono, giustamente, i sindacati che qualche giorno fa hanno presentato ai candidati alla presidenza della Regione le proprie proposte nel corso di una conferenza stampa, a cui ho partecipato. Come non condividere l’elenco delle priorità tra cui spiccano anche il rilancio del porto di Gioia Tauro, l’operatività della Zona economica speciale, la velocizzazione di alcune opere ritenute strategiche come il completamento del megalotto 3 della Statale 106 e dei lavori di ammodernamento della linea ferroviaria jonica. Proprio ieri, nel corso di una manifestazione pubblica a Catanzaro il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, numeri alla mano, ha descritto un quadro davvero incoraggiante che dimostra una grande attenzione del Governo nazionale per la Calabria, anticipando anche l’intenzione di far partire l’alta capacità ferroviaria Reggio-Roma». «Tra le priorità – continua Guerriero – certamente anche il superamento del commissariamento della sanità, frutto del fallimento della politica calabrese in tutti questi anni, che – guardando allo stato dei nostri ospedali e dei nostri presidi sanitari – si è dimostrato essere cura peggiore del male. È facile fare propaganda sul lavoro che non c’è, soprattutto per i giovani e le donne, risorsa inestimabile per questa terra; sulle code al pronto soccorso, sui pazienti sulle barelle, sulle liste d’attesa infinite. Il salto di qualità si fa tendendo a quella normalità che non ha nulla di straordinario, costruendo una regione dove va avanti chi merita, dove amministra chi è competente e onesto con efficienza e trasparenza, dove la legalità è il faro dell’azione civile e lotta alla ‘ndrangheta e alle sue infiltrazioni nelle istituzioni non è una cosa eccezionale da celebrare in piazza». «Vogliamo una regione – conclude Guerriero – dove un Consiglio comunale che non gode più della credibilità e del rispetto della comunità che dovrebbe rappresentare, si dimette riconoscendo di aver tradito la fiducia degli elettori senza rimanere attaccato allo scranno di velluto rosso. Se perfino il principe Harry ha rinunciato ai privilegi di una poltrona, perché non possono farlo di amministratori di Catanzaro?».







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