Tallini attacca Morra: «Uso strumentale della sua carica». E Raffa: «Atto di barbarie giuridica»

Il candidato consigliere regionale di Forza Italia interviene sulla presenza del suo nominativo nell’elenco degli “impresentabili” dell’Antimafia: «Non sono accusato di alcun reato corruttivo». E il suo collega: «In campo convinto della mia innocenza»

CATANZARO «Il senatore Morra consuma nei miei confronti una meschina vendetta personale per le critiche da me rivoltegli in merito alle sue farneticanti dichiarazioni sul “rosario” quale simbolo della mafia». Lo afferma in una nota il candidato consigliere regionale di Forza Italia Domenico Tallini che in merito alla presenza del suo nominativo nelle liste degli “impresentabili” redatta dalla commissione parlamentare Antimafia (qui la notizia).
«Non è la prima volta che questo giacobino di periferia – aggiunge – utilizza le istituzioni per demolire i suoi avversari. È ancora fresco il ricordo della trappola indegna ordita contro Mario Occhiuto e ancora più fresco l’agguato contro il candidato Cinquestelle Aiello. Se c’è un impresentabile in Calabria è proprio il senatore Morra che risponderà in tutte le sedi di questa vergognosa manovra ai miei danni».
«Ha utilizzato un procedimento appena aperto – sottolinea Tallini – per reati che nulla hanno a che vedere con la funzione della sua commissione, per una vendetta postuma. Un nemico della Calabria e dei calabresi, non a caso isolato da tutto il suo partito per i suoi deliranti atteggiamenti».
«Non sono accusato di nessuna ipotesi di corruzione nel processo in cui sono stato rinviato a giudizio – precisa l’esponente azzurro – ma l’ipotesi di reato che mi viene contestata è “induzione indebita a dare o promettere utilità” relativamente a delle contravvenzioni al codice della strada per importi irrilevanti, elevati da vigili urbani e per le quali il dibattimento che si sta celebrando dimostrerà la totale infondatezza dell’accusa, così come già avvenuto con la piena assoluzione da parte della “Corte dei Conti”.
In ogni caso il reato che mi viene contestato non ha nulla a che fare con il reato di corruzione».
«Pertanto non si comprende l’attenzione del presidente della commissione antimafia – afferma ancora Tallini – che dovrebbe occuparsi dei fenomeni di criminalità organizzata. Faccio presente che nella mia lunga attività politica, in cui ho ricoperto incarichi istituzionali particolarmente importanti, non sono stato mai neppure sfiorato da ipotesi di reato infamanti quali quelli relativi alla criminalità organizzata».
«È indegno, pertanto, che il presidente della Commissione – conclude l’esponente forzista – utilizzi strumentalmente la sua carica a soli tre giorni dalle elezioni per infangare la mia persona, marchiandomi di “impresentabilità”. Il comunicato diffuso dalla commissione antimafia concernente la mia posizione di candidato è andato al di là di quelle che sono le competenze e le attribuzioni riconosciute alla commissione antimafia ed al suo presidente, pertanto agirò con ogni azione di legge verso il senatore Morra a tutela della mia immagine e della mia onorabilità».
RAFFA: «RIMANGO IN CAMPO CONVINTO DELLA MIA INNOCENZA» «Sono in campo e ci rimango per le elezioni del 26 gennaio e sono convinto che queste Regionali saranno, per me personalmente e per la coalizione di centrodestra, un successo». Lo afferma in una nota il candidato consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Raffa anche lui finito nell’elenco degli “impresentabili” della commissione Antimafia.
«Oggi più che mai e con sempre più determinazione – aggiunge – chiedo il voto delle persone oneste che credono nella legalità. Grazie al sostegno di tantissimi amici, di tante famiglie e persone perbene, domenica prossima sarò e saremo direttamente protagonisti di una grande pagina di democrazia per il bene della Calabria».
«Il senatore cinquestelle Morra a tre giorni dalle elezioni – afferma ancora Raffa – ha ritenuto di dispensare patenti di legalità agli avversari politici, solo perché coinvolti in vicende che ne sono certo, credendo nella giustizia, si concluderanno, si spera presto, con il pieno riconoscimento della assoluta estraneità ai fatti contestati. Allo stato, solo i tempi della giustizia non hanno consentito l’archiviazione di una vicenda banale (l’acquisto di copie di un libro del valore di 20 euro ). I fatti mi danno pienamente ragione essendo già emersa l’assoluta trasparenza e regolarità della procedura amministrativa richiamata in modo approssimativo e suggestivo da Morra».
«Lanciare messaggi del genere a due giorni dalle elezioni – prosegue l’esponente azzurro – non è solo un atto di barbarie giuridica ma è destabilizzante e gravissimo dal punto di vista democratico. I tentativi di delegittimazione non fermeranno il mio impegno in queste elezioni regionali che mi vedono candidato con Forza Italia a sostegno di Jole Santelli presidente».
«Non posso esimermi, dunque – conclude – dinanzi ad allusioni infondate e suggestive, provenienti ad hoc dall’esponente del Movimento 5 Stelle Dott. Nicola Morra, proprio nei giorni che precedono la tornata elettorale regionale in cui sono candidato, dal rappresentare la verità rispetto ai fatti strumentalizzati per meri scopi elettorali».

 

 







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