Lupacchini davanti al Csm: «Nessun intento denigratorio da parte mia»

Il procuratore generale di Catanzaro si difende dopo la richiesta cautelare di trasferimento avanzata dal pg di Cassazione Giovanni Salvi e dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in seguito alle sue dichiarazioni in una intervista al Tgcom24

CATANZARO Ha recisamente escluso l’intenzione di denigrare i magistrati del Distretto e il loro operato, volendo invece sollecitare una riflessione intorno a circostanze e criticità nei rapporti istituzionali tra Procure. Il procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini ha parlato per tre ore, giovedì, davanti alla sezione disciplinare del Csm. Oggi è stata la volta del suo avvocato, Ivano Iai. Entrambi hanno ripercorso tutta la vicenda che ha portato alla richiesta cautelare di trasferimento avanzata dal pg di Cassazione Giovanni Salvi e dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede nei confronti di Lupacchini, che nelle scorse settimane rilasciò, dopo i numerosi arresti avvenuti nell’ambito dell’indagine antindrangheta “Rinascita Scott”, un’intervista al Tgcom24 in cui sarebbe stato delegittimato l’operato del capo della procura di Catanzaro Nicola Gratteri. Secondo la difesa non vi è mai stata alcuna intenzione o volontà di delegittimare o denigrare il capo della Dda di Catanzaro, i suoi sostituti, i giudici impegnati nella procedura. Quello che il procuratore generale ha auspicato nel corso dell’udienza è la normalità dei rapporti tra la Procura generale e la Procura della Repubblica di Catanzaro, in applicazione obiettiva delle norme di coordinamento e collegamento per le indagini di mafia. Due, stamattina, le principali argomentazioni della difesa: l’assenza di fumus di fondatezza dell’azione disciplinare e dell’urgenza di provvedere, non sussistenti, secondo la difesa, poiché l’ufficio di Procura generale garantisce il buon andamento della giustizia. Iai ha rappresentato che vi è una sovrapposizione di procedure: davanti alla Prima commissione e in sede disciplinare e cautelare e, secondo quanto previsto dal regolamento del CSM, la prima dovrebbe essere sospesa. Sproporzionata, rispetto all’incolpazione, sarebbe poi la misura richiesta visto che per le contestazioni a Lupacchini, che ha rilasciato l’intervista manifestando liberamente il proprio pensiero su fatti pregressi, non come Procuratore Generale ma quale esperto di contrasto alla criminalità organizzata, è prevista la sanzione della censura.







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