Il “rompicapo” Giunta e il “braccio di ferro” nel centrodestra

Al via le trattative per definire gli organigrammi con Forza Italia intenzionata a dettare le regole: già qualche fibrillazione con Lega e FdI. Il “nodo” della presidenza del Consiglio regionale

CATANZARO Dopo le danze nel senso letterale del termine – propiziatorie, si spera… – arrivano le danze nel senso metaforico del termine. Acquisito il trionfo elettorale, peraltro ampiamente preventivato alla vigilia, la neo governatrice Jole Santelli e i partiti del centrodestra si preparano ad aprire ufficialmente le trattative per la Giunta e la presidenza del Consiglio regionale: la “deadline” sarebbe stata fissata per gli inizi della prossima settimana, in un tempo tutto sommato contenuto perché su certe cose il centrodestra è oggettivamente e notoriamente molto più rapido e più concreto del centrosinistra.
Tuttavia, per quanto, dopo la rutilante celebrazione del successo soprattutto da parte di Forza Italia, sia calato il silenzio comunicativo, sotto traccia già si percepiscono un po’ di fibrillazioni, i primi mugugni e le prime spie di tensione e di un “braccio di ferro” tra l’ala moderata di Forza Italia e quella sovranista del centrodestra. Del resto, un “antipasto” di quello che prevedibilmente avverrà nei prossimi giorni si era avuto nelle ultime settimane prima del voto, con la fuga in avanti della Lega e dello stesso leader Matteo Salvini, fiondatisi a prenotare assessorati di peso (e di spesa…) come l’agricoltura e il turismo con sortite non particolarmente gradite dagli azzurri santelliani, che hanno rinviato ogni discorso al dopo 16 gennaio. E ora che i dati sono cristallizzati è oggettivamente tutta un’altra storia. Una storia che dice, in estrema sintesi, che Forza Italia, sia da sola sia – a maggior ragione – nella triplice articolazione con cui si è presentata (le liste Casa delle Libertà e “Jole Santelli Presidente”) non solo ha “resistito” all’”Opa” (piuttosto ostile) e ai tentativi di “scalata” della Lega (e anche di Fratelli d’Italia) ma adesso è pronta a rilanciare e portare all’incasso il risultato di domenica scorsa sul tavolo delle trattative.
Da ambienti forzisti, in pratica, si fa intendere che nella composizione della Giunta la Santelli sarebbe intenzionata a muoversi secondo una parametrazione dettata dalle percentuali riportate dai vari partiti della coalizione e dai conseguenti seggi conquistati a Palazzo Campanella. La neo governatrice è stata abbastanza chiara all’indomani della vittoria, assicurando che è sua intenzione mettersi alle spalle la stagione del tecnici (salvo quelli «davvero bravi e competenti», ha detto) e ridare primato e spazio alla politica, annunciando che nell’esecutivo sarà data la giusta rappresentanza alle varie forze che l’hanno sostenuta. Ma questo – fanno intendere fonti forziste – sulla base della “pesatura” dei voti di ciascun partito. Tradotto in “soldoni”, cioè in assessorati, significherebbe una distribuzione, all’interno della Giunta, così configurata: due postazioni a Forza Italia (sul piano territoriale appannaggio, verosimilmente a Cosenza e Reggio), due alla Lega, due (forse) a Fratelli d’Italia, una ciascuno a Casa delle libertà, alla Santelli Presidente e all’Udc.
In realtà, il vero “nodo” della questione non sarebbe tanto la vicepresidenza della Giunta (la Lega non la starebbe rivendicando perché è interessata ad altro, giusto per dirne una) quanto la presidenza del Consiglio regionale, che, se ben sfruttata, vale almeno due assessorati. La postazione potrebbe andare a Fratelli d’Italia, ma in cambio i meloniani dovrebbero rinunciare a un assessorato. Quanto questo potenziale schema possa garbare all’ala sovranista della coalizione ovviamente è tutto da verificare, per questo ovviamente, allo stato quello della Giunta è un “rompicapo” destinato a essere risolto solo nei prossimi giorni. (a. cant.)







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