L’”ultima” di Oliverio da governatore: «Maggiore chiarezza sul Piano per il Sud»

Il presidente uscente commenta la visita di Conte: «Positiva attenzione, ma le risorse sono aggiuntive? E perché mancavano la Santelli e le istituzioni regionali e locali?»

«Che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, accompagnato dal ministro per il Mezzogiorno, Peppe Provenzano, e dal ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, abbia scelto Gioia Tauro per presentare il Piano per il Sud non può che farci piacere. Assumere una iniziativa per proporre attenzione nei confronti di una parte del Paese che vive una condizione di disparità e di squilibrio economico, sociale e civile, non può che essere valutato positivamente. Il Mezzogiorno, però, per essere aiutato a riscattarsi e a riconquistare fiducia, ha bisogno di scelte chiare e libere da vecchie ricette e pratiche di Governo di cui è lastricato il suo tormentato rapporto con lo Stato centrale». Lo dichiara Mario Oliverio, presidente uscente della Regione Calabria ed esponente del Pd. «Per questo, sarebbe stato e sarebbe interessante sapere – sottolinea – se le risorse destinate a finanziare il piano per il Sud sono davvero aggiuntive e, se cosi è, da quali strumenti e programmi sono garantite. È importante essere chiari su questo – spiega – per evitare il riproporsi di operazioni già viste in passato, quando si utilizzavano risorse già destinate alle regioni meridionali (Pac, Fsc, Pon ecc.) a copertura di proposte e piani che si sono rivelati una semplice operazione di centralizzazione nell’uso di risorse, senza alcuna aggiuntività. Infine, secondo Oliverio, «non può passare inosservato, né può essere sottaciuto, il fatto che alla iniziativa di Gioia Tauro non erano presenti la Regione, la Città Metropolitana e altre istituzioni locali. È grave che non sia stato invitato il Presidente della Regione. Non parlo di me (che mi considero già ex dal 26 gennaio) ma della nuova presidente Jole Santelli, eletta dai calabresi. Il Sud ed i territori – aggiunge – meritano innanzitutto rispetto e considerazione. Non è solo un problema di forma ma di sostanza. Il riscatto del Sud passa anche, ed in primo luogo, dalla rottura di metodi e da pratiche neo coloniali che tanti danni e guasti hanno prodotto al Mezzogiorno nel passato. Il vero meridionalismo di cui abbiamo bisogno è fatto di responsabilità, rigore nella utilizzazione delle risorse, rapporto virtuoso e rispettoso tra Stato, Regioni e territori. Proprio il contrario – conclude – di ciò che è stato finora e di cui il Sud è vittima».







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