Sanità, “saltano” oltre 30 guardie mediche: è protesta nel Catanzarese

Nell’ambito di una riorganizzazione territoriale l’Asp intende chiudere oltre la metà delle strutture esistenti. A marzo la conferenza dei sindaci. E Viscomi lancia l’hashtag #NonSiamoNumeri e convoca per lunedì prossimo una conferenza stampa

CATANZARO Un duro “colpo” sta per abbattersi sulla sanità catanzarese. Nell’ambito di una riorganizzazione territoriale l’Asp di Catanzaro intende chiudere 34 delle 60 guardie mediche al momento esistenti sul territorio: la motivazione sarebbe legata agli ormai insostenibili costi di gestione delle guardie mediche in relazione al loro effettivo utilizzo da parte dei cittadini. La scelta della commissione straordinaria che attualmente guida l’Asp dio Catanzaro dopo lo scioglimento per infiltrazioni della ‘ndrangheta ovviamente ha già scatenato le prime polemiche e le prime opposizioni. Il 4 marzo, per come annunciato dal sindaco e presidente della Provincia di Catanzaro, si riunirà la conferenza dei sindaci dell’Asp, con l’obiettivo di «individuare le soluzioni alle più pressanti criticità nell’erogazione dei servizi sanitari di prossimità, nelle aree interne e non solo, e in generale migliorare l’assistenza territoriale».
Intanto, il deputato del Pd, Antonio Viscomi, ha convocato per il prossimo 24 febbraio, nella sede della sua segreteria politica a Catanzaro, una conferenza stampa sulla questione del taglio delle guardie mediche, una conferenza stampa – specifica Viscomi – «aperta a sindaci, amministratori, operatori sanitari e cittadini perché la salute è un diritto di tutti» e «non siamo numeri», si legge nell’hashtag usato da Viscomi. E il dirigente di Forza Italia Frank Santacroce, candidato alle ultime Regionali, ha detto che «la decisione dei commissari di risolvere i problemi economici della sanità calabrese attraverso la soppressione di ben 36 guardie mediche è la prova di come chi amministra l’azienda sanitaria ha capito ben poco della Calabria e dei sistemi di riordino della sanità pubblica. Pensare di sanare il buco che decenni di malgoverno si risolva chiudendo le guardie mediche che rappresentano la prima postazioni di continuità assistenziale nei piccoli comuni specie per le fasce deboli e per gli anziani – ha aggiunto Santacroce – è la soluzione più stupida e scellerata che il governo sanitario possa adottare».

L’HASHTAH DI VISCOMI #NonSiamoNumeri. È questo l’hashtag proposto da Antonio Viscomi, deputato del Partito democratico, per lanciare la conferenza stampa sulla paventata chiusura delle guardie mediche nel territorio dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, allocate nei distretti sanitari di Catanzaro, Lamezia e Soverato. La conferenza stampa avrà luogo lunedì prossimo, giorno 24 febbraio, alle ore 15, e si svolgerà all’interno della segreteria politica del deputato Antonio Viscomi, in vico II Catalano, sul corso Mazzini, di Catanzaro.
«La questione nasce dal fatto che il piano aziendale – è detto in una nota – prevede la soppressione di molte postazioni, all’’ evidente  fine di produrre, con un taglio organizzativo senza precedenti (35 guardie mediche su 60), un risparmio di spesa a beneficio di una azienda ormai in crisi finanziaria acuta. Seppur mosso dall’intento di ridimensionare l’enorme disavanzo aziendale, quel piano non sembra però individuare in modo pertinente i centri di spesa realmente responsabili della situazione finanziaria e non sembra collocarsi in una strategia complessiva di rilancio e miglioramento dei livelli delle prestazioni sanitarie;  anzi: taglia gli ultimi avamposti di sanità, dopo quanto vissuto dagli ospedali e dai pronto soccorso. A pagarne le conseguenze saranno i cittadini già svantaggiati, per età e per appartenenza ad aree interne, distanti dai grandi agglomerati urbani, dai centri di servizi e lontani dai servizi essenziali, quali appunto la sanità.  Per queste ragioni la conferenza stampa sarà aperta ai sindaci, agli amministratori, agli operatori sanitari ed ai cittadini e alla stessa hanno già assicurato la loro presenza il neo-consigliere regionale Libero Notarangelo, il dirigente democratico ed esperto di sanità Lino Puzzonia, il segretario nazionale della Fismu, sindacato dei medici di medicina generale, Franco Esposito, il responsabile organizzativo regionale del Partito Democratico Giovanni Puccio, nonché Angela Robbe, Fabio Guerriero, Raffaele Mammoliti e Gianluca Cuda, segretario della federazione provinciale del partito, tutti recentemente impegnati nelle elezioni regionali nella lista del Pd».
«La loro presenza alla conferenza stampa di lunedì – aggiunge la nota – vuole essere la testimonianza evidente di un rinnovato impegno collettivo che la comunità democratica intende mettere in atto per affiancare sindaci, amministratori e cittadini nella loro giusta pretesa ad un servizio sanitario adeguato e coerente con i bisogni essenziali e specifici della popolazione di riferimento. La costruzione di un servizio sanitario è questione che richiede ragionamenti attenti e ponderati a partire dai fabbisogni sanitari dei cittadini: quel sistema non può essere ricondotto ad una logica meramente quantitativa né ridotto ad una questione di primariati da affidare ad amici o amici degli amici e neppure confinato in una mera rivendicazione di campanile». «Il parametro di riferimento è e rimane quello dei reali fabbisogni sanitari – conclude – perché solo a partire da questi è possibile costruire un sistema enormemente complesso come quello sanitario. Ed è su questo specifico profilo che vanno verificate le decisioni che si intende assumere. Non siamo numeri, dunque, ma neppure lasceremo nessuno solo».







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