Da rifare il processo d’appello contro il clan Patania

La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di secondo grado scaturita dal processo “Romanzo Criminale” contro la cosca di Stefanaconi

CATANZARO Annullata con rinvio la sentenza d’appello, emessa il primo marzo 2019, del processo denominato “Romanzo Criminale” istruito contro il clan Platania di Stefanaconi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che venerdì ha annullato, con rinvio per un nuovo giudizio, le condanne di tutti gli imputati tranne quella del collaboratore Nicola Figliuzzi, condannato a 4 anni e 6 mesi per concorso esterno. Il suo ricorso è stato giudicato irricevibile e la sentenza diventa effettiva. Tutto da rifare questo processo il cui esito, nei tre gradi di giudizio, è stato fin dal principio parecchio altalenante. Basti pensare che la sentenza di secondo grado ribaltava quella del primo grado: Giuseppina Iacopetta (vedova di Fortunato Patania): 14 anni; Saverio Patania: 15 anni; Salvatore Patania: 15 anni; Giuseppe Patania: 16 anni; Nazzareno Patania: 12 anni; Bruno Patania: 9 anni (in primo grado era stato assolto); Andrea Patania: 9 anni; Caterina Caglioti (moglie di Nazzareno Patania): 12 anni; Cristian Loielo: 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (assolto in primo grado); Alessandro Bartalotta: 10 anni; Francesco Lopreiato: 10 anni per associazione mafiosa (assolto in primo grado). La Corte d’appello, presieduta dal giudice Loredana De Franco, aveva, quindi, ribaltato le assoluzioni decise in primo grado dal Tribunale di Vibo, presieduto dal giudice Lucia Monaco. La sentenza, tra l’altro, riconosceva per la prima volta il reato di associazione mafiosa nei confronti del clan Patania. Spetta ora alla nuova Corte d’Appello l’ardua sentenza. Nel collegio difensivo, gli avvocati Antonio Lomonaco, Sergio Rotundo, Salvatore Staiano, Costantino Casuscelli, Tiziana Barillaro, Diddi. (ale.tru.) 







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