Catanzaro, tutti i paradossi di uno “strano” consiglio comunale

Aula, consiliare completamente rimescolata, tra dimissioni e posizionamenti pre e post-Regionali. Il Misto è il gruppo più consistente. Ma Abramo adesso ha una maggioranza numericamente più ampia

CATANZARO I paradossi del Consiglio comunale di Catanzaro. Dacchè doveva essere al tramonto, all’indomani dell’esplosione – giudiziari e mediatica – dell’inchiesta “Gettonopoli”, l’assemblea cittadina invece sta andando avanti, in una configurazione del tutto inedita e con una “geografia” completamente stravolta rispetto a quella di partenza, nell’ormai lontanissimo giugno 2017 quando le Amministrative premiarono per la quarta volta il sindaco Sergio Abramo. Tra le dimissioni dai banchi della minoranza all’indomani di “Gettonopoli”, transumanze e spostamenti vari dettati dalle Regionali, “alchimie” di vario genere e nuovi posizionamenti, il Consiglio comunale è finito in un frullatore impazzito dal quale emerge solo un dato certo: la maggioranza a sostegno di Abramo, per quanto sempre fibrillante e nervosa alla luce dell’irrisolta dialettica tra l’area del sindaco e l’area di Forza Italia, è numericamente una maggioranza “bulgara”. Il primo paradosso, se solo si pensa che un mesetto fa il “tutti a casa” sembrava vicino, eppure è così: allo stato attuale, la minoranza consiliare ad Abramo si conta praticamente sulle dita di una mano, e il centrodestra può andare avanti quasi per sola inerzia. Il resto dell’aula di fatto, tra “fedelissimi”, alleati e fiancheggiatori più o meno palesi, è con Abramo. Lo si era visto anche nel primo Consiglio comunale del post “Gettonopoli” e del post nuova (vecchia) Giunta di Abramo, lo si è visto plasticamente anche nella seduta odierna, nella quale la mappa dei consiglieri si è completamente rimescolata, senza cambiare comunque il dato politico. E così, al tirar delle somme di tutto questo “tourbillon”, il gruppo più folto in Consiglio comunale – altro paradosso – è quello misto, con 9 componenti, in gran parte dichiaratamente pro-Abramo, e a seguire, per la maggioranza “ufficiale”, i gruppi di “Catanzaro con Abramo” (5), “Catanzaro da Vivere” (4), Forza Italia (4, con due new entry a compensare qualche fuoriuscita), Obiettivo Comune e Officine del Sud (2), il monogruppo dell’Udc, e infine per la minoranza Fare per Catanzaro (2), Cambiavento (2) e Socialisti & Democratici (1). Nel complesso, molta confusione e linearità politica ridotta al lumicino, e le “schermaglie” della seduta di ieri all’interno del centrodestra sono ordinaria amministrazione, talmente ordinaria da non fare nemmeno notizia. (a.cant.)







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