Processo Aemilia, ripresa udienze a rischio Coronavirus

Dovrebbe riprendere domani a Bologna il maxiprocesso scaturito dall’inchiesta sulle presunte infiltrazioni delle ‘ndrine nella regione. In programma la requisitoria dell’accusa

BOLOGNA Dovrebbe riprendere domani a Bologna, nell’aula bunker del carcere della Dozza, l’appello del maxi-processo di ‘ndrangheta “Aemilia”, ma sulla sua celebrazione incombe l’incognita “Coronavirus”.
In programma ci sarebbe l’inizio della requisitoria della pubblica accusa, rappresentata dai tre sostituti procuratori generali Lucia Musti, Valter Giovannini e Luciana Cicerchia, ma bisognerà valutare se l’affluenza di persone consentirà di tenerle alla giusta distanza di sicurezza tra loro, come indicato dal decreto emanato nei giorni scorsi dalla Corte di Appello di Bologna.
Per questo processo sono circa 150 gli imputati, tra rito ordinario e abbreviato, più le varie parti civili e i difensori. Tre posizioni nel frattempo sono stralciate, una per difetto di notifica e due perché un giudice del collegio ha dichiarato di astenersi su di loro.





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