Comunali di Crotone, colpi proibiti in vista della composizione delle liste

Il botta e risposta tra Flora Sculco e Nico Oliverio sul tema della Soprintendenza apre ufficialmente i giochi

di Gaetano Megna
CROTONE Colpi proibiti in vista della composizione delle liste per l’elezione del nuovo sindaco di Crotone. A dare il via ai fuochi d’artificio la consigliera regionale Flora Sculco, del gruppo Democratici e progressisti, con una lettera inviata al ministro del Mibact, Dario Franceschini. Una lettera resa pubblica con una nota stampa piena di messaggi, destinati a più soggetti politici. Nella parte iniziale la Sculco si dice preoccupata del fatto che qualcuno possa «modificare il decreto 2 dicembre 2019 che assegna alla città pitagorica la sede della Soprintendenza di Catanzaro e Crotone». Sulla sede della Soprintendenza assegnata a Crotone, c’è una richiesta di modifica avanzata dal sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. La Sculco sottolinea di avere chiesto un incontro al ministro Franceschini «non solo per parlare della sede della Soprintendenza, ma anche per affrontare con lui altre spinose tematiche a partire proprio dal progetto “Antica Kroton” che sta registrando troppi ritardi soprattutto da parte della Soprintendenza, che rischiano di far perdere il finanziamento». L’attacco è rivolto al Mibact, alla senatrice pentastellata Margerita Corrado, mai nominata, e alla corrente dem di Franceschini, molto presente a Crotone. I temi che si intendono affrontare con Franceschini sono anche quelli dei Castelli di Crotone e Le Castella, attualmente chiusi al pubblico, e lo stadio “Ezio scida”. La polemica con l’innominata senatrice Corrado non si è mai sopita, perché la parlamentare M5s ha sempre chiesto la rimodulazione delle schede del progetto Antica Kroton. La senatrice non si è mai risparmiata nel denunciare un presunto sperpero di fondi pubblici destinati ad attività che non avrebbero, a suo dire, prodotto alcuna ricaduta positiva per il territorio e per i beni culturali. Nelle tre righe conclusive della nota diffusa alla stampa, la Sculco concentra la parte più dura dell’attacco a Franceschini: «Vorrei fra comprendere al ministro che questa nostra città ad oggi ha registrato da parte del suo dicastero solo disinteresse o avversità, di certo non ha mai avuto l’attenzione che la storia di Crotone e il suo immenso patrimonio archeologico meriterebbero». In difesa del ministro è intervenuto, con una nota diffusa in serata, l’ex parlamentare Nicodemo Oliverio (area Franceschini). «Dopo anni di silenzi, disattenzione, inettitudine e incapacità – scrive Oliverio – un ministro dei Beni culturali decide di puntare sulla città di Crotone che, per la sua storia, cultura e archeologia, merita la massima attenzione e valorizzazione». Oliverio scrive di meravigliarsi «come possa passare inosservata alla politica e ai rappresentanti istituzionali della provincia la scelta del ministro di stabilire la sede della Soprintendenza a Crotone». Proseguendo l’ex parlamentare definisce la polemica della consigliera regionale «assurda e strumentale». Anche Oliverio destina la parte più dura della sua risposta nelle ultime righe del suo intervento, quando scrive: «In questa ottica, di buona e attenta amministrazione, bisogna muoversi. In netta discontinuità con il passato, evitando leggerezze e superficialità, come avvenuto per la presentazione del progetto Antica Kroton, che è costata circa 110.000 euro e che si è conclusa in una serata». I due interventi aprono ufficialmente la competizione elettorale per il rinnovo del governo del Comune della città pitagorica. I franceschiniani da sempre sono contro l’accordo elettorale con il movimento degli Sculco, che vorrebbero tenere fuori dal centrosinistra; il movimento di Enzo e Flora Sculco sono consapevoli di questo e sono partiti all’attacco mettendo nel mirino il ministro, ma l’obiettivo è colpire i suoi amici di Crotone.

 







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