«Il Sud e la Calabria non sono pronti al Coronavirus dopo 10 anni di tagli»

L’allarme dell’Anaao Assomed sulle strutture sanitarie. «I posti letto nella regione sono 2 per mille abitanti contro il 3,2 per mille dello standard. Speriamo che il virus non arrivi»

ROMA «Le strutture sanitarie del Sud non sono pronte per affrontare l’emergenza coronavirus. Sono state devastate da 10 anni di tagli che hanno lasciato il segno in termini di capacità di assistenza. C’è da augurarsi che l’epidemia non arrivi». A dirlo all’Adnkronos Salute è Carlo Palermo, segretario nazionale dei medici ospedalieri dell’Anaao Assomed, che commenta le previsioni degli esperti secondo il quale l’arrivo di casi di coronavirus in Meridione è più che prevedibile.
«Il fatto che in Italia i primi focolai si sono verificati in Regioni con una sanità più efficiente, con un maggior numero di terapie intensive, di reparti di malattie infettive e di pneumologia e una maggiore presenza di personale – spiega Palermo – ha permesso di fronteggiare la situazione meglio di quanto sarebbe potuto accadere in Regioni dove le strutture sono più carenti a causa di anni di commissariamento e tagli».
«Il coronavirus rischia di avere un impatto deflagrante, per esempio, in Molise, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia», dice ancora Palermo, ricordando che «in Molise anni di tagli hanno portato alla riduzione del 40% del personale. I posti letti in Calabria sono 2 per mille abitanti contro il 3,2 per mille dello standard. Dobbiamo davvero augurarci che il virus non ci arrivi perché capacità di risposta è assai più bassa che Nord».







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto