«Turismo in ginocchio per il Coronavirus»

Lino Cangemi, general manager di uno dei principali tour operator che da oltre 20 anni lavora in regione, lancia l’allarme: «Siamo a circa l’ 80% delle cancellazioni per i tour organizzati e al 55% delle prenotazioni di clienti individuali». E avverte: «La Calabria a rischio isolamento aereo. Il governo pensi anche alle imprese fuori dalla “zona rossa”»

di Roberto De Santo
CATANZARO «L’emergenza Coronavirus sta mettendo in ginocchio l’industria turistica che pagherà un conto particolarmente salato riservato a tutta la filiera». Non usa mezzi termini Lino Cangemi, general manager della Master Group Tour Operator, per descrivere il cataclisma che sembra stia per abbattersi sull’intera filiera produttiva nazionale con ripercussioni pesantissime sull’economia del Paese. Alla guida di uno dei maggiori tour operator che lavora da oltre 20 anni per portare turisti a far conoscere le bellezze della nostra regione, Cangemi lancia l’allarme sugli effetti che si avranno sul comparto. «Ad oggi, secondo le stime più accreditate – dice – il rischio corrisponde a 7 miliardi di euro di consumi in meno, un pericolo di sopravvivenza di 18 mila imprese e l’inevitabile perdita di 90mila posti di lavoro. Le ricadute economiche non avranno confini, e purtroppo il fenomeno, presto colpirà anche la nostra regione molto più da vicino». Il riferimento è proprio alla Calabria dove la Master Group ha due sedi (a Gioia Tauro e a Santa Maria di Ricadi). Anche se la realtà guidata da Cangemi, nato a Stoccarda 45 anni addietro ma in prima linea a Gioia Tauro per difendere la vocazione turistica calabrese, è presente con sedi in diversi angoli del Paese: una in Campania (Ischia), una in Sardegna (Olbia) e una in Emilia Romagna (Gatteo a Mare).

Può darci qualche dato sulle ricadute già registrate in Calabria per effetto del Coronavirus?
«La nostra attività opera in tutto il territorio nazionale e ha sempre avuto un’attenzione particolare per la regione di appartenenza che è la Calabria. Stiamo ricevendo ormai da giorni cancellazioni da tutti i fronti, i nostri partner sono spaventati, i dipendenti sgomenti, una paralisi turistica senza precedenti. Siamo a circa l’ 80% delle cancellazioni per i tour organizzati e al 55% delle prenotazioni di clienti individuali».

Se dovesse protrarsi l’emergenza, quali ulteriori effetti potrebbe avere sul comparto calabrese?
«La Calabria rischia di subire gli stessi effetti delle altre regioni, considerando soprattutto che le presenze estere fin oggi registrate sono garantite da operatori a loro volta in serie difficoltà e il turismo locale non soddisferà assolutamente l’eventuale carenza».

Come vive questa fase chi opera nel settore in Calabria?
«Non possiamo ignorare che il turismo è il motore del paese. Oggi purtroppo risulta inceppato mentre invece dovrebbe iniziare a vivere il periodo più florido dell’anno. C’è preoccupazione, incertezza ma anche tanta forza a non mollare».

Come vi state attrezzando per affrontare questa situazione?
«Stiamo monitorando la situazione a livello globale e temporeggiamo nel prendere decisioni affrettate, il costante contatto con tutti i nostri partners esteri ci guiderà – giorno dopo giorno – a prendere decisioni sul da farsi. Sicuramente nessuno prima d’ora ha mai pensato di dover affrontare un problema del genere, ma sono convinto che insieme lo supereremo. Il team della società che rappresento, consapevole della criticità del momento, ha fatto quadrato intorno alla Master Group Tour Operator e con la sua forza, caratteristica istintiva dell’azienda, affronterà questo momento. Probabilmente saranno mesi bui ma certamente insieme torneremo a guardare la luce».

Quali le ripercussioni sull’economia complessiva ingenerata dal comparto?
«Germania, Polonia, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Russia, solo per citarne alcune, hanno registrato circa 200mila arrivi nell’ultima stagione, numeri che verranno a mancare per la prossima stagione sottraendo al comparto turistico circa 75/80 milioni di euro».

Come convincere i potenziali clienti, in questa delicata situazione, a venire in Calabria?
«Forse prima di convincere i clienti a venire in Calabria dovremmo assicurarci che la Calabria non venga tagliata fuori dai collegamenti. Sarà indispensabile questo aspetto e contiamo sulle compagnie aeree. Chiaro è che di base dovranno esserci le condizioni sanitarie oltre quelle economiche delle quali la Regione Calabria, confidiamo, vorrà farsi carico a fronte di questa emergenza».

Quali misure andrebbero attivate rapidamente dal Governo e dalla Regione?
«È determinante una coesione tra imprese locali operanti nel settore turistico, così che si possa, vista la situazione economica che si aggrava ora dopo ora, chiedere interventi immediati al governo regionale che vadano ad aggiungersi ai provvedimenti già emanati dal Governo certamente non sufficienti per le aziende fuori dalla “zona rossa”. In una regione come quella nostra, dove regna da sempre una crisi senza fine, dove le occasioni di lavoro sono sempre poche, il crollo di questo settore è da scongiurare. Per questo insieme ad Fto (Federazione turismo organizzato), al quale siamo associati, a Federalberghi e tutti i colleghi dei Destination management company chiediamo che venga attivato immediatamente un tavolo tecnico con tutte le parti coinvolte e che la politica trovi le giuste risposte e misure prima che la situazione precipiti in modo irreversibile». (r.desanto@corrierecal.it)





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