Vertenza Abramo Care, proclamato lo sciopero per oggi

Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil hanno deciso di fermare il lavoro di tutti gli stabilimenti della società: «Atteggiamento dell’azienda pretestuoso». Aderisce anche la Cobas: «Rispetto per i lavoratori»

CATANZARO I sindacati hanno proclamato per oggi 25 marzo lo sciopero agli stabilimenti della Abramo Custom care. La decisione è maturata martedì sera al termine di un lungo braccio di ferro tra i vertici aziendali della società che offre servizi di call center a diverse realtà imprenditoriali italiane e le organizzazioni sindacali. Al centro della vicenda la mancanza di sicurezza sul posto di lavoro in materia di protezione del personale dal rischio di contagi da Covid-19 a cui si era aggiunto il mancato pagamento dello stipendio di febbraio. Da qui la decisione delle segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil di proclamare lo sciopero.
In particolare nella nota congiunta delle tre sigle sindacali si legge che «preso atto del ritardo della Abramo CC sul processo di remotizzazione, tenuto conto delle inadempienze sui Protocolli Covid19 in alcuni territori, considerato l’approccio tenuto nei confronti delle strutture di Roma che legittimamente chiedevano l’avvio dei comitati paritetici per la prevenzione ed il contenimento del Coronavirus, confermato che per (oggi) giorno 25.03.2020 non saranno riconosciuti gli emolumenti relativi alla mensilità di febbraio, proclamano sciopero per l’intera giornata del 25.03.2020». «Le motivazioni addotte dall’azienda circa i ritardi sulle remotizzazione – tuonano i sindacati – sono pretestuose, altre aziende che operano per gli stessi committenti sono a percentuali oltre il 50%. Questo denota esclusivamente la mancanza di volontà, o l’incapacità aziendale».
«I ritardi sulle attivazioni dei comitati paritetici sulle sedi di Roma e Palermo – aggiungono – non hanno giustificazione alcuna. La risposta inviata alle strutture ed alle Rsa di Roma alle sollecitazioni per l’attivazione di quanto previsto dai protocolli Covid19, al di là della forma imbarazzante ed assolutamente impropria, denota nella sostanza una assenza di rispetto verso le strutture territoriali di quel territorio».
«La comunicazione del pagamento delle spettanze di Febbraio al 31 Marzo – sottolineano ancora – rappresentano la ciliegina sulla torta di una azienda che, al di là delle gestioni che cambiano, dimostra una totale continuità di assenza di rispetto in primis dei lavoratori, e poi per chi li rappresenta». «Tutto quanto sopra esposto – concludono – ci costringe, nostro malgrado, vista la fase emergenziale in essere, alla proclamazione dello sciopero per l’intera giornata del 25.03».
Ed anche la segreteria nazionale della Confederazione dei lavoratori di base condivide le ragioni dello sciopero. «Visto il l’annunciato ritardo nei pagamenti delle spettanze di febbraio e la mancanza di passi indietro da parte dell’azienda – si legge nella nota della Cobas – come preannunciato nella dichiarazione di apertura dello stato di agitazione inviata via pec in data odierna, con la presente proclamiamo sciopero (intero turno) per (oggi) 25/3/2020 per i dipendenti della Abramo Customer Care su tutte le sedi».
«Troviamo scandalosa – prosegue la nota – la mancanza di puntualità sui pagamenti e crediamo sia necessaria una risposta unitaria e forte da parte dei lavoratori e delle lavoratrici. Si tratta di una assoluta ed ennesima mancanza di rispetto per tutti i lavoratori che, nonostante il difficile momento e le numerose inadempienze dei protocolli anticontagio, hanno continuato e continuano a mandare avanti un servizio ormai considerato “essenziale”».
La segreteria generale dell’organizzazione sindacale chiede «puntualità nei pagamenti» e «implementazione urgente dello smart working per l’intero perimetro occupazionale». «Rispetto e dignità – conclude la nota – per le lavoratrici e i lavoratori Abramo Customer Care».

 





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