Callipo: «Servono posti letto, non crisi di nervi»

L’ex candidato a governatore per il centro sinistra sull’ultimo decreto del premier Conte: «Certamente non è sufficiente, ma aizzare la gente con polemiche sterili è utile solo a chi ha bisogno di costruirsi alibi per coprire la mancate risposte sanitarie per fronteggiare l’emergenza». E propone di allargare il reddito di cittadinanza

CATANZARO «Il governo nazionale può fare di più? No, il governo nazionale deve fare di più. Su questo pochi dubbi, ma le misure annunciate nelle scorse ore sono una prima risposta. Certamente non è sufficiente, ma aizzare la gente con polemiche sterili, in un momento come questo, oltre ad essere pericoloso, è utile solo a chi ha bisogno di costruirsi alibi per coprire la mancate risposte sanitarie per fronteggiare l’emergenza». Queste sono le parole con cui Pippo Callipo, ex candidato alla presidenza della regione con la coalizione di centrosinistra, decide di commentare le iniziative prese dal governo “giallo-rosso” e che finiranno nell’ultimo decreto di presidenza del consiglio dei ministri. Il capogruppo a Palazzo Campanella di “Io Resto in Calabria” prova a smorzare i toni delle polemiche sollevate dal presidente Jole Santelli, precisando che le risorse sono poche ma è sempre meglio di nulla. «È  vero che i 400 milioni di euro destinati ai “bonus spesa” sono pochi e gli apparati amministrativi dei Comuni non sono probabilmente pronti a gestirli, ma intanto è già qualcosa, è un primo passo che dovrà essere seguito da altri – aggiunge Callipo -. Credo sia necessario, come ha detto anche il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, allargare il reddito di cittadinanza a una platea molto più ampia. Bisogna farlo garantendo il massimo rispetto della legalità nella gestione dei fondi, ma bisogna farlo al più presto. Come bisogna mettere in campo aiuti concreti alle imprese che rischiano di non riaprire più o, peggio, di finire in mano alla ‘ndrangheta». Callipo, così come il procuratore capo della Dda di Catanzaro, condivide le paure circa la possibilità che in un futuro prossimo a controllare parte del tessuto imprenditoriale indebolito dalla crisi, finisca in mano alla criminalità organizzata.  «La Regione in tutto questo può e deve fare la sua parte. Limitarsi ad attaccare un governo che, al di là delle legittime opinioni politiche, sta cercando di dare risposte ai cittadini in una crisi dalle proporzioni inimmaginabili, non mi sembra utile né politicamente responsabile. È giusto sbattere i pugni, ma lo si faccia per tutelare la Calabria, per aiutare i più deboli e per garantire al personale sanitario di operare in sicurezza, non per interessi politici di parte. In questo momento ai calabresi servono aiuti concreti e posti letto attrezzati, non polemiche e crisi di nervi».







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